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Il Medio Evo

Il Medio Evo

476-1492

Autore/i: Ganshof F. L.

Editore: Vallecchi Editore

prefazione di Franco Valsecchi, introduzione generale di Pierre Renouvin, introduzione dell’autore, traduzione di Ada Annoni.

pp. VIII-418, 17 tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Firenze

Un manuale di storia della diplomazia.
Uno dei più completi, fra i lavori del genere: investe tutto il ciclo della storia diplomatica, dal Medio Evo ai giorni nostri, abbraccia non soltanto l’Europa, ma l’intera politica mondiale. Uno dei più recenti, e dei più aggiornati: costruito con quella nitidezza di disegno, quella capacità di sintesi, quella limpidezza di esposizione, che costituiscono il pregio incontestato della letteratura storica francese.
Un prezioso strumento di studio.
Ma anche molto di più di un manuale; molto di più di una storia della diplomazia.
Un tentativo di cogliere le grandi linee dell’evoluzione internazionale secondo un criterio nuovo, ispirato alle nuove esigenze spirituali e scientifiche del nostro tempo. «Storia delle relazioni internazionali», è il titolo dell’edizione francese pubblicata dalla Librairie Hachette. Mentre la storia della diplomazia è la storia della politica dei governi, la storia delle relazioni internazionali vuol essere la storia dei rapporti fra i popoli. Non soltanto, dunque, la vicenda esteriore dei fatti e degli avvenimenti, non soltanto l’azione dei politici e dei diplomatici; ma il gioco delle forze profonde che ne costituiscono la base e la premessa: le condizioni geografiche e gli interessi economici, le strutture sociali e i fattori demografici, le grandi correnti di pensiero e i movimenti religiosi. La storia della politica internazionale, insomma, non considerata isolatamente, per se stessa, bensì collocata nel quadro della storia generale, o, meglio, della storia senza aggettivi.
Questo il concetto che ha guidato, nella direzione dell’opera, Pierre Renouvin, l’eminente storico della Sorbona, riconosciuto oggi come una delle figure più rappresentative della storiografia europea.
Otto volumi, il cui disegno si va allargando man mano che l’esposizione si avvicina alla storia contemporanea: uno, il presente, dedicato al Medio Evo; due all’età moderna, dal Rinascimento alla Rivoluzione francese; uno, al periodo rivoluzionario e napoleonico; due al periodo fra il 1815 e il 1914; due al periodo più recente, dal 1914 al 1945. Quattro autori, «specialisti» di fama consacrata, come Francois L. Ganshof, Gaston Zeller, André Fugier, e il Renouvin stesso, al quale sono dovuti i volumi sull’Ottocento e sul Novecento: una delle più efficaci ed organiche sintesi di una materia ancora in fase di elaborazione.
Un’opera che occupa un posto di primo piano nella produzione storiografica contemporanea: e che doveva essere portata, in una edizione italiana, a contatto con il pubblico più aperto alle esigenze della cultura.

L’Inverno delle More

L’Inverno delle More

La parabola della mia vita

Autore/i: Mead Margaret

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Augusta Mattioli.

pp. 368, 22 ill. b/n, Milano

Oltre che una grande antropologa, Margaret Mead è anche uno straordinario personaggio pubblico che ha vissuto una vita tra le più intense: si è sposata tre volte e tre volte ha divorziato, ha scritto ventidue libri, ha girato dieci film, ha corso rischi innumerevoli presso tribù fra le più primitive della terra. Il suo attivismo, la sua onnipresenza rasentano l’incredibile, specie negli Stati Uniti, dove non c’è riunione, congresso, dibattito, simposio – sulla pediatria o sul femminismo, sull’alcolismo o sulla droga, sulla pace o sul futuro dell’umanità – in cui la Mead non intervenga o discuta. Nel 1975, per celebrare l’anno internazionale della donna, la FAO ha coniato una medaglia che porta la sua effige. Che l’autobiografia di un simile personaggio risulti di avvincente lettura non è poi molto strano. Ma L’inverno delle More offre qualcosa di più che un’autobiografia riuscita, offre anche una «parabola» per molti aspetti esemplare: la parabola di una donna americana che ha assistito allo sfaldarsi della grande famiglia patriarcale, con tutte le sue solide componenti di coesione; di una intellettuale che ha assunto un ruolo decisivo ed è vissuta a contatto con le grandi personalità contemporanee; e, infine, di un’antropologa che ha visitato il mondo e le popolazioni più diverse con un entusiastico impegno professionale, ma senza mai dimenticare tutte le domande che una donna oggi deve rivolgere a se stessa per capire che cosa sia in sostanza un «ruolo femminile». Così, tra Samoani e Arapesh, Ciambuli e Balinesi, Margaret Mead non si è limitata ad ascoltare, come altri prima di lei, il racconto di antiche tradizioni, ma ha saputo osservare, con intelligenza e freschezza nuove, lo spettacolo dei loro rapporti sociali. Ciò le ha consentito, fra l’altro, di rendersi conto come le differenze di temperamento fra maschi e femmine non siano biologiche ma culturali (vale a dire: variabili da società a società), e di demolire, in tal modo, uno dei più tenaci pregiudizi antifemministi. Ma se altre donne in prima linea hanno indagato sulle proprie lacerazioni e le hanno espresse con dolore, amarezza, sdegno, la Mead ha il merito di descriverle pacatamente, spesso come «incidenti» di viaggio o di lavoro nel contesto di una vita spesa a superare coraggiosamente – e senza autocommiserazione alcuna – innumerevoli difficoltà. Perciò il suo racconto, oltre che trascinare emotivamente chi legge, stimola pian piano un interesse profondo e duraturo.

Margaret Mead è nata a Filadelfia nel 1901. Fra le sue opere fondamentali ricordiamo: Adolescenza in Samoa (1926), Crescita di una comunità primitiva (1930), Sesso e temperamento (1935), Maschio e femmina (1949).

