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Della Dignità del Morire – Una Difesa della Libera Scelta

Della Dignità del Morire – Una Difesa della Libera Scelta

Titolo originale: Menschenwürdig Sterben

Autore/i: Küng Hans; Jens Walter

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione Alessandro Corsi.

pp. 162, Milano

…C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire…(Qohelet, 3, 2-3)

L’uomo può disporre della propria vita e scegliere quando e come morire, o, in una prospettiva cristiana, questo diritto spetta esclusivamente a chi gliel’ha donata, al suo creatore? Non è forse venuto il momento in cui le società moderne devono riconoscere la liceità, in casi ben determinati, dell’eutanasia? Oppure l’idea stessa di eutanasia, evocando i fantasmi dell’eugenetica nazista, lede la sacralità della vita umana? Sono queste le domande attorno alle quali ruota un libro che in Germania ha destato enorme scalpore e scatenato furiose discussioni. E non si è trattato di uno scandalo programmato a tavolino. I due autori, un teologo (Hans Küng) e uno storico della letteratura (Walter Jens), colleghi e amici da decenni, si scoprono – nel pieno di una vita attiva e appassionata – a discutere della morte, della consapevolezza di essere mortali, del tormentoso processo del morire. Dopo molti anni, quelle discussioni diventano il tema di questo libro. Meditare sulla morte significa sapere che non c’è solo un tempo per vivere, ma anche un tempo per morire; e che se la morte può riscattare un’intera esistenza, così una vita vissuta con pienezza può lenire persino l’insostenibile angoscia del trapasso (insostenibile per tutti: basta rileggere, suggeriscono gli autori, il racconto evangelico della Passione). Ma c’è una morte che non è redimibile: è la morte che viola la dignità dell’uomo, la morte che sopravviene dopo le sofferenze artificialmente prolungate dai progressi della medicina, la morte che spegne un corpo e una mente piegati da malattie debilitanti. È in questi casi, sostiene da teologo Küng, che un uomo deve avere il diritto di essere aiutato a morire se, in piena coscienza, non può più tollerare di condurre un’esistenza indegna di un uomo. Come sempre, le tesi di Küng sono scomode, rappresentano un fattore di disturbo, sovvertono i luoghi comuni. E ciascun lettore, trascinato dalla profonda verità umana che promana da queste pagine, dovrà mettere alla prova i propri convincimenti, affrontare le questioni ultime, sperimentare infine su di sé la forza sommessa di un libro che ha il potere singolare e terribile di toccare le coscienze.

Hans Küng, nato nel 1928 in Svizzera, ha studiato dal ’48 al ’55 alla Pontificia Università Gregoriana di Roma; ordinato sacerdote nel ’54, dopo studi alla Sorbona e all’Institute Catholique di Parigi, ha conseguito il dottorato in teologia e ha svolto per alcuni anni attività pastorale. Nel 1962 fu nominato da papa Giovanni XXIII consulente teologico del Concilio. Professore all’Università di Tubinga, dopo il noto provvedimento vaticano è passato a insegnare teologia ecumenica alle dirette dipendenze del senato accademico.

Walter Jens ha insegnato retorica all’Università di Tubinga. È uno dei più eminenti saggisti tedeschi, ed è autore di altri libri a quattro mani con Hans Küng.

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Argomenti: Libri vari,

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