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Arte Nuova di Pensare

Arte Nuova di Pensare

Titolo originale: Nouvel art de penser

Autore/i: Guitton Jean

Editore: Edizioni Paoline

nona edizione, traduzione a cura del “Circolo Fucino di Vittorio Veneto”.

pp. 136, Roma

Recuperando un’antica tradizione presente nelle opere pedagogiche di molti autori classici, Jean Guitton scrive questo breve libretto rivolgendosi, con affetto paterno, ad una misteriosa interlocutrice di nome Irene. L’Autore le rivolge i propri consigli in merito al corretto esercizio dell’intelligenza, poiché, come egli dichiara, «è un dovere per tutti essere intelligenti». Dopo aver ricordato come il pensiero autentico nasca solo dalla capacità di stupirsi e di ammirare, l’Autore ci descrive tre procedimenti attraverso cui rendere più feconde le nostre riflessioni. Il primo è l’elezione, cioè innanzitutto la scelta di ciò che più corrisponde alle attitudini del nostro spirito, poiché Guitton dice: «non posso comprendere se non ciò che risponde a qualche cosa di me stesso». Ma elezione è anche opera di sintesi, scelta di una pagina, e poi di una formula, di una frase, che individuiamo come rappresentativa del pensiero che stiamo considerando. Successivamente abbiamo l’esercizio della distinzione, che ci invita a cercare le sfumature tra concetti simili ma non identici, e ci porta a constatare i limiti del nostro linguaggio di fronte alla complessità del reale. Infine si propone la ricerca della contraddizione: per rafforzare le proprie convinzioni, occorre metterle a confronto con il pensiero opposto, rovesciare il proprio argomento per saggiare la forza dei ragionamenti dell’avversario; la ricerca di paradossi che si oppongono al pensiero ordinario è sempre un’utile stimolo alla riflessione. Da notare che l’Autore, dopo aver descritto le dinamiche del pensare, invita anche a prendere le distanze da una posizione idealista, che identifica il pensiero con l’essere. Per questo egli invita a prediligere il metodo, che dà la preminenza al confronto col reale, rispetto al sistema, che si basa principalmente sulla propria coerenza interna. La prosa di Guitton si mantiene, come sempre, brillante e incisiva, il suo pensiero fine, profondo e capace di stimolare nel lettore la riflessione.

Nato a Saint-Etienne (Loire) il 18 agosto 1901, allievo di Brunschwicg e di Bergson, Jean Guitton è una delle figure più rappresentative del pensiero cattolico contemporaneo. Dopo la tesi su Tempo ed eternità in Plotino e Sant’Agostino (1933) ha pubblicato una serie di opere tutte rivolte allo studio dei rapporti tra cattolicesimo e pensiero moderno, opere nelle quali egli ci offre la misura di una personalità autenticamente impegnata nella più alta problematica teologica e nel dovere di parlare all’uomo contemporaneo di ogni cultura e di ogni posizione sociale. Nel 1938 pubblica Il pensiero moderno e il Cattolicesimo; nel 1941 Giustificazione del tempo; nel 1949, dopo l’esperienza della prigionia in Germania e dei primi anni del ritorno, L’esistenza temporale.
Professore dal 1948 al 1954 all’Università di Digione, nel 1954 è chiamato alla Sorbona e nel 1961 all’Accademia di Francia. Dopo il 1959 Guitton scrive varie opere che da La Chiesa e il Vangelo (1959) a La Chiesa e il Concilio (1963) preparano e spiegano il Concilio Ecumenico Vaticano II. Papa Giovanni XXIII ha chiamato Guitton come osservatore laico al Concilio ed egli risulta il primo laico chiamato a far parte (fin dalla prima sessione) del Vaticano II. Confermato come uditore da Paolo VI, ha parlato ultimamente al Concilio il 3 dicembre 1963.

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Argomenti: Intelletto, Pedagogia, Pensiero,

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