La Barriera Senza Porta

La Barriera Senza Porta

Insegnamenti di un maestro buddhista

Autore/i: Anonimo

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

introduzione e cura di Leonardo Vittorio Arena.

pp. 128, Milano

In questa raccolta di kung-an – cioè «casi pubblici», aneddoti, episodi esemplari – si ritrova la testimonianza di un cammino di illuminazione: il maestro Wu-men (1184-1260) dialoga con un discepolo, citando i classici del buddhismo e insegnandogli ad applicarli alle situazioni della vita quotidiana. Dato che scopo del testo era quello di aiutare i discepoli a fare propria la sostanza dell’insegnamento buddhista, ogni episodio è accompagnato da un commentario e da una poesia. Compito del lettore, nell’affrontare la questione di volta in volta esaminata, sarà di coltivare sempre il ’grande dubbio’ alimentato dalla riflessione stessa. Finché l’essenza della sua vita non sarà impregnata dello spirito di saggezza che promana dai ’casi’ e dalle loro a volte sorprendenti soluzioni, proposti per la prima volta in lingua italiana da Leonardo Vittorio Arena.

Gli Ittiti

Gli Ittiti

Autore/i: Lehmann Johannes

Editore: Garzanti Editore

traduzione dal tedesco di Gianni Pilone Colombo.

pp. 304, 31 tavv. b/n f.t., 8 disegni b/n, Milano

Fino a un secolo fa, quasi tutto quello che si sapeva degli ittiti era racchiuso in quei pochi versetti della Bibbia dove si parla delle trattative di Abramo con i «figli di Het» per acquistare il terreno per la sepoltura di Sara: quel terreno «situato a Mamre», oggi Ebron, nella terra di Canaan. Ora, invece, di questo popolo sappiamo varie e importanti cose. Sappiamo che fu signore di un grande impero, durato cinquecento anni, nel secondo millennio avanti Cristo; che conquistò Babilonia; che sconfisse il faraone egiziano Ramsete II; che, a differenza di altri, usò fare dei popoli sottomessi degli alleati anziché dei sudditi,e che era un popolo indoeuropeo, cioè parlante una lingua al cui ceppo appartiene anche la nostra.
La storia della caccia archeologica agli ittiti, e quella della decifrazione della loro lingua sono narrate, in termini semplici quanto seri, da Johannes Lehmann, il giornalista-scrittore cui si deve anche un gustoso libro sulle crociate di prossima pubblicazione in questa collana.
Il libro è reso più avvincente dal fatto che, se appena è possibile, l’autore cita larghi stralci di letteratura originale ittita ed egizia, restituendo così gli antichi smaglianti colori a figure di celebri personaggi storici altrimenti destinati a rimanere, nella memoria dei non addetti ai lavori, delle ombre, dei puri nomi.

Johannes Lehmann è nato in India.
Ha studiato ad Halle, a Berlino Ovest e ad Edimburgo,teologia, psicologia, filosofia e pubblicistica. Dal 1963 è redattore della Sfiddeutscher Rundfunk (radio della Germania meridionale) a Stoccarda. I suoi più noti bestseller sono Jesus Report (1970); Jesus GmbH (1972) e questi Ittiti.

Le Città dell’Apocalisse

Le Città dell’Apocalisse

Monumenti e testimonianze della dominazione romana in Asia minore

Autore/i: Giuliano Antonio

Editore: Newton Compton Editori

premessa e introduzione dell’autore.

pp. 176, nn. tavv. b/n f.t., ill. b/n, Roma

Una domenica, andando in estasi, udii dietro di me una gran voce come dì tromba che diceva: Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese che sono in Asia, a Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea. A queste «profetiche» parole dell’Apocalisse si potrebbe rispondere: «Questo è quel libro». Ma è evidente che Antonio Giuliano ha uno scopo ben diverso da quello religioso cui ammonisce la voce della Sacra Scrittura; egli esamina, quanto l’opera umana nell’architettura e nella scultura dell’età romana in Asia minore abbia, resistito al tempo. Oltretutto, se di Efeso e Pergamo abbiamo reperti notevoli, minori sono quelli di Smirne e ancora in gran parte inediti quelli delle altre «chiese»; pertanto il volume si sofferma su alcune città urbanisticamente meglio comprensibili e in grado di fornire un quadro più omogeneo dell’arte figurativa romana in Asia minore.

Efeso, Pergamo, Mileto, Hierapolis, Aspendos, Side, Termessos: sette città romane dell’Asia minore rivisitate alla luce delle antiche iscrizioni e di brani di scrittori latini e greci.

Antonio Giuliano è professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana nell’Università di Roma. È autore di volumi che investono i principali problemi della cultura formale del mondo antico come la pittura e la ceramografia etrusca, l’urbanistica e la glittica greca e romana, la scultura romana.

