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Clavis Universalis

Clavis Universalis

Arti della memoria e logica combinatoria da Lullo a Leibniz

Autore/i: Rossi Paolo

Editore: Società Editrice Il Mulino

prefazioni e premessa dell’autore.

pp. 342, Bologna

Le arti della memoria e la logica combinatoria hanno, nella cultura europea, origini differenti. Queste due tradizioni (la prima risale al mondo classico, la seconda nasce nel tardo Medioevo) finiscono, nel Cinquecento, per intrecciarsi. Ne emerge un’orditura complicata di temi, una sorta di nuova tradizione che giunge fino a Leibniz, che è ancora operante nella «Encyclopédie» degli illuministi. All’interno del grandioso progetto di un «alfabeto del mondo» o della «Clavis universalis» si collocano i richiami alla Cabala e i programmi delle enciclopedie, le aspirazioni alla pansofia e le costruzioni di lingue artificiali, le promesse di poteri miracolosi e la utilizzazione delle «topiche» entro i metodi della nuova scienza. Con questa tradizione si confrontano non solo Agrippa e Giordano Bruno e Pietro Ramo, ma anche Bacone, Comenio, Cartesio, Leibniz. A questa tradizione si richiamano coloro che classificarono un numero paurosamente crescente di piante e animali. Quando apparve questo libro Frances A. Yates lo salutò come «una fatica pionieristica» e un contributo prezioso; Robert Klein ne parlò come di un saggio che aveva il merito di avere «non scelto, ma creato il suo argomento» indagando su una linea di ricerca fino ad allora non vista né compresa. Gregor Sebba, nella sua «Bibliographia Cartesiana», lo qualificò «uno studio affascinante». Nel 1982 Hans Aarsleff vi si è riferito come alla «migliore storia di cui si disponga» relativamente al problema delle lingue universali. È stato tradotto in Giappone, in Messico, in Francia; ne è in corso una traduzione inglese. Rientra, per unanime riconoscimento, nel novero dei classici sull’argomento «memoria».

Paolo Rossi (1925) ha insegnato nelle Università di Milano, Cagliari, Bologna. Dal 1966 al 1999 è stato ordinario di Storia della filosofia nell’Università di Firenze. E autore di molti studi, tradotti in molte lingue europee nonché in giapponese, sulla filosofia e sulla scienza fra Cinquecento e Seicento, su Francis Bacon, su Giambattista Vico, sulle «arti meccaniche», sulle lingue universali, sulla «scoperta del tempo». Con il Mulino ha pubblicato «1 ragni e le formiche» (1986), «Paragone degli ingegni moderni e postmoderni» (1988), «Naufragi senza spettatore» (1995), «Un altro presente» (1999) nonché «Il passato, la memoria, l’oblio» (1991, premio Viareggio 1992) che è un ampliamento e un approfondimento di temi trattati nella «Clavis universalis». Ha diretto per la Utet una «Storia della scienza moderna e contemporanea», e il trattato «La filosofia». Il suo «La nascita della scienza moderna in Europa» (Laterza, 1997) è in corso di traduzione in 14 paesi. Nel 1985 gli è stata conferita dalla American History of Science Society la medaglia Sarton per la storia della scienza. E membro dell’Academia Europaea ed è Socio Nazionale dell’Accademia dei Lincei.

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