Libri dalla categoria Studio Pratica e Ricerca
Il Diario di Ma Yan – In un Remoto Villaggio Cinese una Bambina Reclama il Diritto a una Vita Migliore
Titolo originale: Le journal de Ma Yan
Autore/i: Haski Pierre
Editore: Sperling & Kupfer Editori
ringraziamento, introduzione presentazione del diario a cura dell’autore, traduzione di Emma Gasperoni.
pp. 228, nn. fotografie a colori fuori testo, Milano
In una sperduta regione della Cina Nordoccidentale fuori dal tempo e dalla Storia, vive una ragazzina di quattordici anni, figlia di contadini poverissimi, Ma Yan ha lo sguardo vivace, un carattere forte e soprattutto tanta voglia di studiare per crearsi un futuro diverso da quello di sua madre, di sua nonna, dei suoi avi, che sembrano condannati a un’esistenza di stenti senza possibilità di riscatto e di speranza. Ma un giorno viene a sapere che la famiglia non ha più i mezzi per farle proseguire gli studi. Ma Yan non ha scelta. L’unica forma di ribellione è una lettera accorata che scrive alla madre. La donna, addolorata e impotente, decide di consegnarla, insieme a tre taccuini che contengono il diario della figlia, ad alcuni francesi di passaggio. Fra di loro c’è il giornalista Pierre Haski, che non rimane indifferente al destino di quella ragazzina ostinata e lo fa conoscere al mondo intero attraverso le pagine di un giornale: e così “il messaggio in bottiglia” è arrivato in porto…
Nel diario Ma Yan descrive la sua vita quotidiana nell’arco di due anni, con tutte le paure, le gioie e le frustrazioni. Con parole semplici e sincere traccia così la storia di un infanzia all’insegna delle privazioni dove la scuola è a quattro ore di cammino, il sacrificio della madre che si sfinisce di fatica, l’assenza del padre che si è spinto fino alla Mongolia interna per cercare un lavoro. Una testimonianza commovente, corredata da un toccante inserto a colori, capace di svelarci cosa sia realmente la Cina delle campagne più povere. La storia di Ma Yan ha subito provocato reazioni di solidarietà: la creazione di un’associazione ha permesso a lei e a una trentina di altri bambini dei villaggi vicini di riprendere la strada della scuola. E di sperare nella possibilità di costruire il proprio futuro…
Pierre Haski, corrispondente da Pechino per Libèration, ha fatto conoscere in tutto il mondo la storia di Ma Yan, in un reportage pubblicato in Italia su Internazionale. Attualmente sta cercando di organizzare un sistema di aiuti per bambini poveri a cui viene negato il diritto di andare a scuola.
Ringraziamenti
Introduzione di Pierre Haski
Presentazione del diario
- Il diario di Ma Yan
- «Voglio studiare!»
PARTE PRIMA
PRIMA SECONDA
IL SEGUITO DELLA STORIA
- La solidarietà dei lettori
- La lettera di Man Yan
- Le borse di studio
- La speranza di ricevere un’istruzione
- La posta della disperazione
- Il quarto viaggio
ALLEGATI
- Il nostro fotografo, Wang Zheng
- Il paese della sete
- L’Islam degli hui
- Il pubblico abbandono
Corsari del Tempo – Quando il Cinema Inventa la Storia (Guida Pratica per Registi Distrutti)
Autore/i: Bertelli Sergio
Editore: Ponte alle Grazie
prefazione e introduzione dell’autore, con la collaborazione di Ileana Florescu.
pp. 360, nn. tavole in bianco e nero f.t., Firenze
Un esame degli errori e degli anacronismi di cui abbonda la produzione filmica a soggetto storico. Basati su una manualistica approssimativa, infarciti di banalità, i film a soggetto storico inviano un messaggio distorto, che perpetua quei luoghi comuni che traggono la loro origine dell’immagine del passato tramandata dalla cultura ottocentesca.
Le clessidre romane erano più precise degli orologi greci (v. Cleopatra di Mankiewicz)? Come salutavano i romani? Come combattevano i cavalieri nel Medioevo? Poteva essere barocca la chiesa eretta da Cristoforo Colombo a Hispaniola? Si celebravano processi alla Perry Mason al tempo di Giovanna d’Arco? Il nodo scorsoio era conosciuto prima del mitico giudice Lynch? Quando si sono cominciate a usare le camicie da notte? E i reggipetti? E le bretelle? Mozart poteva dirigere l’orchestra dal podio?
Accanto agli errori e agli anacronismi, di cui viene fornita un’ampia casistica, con documentazione fotografica, il libro racconta quale fosse la realtà del passato, affiancando alle foto di scena alcune riproduzioni di oggetti di varie epoche con un’iconografia spesso inconsueta.
Sergio Bertelli, bolognese, vive a Firenze, nel cui ateneo insegna dal 1979, storia moderna. Studioso di Machiavelli, ha pubblicato saggi sull’opera di Muratori e Giannone, oltre a numerose indagini a carattere storiografico, fra cui: Ribelli, libertini e ortodossi nella storiografia barocca (Firenze 1937) e Il potere oligarchico nello Stato-città medievale (Firenze 1978); Il gruppo. La formazione del gruppo dirigente del PCI 1936-1948 (Milano 1985); con Franco Cardini e altri, Le corti italiane del Rinascimento (Milano 1986) e Il corpo del re. Sacralità e potere nell’Europa medievale e moderna (Firenze 1990). Per le edizioni del Ponte alle Grazie coordina la serie «Laboratorio di Storia».