Civiltà di Motya

Civiltà di Motya

Autore/i: Titone Enzo

Editore: Antonio Vento Editore

pp. 180, nn. ill. e tavv. a colori e b/n, Trapani

«L’Opera, già pronta nel 1962, vede solo ora la luce nell’edizione originaria, senza, cioè, avere subito nessuna modifica sostanziale.
Alcune ipotesi da me avanzate fin da quel tempo, appoggiate, a mio parere, su valide argomentazioni scientifiche, hanno trovato conferma negli scavi eseguiti in questi ultimi due anni, com’è avvenuto, ad esempio, nel caso del santuario di Tanit (tophet), di cui allora avevo dato notizie circostanziate in un settimanale della mia città.
Altre novità di carattere storico, etnico e scientifico saranno riscontrate nel corso del libro.
Alla realizzazione del presente lavoro m’induceva un impulso fantastico che, attraverso tangibili testimonianze, mi rappresentava come vive ed attuali le vicende, le attività pratiche e razionali dei Moziesi, nucleo di coloni mercanti di origine asiatica, i quali, tutti tesi nella laboriosa costruzione della loro vita quotidiana, cosi profonde tracce avevano lasciato in quest’angolo della Sicilia.
Inoltre, poichè mancava una monografia, aggiornata con le più recenti scoperte effettuate nell’area punica del Mediterraneo occidentale, che abbracciasse integralmente i vari aspetti della civiltà moziese, risultanti «dalle venerande rovine e dai reperti del locale museo (messi in luce dall’opera infaticabile ed intelligente del gentiluomo J. Whitaker), ho avvertito la necessità di provarmi nel tentativo di svelare, entro i limiti delle mie facoltà, l’affascinante mistero archeologico che avvolge la leggiadra isoletta di Mozia, sulla quale, abbandonata dopo la distruzione di Dionisio, si era andata accumulando la polvere dei secoli.
Senza alcuna pretesa di avere risolto le numerose questioni che ancor oggi si agitano intorno alle origini e alla fisionomia della cittadella non solo perchè altri più dotati riusciranno meglio di me, ma anche perchè la maggior parte della superficie dell’isola rimane ancora inesplorata faccio voti affinchè si attribuisca finalmente l’importanza che merita alla civiltà punica in Sicilia, di cui Mozia rappresenta davvero il cardine fondamentale.[…]»

Alla Scoperta del Tibet

Alla Scoperta del Tibet

Storie, paesaggi e prospettive

Autore/i: Costa Marco; Vernole Stefano; Turi Andrea

Editore: Anteo Edizioni

introduzione di Lorenzo Salimbeni.

pp. 268, interamente e riccamente ill. a colori, Cavriago (Re)

La Regione Autonoma Cinese del Tibet, che quest’anno festeggia il cinquantesimo anniversario della sua fondazione, risulta essere sempre più direttamente coinvolta dall’impetuoso tasso di crescita della Repubblica Popolare Cinese. Non solo, ma ne è ormai anche parte e contributrice diretta, mettendo a disposizione della Repubblica Popolare Cinese energie e talenti dal valore impareggiabile ed inestimabile. Questa regione è oggi un territorio sempre meno periferico rispetto a Pechino, dove dopo decenni di programmazione ed investimenti si sta colmando quel gap economico e sociale accumulato in secoli di arretratezza feudale. E’ una vasta terra montuosa in cui la custodia di millenarie tradizioni spirituali e di paesaggi maestosi, abbinati a sempre più moderne infrastrutture, attira ogni anno un crescente numero di turisti da ogni parte del pianeta. In questo saggio si approfondiscono tre diversi temi del cosiddetto Paese delle nevi: la sua storia ed il suo patrimonio storico-religioso, i fattori ed i dati dello sviluppo economico, ed infine gli aspetti turistici, paesaggistici e ambientali. Alla scoperta del Tibet è, insomma, un utile e potremmo dire persino indispensabile vademecum per chiunque voglia accedere alla storia di questa terra tanto antica e leggendaria.

Ko – Gi – Ki Vecchie Cose Scritte

Ko – Gi – Ki Vecchie Cose Scritte

Libro base dello shintoismo giapponese – Il più antico libro di mitologia e storia del Giappone

Autore/i: Yasumaro

Editore: Editori Laterza

prima versione italiana dall’originale giapponese di Mario Marega, ristampa anastatica dell’edizione del 1938.

pp. 524, nn. tavv. b/n f.t., nn. ill. b/n, Bari

Nel 712 il nobile Yasumaro presenta al trono un’opera molti anni prima commissionata dalla volontà sovrana: è il Ko-Gi-Ki, racconto di antiche cose. Siamo in un secolo di grande rilievo per la vicenda storica del Giappone. La cultura cinese è stata da poco tempo accolta e ha portato con sé infinite innovazioni culturali e politiche, dal buddhismo alla concezione dello Stato, dalla scrittura ideografica al modello urbanistico sul quale si plasmano le prime grandi città: come la capitale da cui, nel 710, ha preso nome l’epoca di Nara.
Ma l’apertura entusiasta alla realtà nuova che giunge dal continente esalta la ricerca e il culto per le tradizioni autoctone, la cui codificazione consente alla dinastia di porsi come mediatrice tra vecchio e nuovo e di evitare una definitiva sottomissione culturale (e forse politica) al grande impero vicino.
Il Ko-Gi-Ki è cronologicamente la prima delle grandi opere letterarie giapponesi giunte sino a noi; e per molti versi è tuttora la più importante; esso riceve anche dal suggello imperiale un’aura di sacertà per la quale è stato spesso definito come «la Bibbia dei giapponesi». Si tratta di una definizione per molti versi impropria, visto che esso non pretende in alcun modo di porsi come parola ispirata da un dio, ma raccoglie solo, con pio senso del passato, storie tramandate dai tempi più remoti; e la leggenda stessa della sua stesura ci parla di un personaggio dalla prodigiosa memoria nel quale è possibile intravvedere il ricordo di una fase di trasmissione orale della cultura. E, ancora a differenza della Bibbia, il Ko-Gi-Ki manca di parti normative o profetiche… Per altro verso, l’accostamento si giustifica anche perché esso ha svolto un ruolo essenziale nella formazione e nella conservazione della individualità del popolo giapponese e ad esso ( nonostante lunghi periodi di relativa dimenticanza) i giapponesi hanno fatto ricorso per rivendicare la loro specificità non solo nei confronti della Cina, ma anche davanti all’irruenza della moderna civiltà occidentale.
Ma la lettura evoca altri classici momenti delle più antiche tradizioni religiose. Si legge del corruccio della Dea del Sole e si pensa a quello di Demetra; si legge della discesa agli inferi di Izanaghi alla ricerca della sposa e torna al ricordo il mito di Orfeo; mentre l’alternanza di cicli terrestri e di cicli celesti evoca a volte pagine delle saghe nordiche.
«Al tempo dell’inizio del Cielo e della Terra»: sono queste le parole prime del testo, che introducono a una cosmogonia non creazionista e alla descrizione del complesso politeismo isolano. Poi, la scansione delle vicende celesti degli dèi lascia gradatamente il posto a storie sempre più chiaramente umane: il Giappone, generato dagli dèi e governato per sempre dai discendenti della Dea del Sole, diviene l’implicito protagonista mentre il mito si stempera a poco a poco in una narrazione meno fantastica e si chiude con la scarna cronaca dei sovrani più recenti.

