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Carteggio – Filosofia e Politica

Carteggio – Filosofia e Politica

1926-1969

Autore/i: Arendt Hannah; Jaspers Karl

Editore: Giangiacomo Feltrinelli Editore

introduzione e cura di Alessandro Dal Lago, traduzione dal tedesco di Quirino Principe.

pp. 248, Milano

Il carteggio tra Karl Jaspers, uno dei maggiori filosofi del Novecento, e Hannah Arendt, che fu allieva di Jaspers ed ormai riconosciuta come una delle menti più originali del nostro tempo, non è soltanto il documento di un’amicizia durata per più di quarant’anni. E la testimonianza, indubbiamente rara, dell’accordo tra interessi politici e talento filosofico. Sullo sfondo di una cultura che ha visto l’indifferenza politica dei filosofi combinarsi con l’opportunismo, con il cedimento ai regimi totalitari e con il furore ideologico, la scelta di lettere che presentiamo ai lettori italiani rappresenta un’eccezione.
Né Hannah Arendt né Karl Jaspers furono impegnati in politica (se si escludono la giovanile militanza sionista della Arendt e la coraggiosa opposizione di Jaspers al nazismo). Eppure, per entrambi, la politica – intesa non come amministrazione degli uomini, ma, come scena della libertà pubblica – costituisce la dimensione umana per eccellenza, la sola in cui anche l’attività filosofica e le opere del pensiero possono trovare un senso duraturo.
Questo epistolario ci mostra così come gli eventi storici e politici di quattro decenni – dall’agonia della repubblica di Weimar ai movimenti studenteschi degli anni Sessanta – si sono riflessi in due menti eccezionalmente aperte al mondo. Sfilano davanti ai nostri occhi le ultime figure di una Germania tramontata (soprattutto Max Weber), un grande pensatore del Novecento (Heidegger) in tutta la sua grandezza teorica e la sua mediocrità personale, e via via altri (come Sartre e Adorno) che hanno fatto la cultura del nostro tempo.
I giudizi di Hannah Arendt e di Karl Jaspers sono però meno interessati alle persone che alle vicende e alle realtà del mondo contemporaneo. Il nazionalismo tedesco, la difficile democratizzazione della Germania, il conflitto tra Israele e il mondo arabo, la realtà e le illusioni della democrazia americana sono altrettanti oggetti di un interesse quasi esclusivo per ciò che gli uomini fanno, e non solo per quello che dicono. E se anche l’amarezza è il tono dominante di queste lettere – in cui le sciagure storiche non possono che avere la preminenza – il carteggio ci indica una via che i filosofi potrebbero seguire. Certamente, non alterare in nessun caso i confini tra pensiero e mondo; ma lasciare che il pensiero, invece di bearsi nell’eterna celebrazione di se stesso, rispecchi la durezza e la grandezza dei conflitti umani.

Hannah Arendt (1906-1975), filosofa tedesca, allieva di Heidegger e Jaspers, emigrata nel 1933 dalla Germania in Francia a causa delle persecuzioni contro gli ebrei, dal 1941 ha insegnato nelle più prestigiose università degli Stati Uniti. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: Le origini del totalitarismo (Bompiani, 1978, 1982), Il futuro alle spalle (il Mulino, 1981), Sulla rivoluzione (Edizioni di Comunità, 1983), La disobbedienza civile e altri saggi (Giuffrè, 1985), Politica e menzogna (SugarCo, 1985), La vita della mente (il Mulino, 1987), Rahel Varnhagen (il Saggiatore, 1988), Vita activa (Bompiani, 1989, 1994), Tra passato e futuro (Garzanti, 1991), La lingua materna (Mimesis, 1993), Il pescatore di perle. Walter Benjamin 1892-1940 (Mondadori, 1993), Cos’è la politica (Edizioni di Comunità, 1995), Verità e politica (Bollati Boringhieri, 1995), Sulla violenza (Guanda, 1996), Ritorno in Germania (Donzelli, 1996); e con Feltrinelli: La banalità del male (1964), il carteggio con Jaspers, Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica (1988), Ebraismo e modernità (1993), Archivio Arendt. 1. 1930-1948 (2001), Archivio Arendt. 2. 1950-1954 (2003), Antologia. Pensiero, azione e critica nell’epoca dei totalitarismi (2006).

Karl Jaspers (1883-1969) è stato un filosofo e psichiatra tedesco. Ha dato un notevole impulso alle riflessioni nel campo della psichiatria, della filosofia, ma anche della teologia e della politica. Nell’opera filosofica di Karl Jaspers, appartenente al filone esistenzialista del Novecento, si ritrovano i temi trattati dai grandi predecessori dell’Ottocento: da un lato la considerazione profonda per l’esistenza umana nella sua totalità con chiaro riferimento a Kierkegaard e a Nietzsche, dall’altra l’incontro del 1909 con Max Weber, l’influenza di Dilthey e poi la lettura di Husserl e l’influsso della scuola fenomenologica. Feltrinelli ha pubblicato Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica (con Hannah Arendt; 1989).

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