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Centurie e Presagi di Nostradamus

Centurie e Presagi di Nostradamus

trovata la tanto cercata «chiave», le centurie appaiono ora di una lampante chiarezza. Ognuno potrà conoscere gli avvenimenti futuri perchè mai della profezia si è avuta una testimonianza così insuperabile e inconfutabile

Autore/i: Boscolo Renucio

Editore: Casa Editrice Meb

introduzione, traduzione e cura dell’autore.

pp. 254, ill. b/n, Torino

Verso il mezzogiorno del 14 dicembre 1503, nasceva, sotto il segno del Sagittario, a Saint-Remy in Provenza Michele de Nostre-Dame (il cognome verrà poi latinizzato in Nostradamus). Nella stessa città vi era nata la madre Renata di SaintFlemy che andò sposa al notaio Giacomo de Nostre-Dame. Entrambe le famiglie erano di discendenza ebraica, passate dall’Italia in Francia verso il 1470. Il nonno materno Giovanni di Saint-Remy.
medico del re Giovanni Il di Navarra, divenne il precettore del piccolo Michele; gli insegnò il greco, il latino, l’ebraico, la matematica, l’astronomia e l’astrologia.
Alla morte del nonno materno l’educazione fu completata dal nonno paterno Pietro de Nostre-Dame. In seguito, ultimò gli studi alla facoltà medica di Montpellier, la più celebre dell’epoca. Nel 1520, durante il dilagare della peste, s’adoperò singolarmente, nella cura dei malati, usando tecniche d’isolamento e profilassi tali da precedere Pasteur. Miracolosamente immune dal contagio, ovunque andava salvava vite umane. Tutti lo esaltavano per le sue capacità, avendo guarito il Cardinale di Claremont e il Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di Rodi. Appena ventenne, già strabiliava i concittadini per la sorprendente capacità di prevedere il futuro. A ventisette anni conseguì la laurea. Soggiornò ad Agen, l’antica città di Carlo Magno (Aquisgrana). Sposatosi, viene duramente colpito negli affetti familiari, perdendo ben presto sia la moglie sia i figli. Pazzo di dolore scompare. Le sue tracce si perdono per quasi dodici anni. Ritornato in Francia, dopo varie peripezie si stabilisce a Salon, ove si risposa con una ricca vedova e da lei ha ben otto figli maschi. La sua fama esplose nel 1559, dopo il fatale incidente al Re Enrico II, da lui previsto. La sua veggenza lo portò a compilare le « Centurie », che da allora ebbero enorme popolarità. Vivendo in un’epoca di bigottismo religioso, dovette difendersi dai calunniatori e dal censori, che usavano ogni mezzo per screditarlo. Trovò protezione alla corte di Francia sino a ricoprire la carica di protomedico e consigliere. Tutti i potenti fecero a gara per consultarlo. Frattanto l’opera delle «Centurie» volgeva alla fine ed egualmente la sua vita. Colpito da idropisia, andò sempre più peggiorando. Il mattino del 2 luglio 1566 fu trovato esanime, riverso sul tavolo di lavoro, come egli stesso aveva previsto e preannunciato.

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Argomenti: Profezie,

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