La Donna nella Cina Imperiale

La Donna nella Cina Imperiale

Autore/i: Elisseeff Danielle

Editore: SugarCo Edizioni

traduzione di Aldo Lualdi.

pp. 320, nn. tavv. a colori e b/n, nn. ill. b/n, Milano

La Cina da sempre esercita un suo fascino particolare, come ha ad esempio testimoniato il successo del film L’ultimo imperatore. Ma che cosa si conosce dell’antica Cina, la Cina imperiale che durò più di duemila anni, dal 221 a.C. al 1911? E che cosa si sa delle donne? «Fiore di Loto» e «Mulan»: due archetipi della donna cinese. La prima è come veniva vista dagli occidentali: sottomessa, fragile, sempre disponibile, esperta nelle arti erotiche, donna-oggetto; la seconda è la combattente, la Giovanna d’Arco delle pianure dello Shantung, che nel VI secolo si arma per lottare contro i barbari e poi, ottenuta la vittoria, riprende il suo posto davanti al telaio nella casa paterna, Due immagini contrastanti, due poli della condizione delle donne negli oltre duemila anni della Cina imperiale, ma anche due clichés troppo riduttivi. Infatti, la storia di questa condizione è segnata dalla violenza. Una violenza sotterranea, che esplode bruscamente, regolarmente, e di cui la donna è spesso la miccia.
Ai suoi inizi la società cinese funziona bene, ognuno ha un suo posto ben definito: l’uomo è yin, aperto verso l’esterno, verso la vita sociale, e a lui tocca il compito di coltivare e cacciare; la donna è yang, rivolta verso l’interno, la casa, ed è lei che si occupa del ménage familiare, dell’allevamento del baco da seta, della tessitura e della fabbricazione dei vestiti (anche se non è uno schema così fisso, come testimonia la storia di Fu Hao, regina dell’età del bronzo – XIII secolo a.C. – a un tempo guerriera e madre di famiglia). E con la nascita dell’impero che la condizione della donna cinese cambia. Il principio della separazione tra i sessi si fa più duro, la donna viene sempre più esclusa dalla vita pubblica, economica, sociale, sempre più confinata in casa e, infine, privata di qualsiasi istruzione.
Termina la monogamia, nascono gli harem, vere e proprie città all’interno dei palazzi, comunità in cui fioriscono intrighi, odi, vendette sanguinose. La donna è ormai confinata. Si rassegna a questo ruolo, a questo asservimento fatto di delicatezza e di crudeltà e che raggiunge il culmine nella fasciatura dei piedi, inventata verso il 950 e che continuerà quasi regolarmente fino al 1912 – raffinatezza erotica suprema per l’uomo cinese, ma tortura mutilante per generazioni di donne. Tuttavia, dice un detto cinese, «Quando un uomo è forte, non lo è per sempre, quando una donna è forte, è invincibile»: così, da queste ombre (non solo celate all’interno delle case, ma anche dissimulate tra le righe dei testi storici redatti da autori confuciani che sembrano voler negare l’esistenza stessa dell’«altra metà del cielo») emergono figure indimenticabili.

«La Cina, con i suoi cinquemila anni di civiltà, e il suo dilagare nello spazio oltre che nel tempo, è un grande mistero. Ma il mistero dei misteri e la donna cinese. Essa infatti si cela completamente dietro la storia dell’Impero di Mezzo che è solo un eterno gioco di potere tra gli uomini, sparisce totalmente dalla società feudale in cui le donne sono considerate fantasmi di volpi e sono escluse da ogni ambito politico. La donna cinese può vivere solo all’ombra degli uomini e può essere citata nelle leggende solo quando ha servito eroicamente il suo uomo. E soltanto un’immagine: dolce, tenera, sensuale, erotica, per non dire sottomessa, pronta a soddisfare i minimi desideri maschili… Ma ecco che Danielle Elisseeff, archeologa di talento, brillante studiosa dell’Estremo Oriente (legge direttamente in cinese), ci svela il segreto: è solo per paura che gli uomini hanno rifiutato di riconoscere alle donne il loro vero ruolo… Da Fu Hao, regina dell’età del bronzo, alla temibile imperatrice Tzu Hsi (la leggendaria Cixi) ; dal mito della società matriarcale alle donne di perdizione; dalla sposa del principe Huang alla principessa dal sudario di giada; dai particolari più deliziosi agli avvenimenti più sconvolgenti, questo libro ci offre un’immagine totalmente diversa da quella che noi abbiamo delle donne cinesi e ci invita a riflettere…» (Ya Ding, autore di Le Sorgho rouge).
«Imperatrici assetate di potere, seduttrici nell’harem, tranquille borghesi, inquiete abitatrici di conventi, raffinate poetesse, affascinanti guerriere e contadine oppresse: dal supplizio dei piedi fasciati ai rapporti amorosi, un affascinante universo viene svelato ai nostri occhi» («La Revue du Gran Livre du Mois»).
«Che sia imperatrice, concubina o semplice contadina, la donna cinese ha sempre dovuto lottare per imporsi e sopravvivere. Semplice oggetto di piacere erotico per l’uomo, è destinata all’ombra, talvolta alla morte… Una testimonianza appassionante» («Elle»).

Danielle Elisseeff, paleografa, diplomata in lingue orientali, laureata in studi estremo-orientali, e una delle principali esperte di storia e archeologia cinesi, su cui ha scritto numerosi saggi.

Il Conte di Gabalis ovvero Conversazioni sulle Scienze Secrete

Il Conte di Gabalis ovvero Conversazioni sulle Scienze Secrete

(1670)

Autore/i: Montfaucon De Villars

Editore: Phoenix

introduzione dell’autore.

pp. 96, Genova

Sommario:

Introduzione
Prima conversazione sulle scienze secrete
Seconda conversazione
Terza conversazione
Quarta conversazione
Quinta conversazione
Orazione delle Salamandre

Agopuntura Clinica – Apparato Osteoarticolare

Agopuntura Clinica – Apparato Osteoarticolare

Autore/i: Menichelli Franco

Editore: CSOA – Centro Studi Omeopatia Applicata

introduzione dell’autore.

pp. 174, nn. ill. b/n e colori, Milano

Dall’introduzione del volume:
Quanto andremo ad esporre nel primo capitolo è essenzialmente ai fini della comprensione del testo. Non è nostra intenzione descrivere le tecniche diagnostiche e terapeutiche classiche dell’Agopuntura che diamo per scontate, considerando il tipo di lettori a cui questo libro si rivolge. Il nostro obiettivo iniziale è: introdurre i colleghi agopuntori che non conoscono l’energetica dei sistemi viventi (ESV) alla conoscenza dei trigrammi. Questi sono infatti un elemento «cardinale» dell’agopuntura tradizionale cinese ma, stranamente, molte scuole europee «tradizionali» l’ignorano o sembrano ignorarli.
Tutti i dati concernenti i trigrammi verranno presentati senza la dimostrazione scientifica, che è argomento dei corsi di ESV presso la nostra scuola in Italia, ma esattamente come ci provengono dai testi antichi e con i corrispettivi riferimenti bibliografici.
Ciò, non allo scopo di appesantire il testo, ma per permettere al lettore una comprensione più profonda dei dati tradizionali che in questa maniera si chiarificano. Conseguentemente anche il livello operativo del medico si modifica, riuscendo egli a sganciare l’atto terapeutico dal vincolo delle ricette e dei postulati che certi tipi di insegnamento invece, impongono.

Franco Menichelli, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma, è presidente dell’Associazione Italiana di Agopuntura dal 1984 e direttore della Scuola Superiore di Agopuntura per le sedi di Roma, Milano, Pisa.
Dal 1982, è responsabile del servizio di Agopuntura presso l’USL-RMI e dell’ambulatorio Hahnemann di Roma. È direttore responsabile del periodico «Primum non nocere» ed autore di molte pubblicazioni scientifiche di cui ricordiamo: Insegnamenti di agopuntura, CISU, Roma; Corso di laser terapia, CISU, Roma; Complessi omeopatici in agopuntura, IMO, Milano; I canali dell’energia, CISU, Roma; Agopuntura: il codice dei punti, (edizione italiana con traduzione a fronte in inglese), CISU, Roma.

La Gnosi di Princeton

La Gnosi di Princeton

La scienza alla ricerca di una religione

Autore/i: Ruyer Raymond

Editore: Nardini Editore

introduzione dell’autore, versione dal francese a cura di Luciano Reali.

pp. 344, Firenze

La nuova gnosi americana – movimento riservato se non addirittura segreto – è sorta in questi ultimi quindici anni a Princeton e a Pasadena, negli ambienti scientifici dei fisici, degli astronomi e dei biologi. Ha raccolto numerosi proseliti tra i membri dell’alta amministrazione, così come tra i rappresentanti dell’alta gerarchia ecclesiastica. Pur rimanendo prettamente scientifica, si considera religiosa nello spirito.
Si tratta di una scienza «ritornata», o meglio riportata nel giusto verso. Per essere capita, richiede quindi un certo rovesciamento dei nostri abituali schemi mentali.
L’universo materiale è come una tappezzeria vista alla rovescia. Esso non è formato né da cose materiali né da energie fisiche: è costituito interamente da domini di coscienza, in corrispondenza con un Dominio o Sorgente fondamentale, con uno spazio-tempo-soggetto. Partecipare di tale universo consiste nel non confondersi.
La Sorgente cosmica è comparabile a una serie di temi-programmi che domina il caso, o ancora a una lingua madre che tutti si sforzano di parlare nella loro maniera e al loro livello. In un universo così riportato al «diritto», la morte, come la vita, assume un aspetto del tutto differente.
La nuova gnosi si presenta anche come una «sapienza». Vuole essere una sorta di neo-stoicismo contro il cinismo contemporaneo.
Libro sconcertante, La gnosi di Princeton tende a rovesciare numerose prospettive e a rinnovare i rapporti tra scienza, filosofia e religione.

Raymond Ruyer è un vecchio scolaro – della Scuola Normale Superiore e professore all’università di Nancy. Ha già pubblicato numerose opere di filosofia delle scienze, in modo particolare sulla cibernetica (La Cibernetica e l’origine dell’informazione, 1954; Paradossi della coscienza e limiti dell’automatismo, 1960) e sulla filosofia biologica (L’animale, l’uomo, la funzione simbolica, 1964; Dio delle religioni, Dio della scienza, 1970). Ha scritto anche alcune opere di critica sociale: Elogio della società del consumismo (1969) e Le Potenze ideologiche (1972).

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Introduzione

Prima parte: la scienza neo-gnostica

1. Il mondo al dritto e il mondo a rovescio

2. Cosmologia dei «qui» e cosmologia degli «ego»

3. La visione di sé non ha bisogno di occhi

4. Gli insiemi dei domini e gli oloni

5. La coscienza cosmica

6. La visione senza occhi e il cieco assoluto

7. Un rumore originario di fondo non può creare la parola

8. I selezionatori incorporati

9. L’organismo è un cervello primario

10. L’evoluzione biologica ha un dritto

11. Siamo viventi fin dall’inizio del mondo

12. Il gioco del tempo invertito

13. I partecipabili e il partecipabile universale

14. La «lingua materna» universale

15. Le informazioni nello spazio e le informazioni nel tempo

16. Lo «spacchettamento» (unbundling) dello spirito nell’universo

17. La teologia neo-gnostica

18. L’uomo è un «gigante temporale»

Seconda parte: la sapienza e la fede neo-gnostica

19. L’organismo psichico

20. L’edificazione psicologica

21. Gli schemi e i giochi con gli universi

22. Gli schemi della miseria

23. La morte e l’immortalità

Conclusione

Bibliografia

Mosaici Bizantini della Sicilia

Mosaici Bizantini della Sicilia

Autore/i: Bottari Stefano

Editore: Principato Editore

unica edizione, prefazione dell’autore.

pp. 144, interamente e riccamente ill. b/n, Milano

Sommario:

Prefazione
Introduzione
1. – I più antichi mosaici della Sicilia
2. – Limiti cronologici dei più antichi mosaici della Sicilia
3. – L’ordinamento dei mosaici
4. – Precedenti e sviluppo dell’ordinamento iconografico
5. – Analisi stilistica
6. – Conclusione
Disposizione dei mosaici
Cappella Palatina
Chiesa di S. Maria dell’Ammiraglio
Cattedrale di Cefalù
Sala di Re Ruggero
Elenco delle illustrazioni

Jeu-P’u-T’Uan ossia la Carne come Tappeto di Preghiera

Jeu-P’u-T’Uan ossia la Carne come Tappeto di Preghiera

Autore/i: Ly-Yu

Editore: E. A. R. – Editori Associati Roma

introduzione e note di MIC – MAC, illustrazioni di Aldo Pagliacci.

pp. 280, nn. tavv. a colori f.t., Roma

Dall’introduzione di MIC – MAC:
«La Cina è stata, fino a poco tempo fa, un continente sconosciuto. Oggi, contatti politici, commerciali e turistici più frequenti hanno spruzzato qua e là di vernice occidentale i costumi dell’Estremo Oriente, ma saremmo presuntuosi se ritenessimo di aver fatto un solo passo avanti nei meandri dell’animo cinese.
D’altra parte, tanta impenetrabilità non deve stupire: all’interno della Grande Muraglia si è sviluppata in piena autonomia una civiltà paragonabile, per estensione (nel tempo e nello spazio) e profondità, a quella che, attraverso tre millenni, si è propagata dalle rive del Mediterraneo all’Europa e all’America. Sarebbe forse in grado di comprendere la mentalità di un moderno europeo chi non possedesse alcuna nozione, conscia o inconscia, della tradizione greco-romana, della morale giudeo-cristiana, delle rivoluzioni rinascimentale, protestante, francese, ecc.? Per lui, l’Iliade, la Divina Commedia, l’Amleto sarebbero opere forse poetiche, ma indecifrabili. Si divertirebbe di più leggendo il Boccaccio, ma quante gustose sfumature gli sfuggirebero![…]»

La Pataria

La Pataria

Lotte religiose e sociali nella Milano dell’XI secolo

Autore/i: Autori vari

Editore: Editoriale Jaca Book

prima edizione, introduzione e cura di Paolo Golinelli, illustrazioni di Manuela Tarlao.

pp. 208, ill. b/n, Milano

La Pataria – di cui questo volume raccoglie per la prima volta in traduzione italiana le più importanti testimonianze coeve – è una pagina significativa e controversa della storia di Milano nel primo secolo dopo il Mille.
Il popolo milanese, guidato da alcuni chierici accesi di spirito riformatore, e con l’appoggio di responsabili militari e di uomini dell’alta finanza, si scontrò con il proprio clero, potente ed in parte corrotto, rimproverandogli un comportamento non conforme all’insegnamento evangelico.
Il movimento si diffuse a macchia d’olio nel contado e nella città e sconvolse la società milanese; conobbe azioni diplomatiche, violenze fisiche ed omicidi, schieramenti di partiti inconciliabili, interventi pontifici.
I temi agitati furono: la lotta contro il matrimonio del clero, che pure era ammesso dalla tradizione, e l’opposizione alla compravendita delle cariche ecclesiastiche, nonché un’azione in favore di una maggiore dipendenza da Roma a discapito della tradizionale autonomia ambrosiana. Queste tesi ideologiche raggiunsero a volte formulazioni radicali, che non rispondevano alla tradizione della città, né al sentire comune; altre volte trovarono invece l’infiammato consenso del popolo di Milano.
Malgrado gli eccessi propri di un periodo di gravi divisioni, la Pataria lasciò come eredità in campo religioso la diffusione dello spirito di riforma della Chiesa, ed inoltre offrì, dal punto di vista civile, una prima occasione per l’emergere della coscienza e dell’orgoglio cittadino dei milanesi.

Paolo Golinelli insegna storia medievale all’Università degli Studi di Verona. Cresciuto alla scuola di Ovidio Capitani, si occupa soprattutto del rapporto tra religione e società colto nell’agiografia, nella storia monastica e in figure emblematiche dell’età di mezzo e non solo, quali Matilde di Canossa (notissimo il suo volume Matilde e i Canossa, ultima edizione: Milano 2007), Celestino V, Benedetto Bacchini.
Per Jaca Book ha scritto La Pataria. Lotte sociali e religiose nella Milano dell’XI secolo (1984, 1996); Adelaide regina santa d’Europa (2000).

Quello che Videro… nell’Ora della Morte

Quello che Videro… nell’Ora della Morte

I risultati di una indagine su oltre 1000 esperienze in punto di morte

Autore/i: Osis Karlis; Haraldsson Erlendur

Editore: Armenia Editore

introduzione di Elisabeth Kübler-Ross, traduzione di Davide Dèttore.

pp. 288, Milano

Il destino che ci attende nell’altra vita è probabilmente il campo più importante dell’esperienza umana che può essere soggetto alla nostra indagine. In questa ottica la sopravvivenza dopo la morte rappresenta il punto focale: è un interrogativo che l’uomo si è sempre posto da quando ha incominciato a prendere coscienza di se stesso, e oggi è diventato anche oggetto di studi approfonditi.
Questo libro ha fatto e continua a fare scalpore per l’originalità e la volontà scientifica con cui il problema della sopravvivenza è stato affrontato dagli autori.
Karlis Osis e Erlendur Haraldsson, due noti psicologi, hanno registrato un enorme numero di casi riguardanti esperienze paranormali di morenti, servendosi anche del personale medico degli ospedali. È sorprendente constatare come le esperienze dei morenti spesso contraddicano i concetti biologici tutt’ora accettati, ossia che la personalità e l’essere dell’uomo cessano di esistere irrimediabilmente dopo che è venuta meno l’attività cardiaca. La ricerca, lunga e meticolosa, è stata condotta su persone appartenenti a diverse religioni per conferire al quadro completo dello studio un carattere di universalità.

Asma e Vaccinazioni

Asma e Vaccinazioni

Le ultime ricerche sui danni causati al sistema respiratorio dai vaccini

Autore/i: Pignatta Valerio

Editore: Macro Edizioni

introduzione dell’autore.

pp. 120, ill. b/n, Diegaro di Cesena (FC)

Negli ultimi trent’anni i casi di asma nel mondo sono aumentati vertiginosamente!
Al fenomeno sono state date diverse spiegazioni che girano quasi tutte intorno al binomio crescita dell’inquinamento = aumento delle malattie respiratorie.
Eppure nelle città sovrappopolate e inquinate dei paesi del Terzo Mondo, dove non esiste alcun tipo di norma ambientale protettiva, ci sono meno casi di asma che nelle pulitissime città del Nord Europa.
L’asma potrebbe essere causata dai vaccini?

  • Le vaccinazioni sono causa di microencefaliti cerebrali che danneggiano i nervi addetti alla respirazione.
  • I metalli pesanti contenuti nei preparati vaccinali (alluminio e mercurio) inducono un’intossicazione che in soggetti sensibili causa una forte reazione allergica.
  • I vaccini stimolano reazioni immunitarie di tipo 2 (forte risposta anticorpale), che possono portare direttamente ad affaticamento cronico e a ricorrenti e varie manifestazioni allergiche, compresa l’asma.

Queste sono le principali ipotesi scientifiche ampiamente illustrate, commentate e “tradotte” per il lettore comune.
Esistono terapie efficaci per l’asma?
Anche le malattie infettive per cui si vaccina vengono analizzate alla luce delle più recenti scoperte in ambito immunologico, le quali affermano che le infezioni naturali rafforzano il sistema immunitario.
Che fare dunque? Oltre, ovviamente, a interrompere ed evitare le pratiche vaccinali e tutti i prodotti che favoriscono questo genere di disturbi “allergici”, il libro fornisce alcune indicazioni per ricavarsi un percorso curativo con le terapie naturali più efficaci e prive di effetti collaterali, che spaziano dall’agopuntura all’omeopatia, dalle tecniche manipolatorie all’alimentazione, il tutto supportato da estese citazioni di ricerche e studi che ne accreditano i positivi risultati.

Questo saggio riunisce – insieme ad un’introduzione generale sull’asma ricca di dati e statistiche – le ricerche più aggiornate e studi clinici che stabiliscono l’interrelazione, talvolta drammatica, tra le vaccinazioni e le malattie dell’apparato respiratorio di tipo allergico come l’asma. Informazioni veramente uniche, commentate e “tradotte” per il lettore comune. Infine, una sezione dedicata alla cura dell’asma con le terapie naturali più efficaci e prive di effetti collaterali.

Valerio Pignatta è il responsabile delle collane sulla salute di Macroedizioni. Dopo aver ottenuto 2 lauree si è dedicato allo studio e alla ricerca di testi di medicina naturale. Con Macroedizioni ha già pubblicato, nel 2001, Vaccinazioni Perché e, in collaborazione con Lorenzo Acerra, Cancro: puoi guarire.

I Poteri dell’Angelo Custode

I Poteri dell’Angelo Custode

Le cose intorno a noi nascondono una realtà più profonda dove il tempo e lo spazio abituali perdono di senso…

Autore/i: Haziel

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

traduzione di Elena Dal Pra.

pp. 210, Milano

Come incontrare gli Angeli nella vita quotidiana? Una scienza antica lo spiega, in modo semplice e accessibile a tutti. Ognuno di noi può imparare non solo a conoscere i nomi sacri e i particolari poteri delle creature celesti, ma anche a trasformare queste facoltà in doni concreti per migliorare la nostra esistenza. Un tempo, la scienza angelica era rigorosamente segreta e rientrava nel dominio delle ricerche cabalistiche, le cui origini si perdono nell’alto Medioevo. Haziel, uno dei massimi studiosi europei di angelologia, ha il merito di averla riscoperta e divulgata in una serie di opere coraggiose. Questo libro ne fornisce il quadro più completo, con un’ordinata classificazione dei doni accordati dai settantadue Angeli Custodi, dei giorni e delle ore in cui interpellarli e dei loro rapporti con i «mondi intermedi» tra la dimensione umana e quella dell’onnipotenza divina, di cui essi sono il tramite.

Haziel (François Bernard Termès – Gerona, Catalogna, 1927), illustre studioso cattolico della Cabala, firma i suoi libri con il nome di un Angelo, il cherubino Haziel. Ha scritto numerosi trattati di angelologia. Negli Oscar Mondadori ha pubblicato: Gli Angeli Custodi, Angeli e Arcangeli, Gli Angeli Planetari, Il grande libro dei sogni, Il Grande Libro delle Invocazioni e delle Esortazioni, Il nostro Angelo Custode, Gli Angeli Planetari, Preghiere agli Angeli e Riti e preghiere per tutte le situazioni della vita.

Momento a Pechino

Momento a Pechino

Romanzo

Autore/i: Lin Yutang

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

prefazione dell’autore, nota e traduzione dall’inglese di Piero Jahier.

pp. 836, Milano

Dalla prefazione dell’autore:
Cos’altro è un romanzo, se non «una chiacchieratina», come implica lo stesso nome, hsiaosciuo?
Dunque, lettore, ascolta per un po’ questa chiacchieratina, quando non hai nulla i meglio da fare.
Questo romanzo non è né un’apologia della vita cinese contemporanea, ne’ un’esposizione della medesima, come tanti recenti romanzi cinesi sensazionali pretendon di essere. Non è ne’ una glorificazione dell’antico modo di vivere, ne’ una difesa del nuovo.
E soltanto una storia di come uomini e donne nell’era contemporanea siano cresciuti ed abbiano imparato a vivere gli uni con gli altri; di come abbiano amato e odiato, si siano leticati e perdonati, abbian sofferto e goduto; di come certe consuetudini di vita e modi di pensiero vengano a formarsi; e di come, soprattutto, si adattino a le circostanze, in questa vita terrestre dove gli uomini lottano, ma gli Dei decidono.

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Libro I: Le figlie di un taoista
Libro II: Tragedia nel giardino
Libro III: Canto d’autunno
Appendice
Alcuni appellativi cinesi

Il Primo Libro di Li Po

Il Primo Libro di Li Po

Romanzo

Autore/i: Saltini Vittorio

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

prima edizione.

pp. 336, Milano

Questo romanzo evoca e reinventa la vita avventurosa del grande poeta Li Po, vissuto 1200 anni fa (701-762 dopo Cristo) nell’epoca d’oro per la letteratura cinese, sotto la dinastia Tang. Come nella vita, così in questo romanzo la figura di Li Po emerge, con la sua straordinaria ricchezza vitale, come quella di un avventuriero e di un gaudente senza fisso mestiere né dimora, gran bevitore e grande amatore: non meno di dieci sorprendenti figure femminili qui si susseguono a tormentare e a rallegrare la sua giovinezza passionale e sfrenata. Li Po è però anche un colto seguace di quelle anarchiche dottrine taoiste che contrastravano col potere confuciano dei “mandarini”. Sempre ardito ma volubile, egli ora si aggira tutto immerso nei torbidi meandri della “grande città di Hang-chou”, ora si ritira quasi da eremita nelle sue ricerche di poeta, di pittore, di alchimista.
Questo equilibrio tra serietà culturale e gioia di vivere si estende dal protagonista al romanzo. Vi circola una felicità di raccontare che potrà sorprendere il lettore come una virtù d’altri tempi, per il denso incastro tra fatti e psicologie, il rilievo dei tanti personaggi, la varietà di paesaggi e ambienti, la libertà della struttura narrativa, il tono epico e insieme poetico, quasi ariostescamente avventuroso e spesso ironico, aperto a tutti gli aspetti alti e bassi della vita. Il realistico e il fantastico (il favoloso e, a tratti, il mitico) vi sono indistricabilmente uniti. E se la forza felice dei tanti episodi erotici può far pensare essa pure a narrazioni lontane (anche cinesi), un’attenzione moderna alla psicologia amorosa aggiunge delicatezza alle scene più crude. In questo libro l’evocazione di un passato storico presuppone sempre una reale fedeltà al presente (su tale “anacronismo necessario” si veda la “Nota” finale dell’autore). Pur nella sua compiutezza, questa narrazione su Li Po giovane si presenta, fin dal titolo, come la prima di una più vasta serie di Storie di Li Po. Vittorio Saltini si propone di seguire l’antico poeta, dai piaceri della corte imperiale di Chang-an ai drammi di una lunga guerra civile, per tutto il corso della sua vita di straordinario vagabondo.

Nato a Lucca il 3 ottobre 1934, Vittorio Saltini tiene da vent’anni la rubrica Saggi su “L’Espresso” e insegna filosofia all’università.

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TARDA PREFAZIONE CINESE ALLE «STORIE DI LI PO»
Il primo libro di Li Po
Parte prima – INIZIAZIONE
1 I briganti. In quale occasione Li Po scrisse, a nove anni, la sua prima poesia.
2 Quel che apprese Li Po dal nonno.
3 Ritratto memorabile del mandarino Yang e di sua moglie Peonia.
4 La cugina Peng.
5 Come Li Po, al suono d’una fanfara, annunciò il suo ritiro fra i monti.
6 Tien Ti. Il sogno iniziatico.
Parte seconda – HANG-CHOU
1 Come Li Po andò a vivere nella grande città di Hang-chou.
2 Miao. La cantina rossa.
3 Idillio a Hang-chou. La bella mandarina.
4 Come il governatore Kung Tao dette invano a Li Po lezioni di confucianesimo e di buon governo.
5 Ma Teh. Compimento dell’iniziazione di Li Po.
Parte terza – IL GIARDINO INCANTATO
1 La Sorgente dei Fiori di Pesco o il Villaggio Perduto.
2 Il giardino.
Nota