Prefazione
Fiction, diretta e differita
- Un famoso istorico
- Bulimia della vista
- Riorganizzare il presente
- Il messaggio nascosto
- Grandi e piccoli fratelli
Pepli
- Ave Caesar!
- Lo schiavo, il tribuno e l’orologio
- Più bianco non si può
- Reggipetti e triclini
- Galli balinensi
- Lance insanguinate e cavalli di razza
Sale parrocchiali
- Basic Biblical
- Gesù era un rinnegato?
- Da yuppies a hippies
- L’officina della presunzione
- Never never land
Mille anni di buio
- Brutti ceffi e chiome dorate
- Cavalieri e cavalcature
- Bocca baciata
- Gestualità ed etichette di tempi andati
- Buio pesto (di Marco Pistoia)
Tarocchi
- Il re dei burattini
- Eliza triumphans. Abiti di scena e ritratti di Stato
- «Quant’è bello mio nonno!»
- Biancheria intima (di Ileana Florescu)
- Genio e sregolatezza
Soldatini di piombo, toghe e tirapiedi
- Strateghi di oggi
- Non parlar di corda…
- Vostro onore
- Traditi dalla tradizione
All’ombra del trono
- Olio santo
- A letto con la regina
- Re bambini
Amare, danzare, viaggiare
- Partire è un pò morire
- Bellezze al bagno (di Ileana Florescu)
- Mare terapeutico
- Massacro di un testo (di Ileana Florescu)
Andiamo a teatro
- Quattro salti
- Posti di platea
Il pranzo è servito
- Simposio
- La tavola del disordine?
- Code di gallo
- Banchetti regali
- Il sottile fascino del pranzo borghese
Facsimili storici (di Saverio Giovacchini)
Indice dei film
Dialoghi – L’Uomo Deve Scegliere
Titolo originale: Choose Life
Autore/i: Toynbee Arnold Joseph; Ikeda Daisaku
Editore: Bompiani
prima edizione, premessa di Marco Magrini, prefazione degli autori, traduzione di Daniela Sagramoso.
pp. 368, Milano
Arnold Toynbee è un “saggio internazionale come Einstein, Schweitzer o Bertrand Russell”, ha scritto una volta il Times. Daisaku Ikeda, il coautore di questo libro, è il presidente della Soka Gakkai Internazionale, un’organizzazione laica buddhista che si dedica a promuovere la pace, l’educazione e la cultura in tutto i mondo. Fra il ’71 e il ’74, Toynbee e Ikeda hanno affrontato a più riprese un’approfondita discussione sui grandi temi dell’umanità, incontrandosi di persona e intrattenendo un intenso scambio epistolare. Il loro lavoro fu registrato e poi edito da Richard L. Gage e il professor Toynbee rivide completamente il testo prima di cadere nella malattia che lo condusse alla morte nell’ottobre del 1975, all’età di 86 anni.
Il suicidio e l’eutanasia, l’esplosione demografica e l’inquinamento, l’esaurimento delle risorse naturali e – in generale – il destino della razza umana sono solo alcuni dei temi affrontati e sviscerati in quest’opera dai due eminenti personaggi. Il risultato della discussione è ben lontano dal fornire luoghi comuni e semplici risposte astratte: porta semmai a delle concrete indicazioni per il futuro cammino dell’umanità e di ogni singolo essere umano. “Per risolvere i problemi di oggi dovremmo semplicemente rivolgerci a un cambiamento dei regimi e dei poteri, o invece generare una più radicale rivoluzione nel pensiero e nel comportamento umano?” I due autori non hanno dubbi: la strada da seguire e la seconda, l’unica che può portare a un vero cambiamento nel destino dell’umanità.
Non è solo un problema dell’uomo con l’uomo: c’è anche da affrontare la difficile relazione dell’uomo col suo ambiente.
Per Toynbee e Ikeda, la nostra sopravvivenza è effettivamente minacciata dallo squilibrio che intercorre fra la genialità che porta al progresso e la stupidità che genera le guerre. Ma la conclusione a cui arrivano non ha un sapore catastrofico, anzi, “L’Uomo deve scegliere.” affermano i due autori, “e può guarire dai mali che lui stesso ha generato.”
Arnold Toynbee (1889-1975) è stato professore di lingua, letteratura e storia greca, bizantina e moderna presso l’Università di Londra dal 1919 al 1924, Director of Studies del Royal Institute of International Affairs a partire dai 1925 e infine Research Professor di storia internazionale presso l’Università di Londra. La sua opera più importante è A Study of History, pubblicata in più volumi dal 1934 al 1961.
Daisaku Ikeda è nato a Tokyo nel 1928 ed è entrato a far parte della Soka Gakkai nel 1947. Ha studiato sotto la guida di Josei Toda, al quale è succeduto nel 1960 come terzo presidente della Soka Gakkai. Fondatore di scuole e università, ha dato vita in anni recenti al Fuji Art Museum e all’associazione concertistica Min On. Ikeda è autore particolarmente prolifico. Fra i suoi lavori tradotti in italiano ricordiamo La vita del Buddha (Bompiani, 1986), Buddhismo. Il primo millennio (Bompiani, 1986), Buddhismo in Cina (Bompiani, 1987) e, con Aurelio Peccei, Campanello d’allarme per il XXI secolo (Bompiani, 1985).
Storia della Terza Crociata
Titolo originale: Warriors of God
Autore/i: Reston James
Editore: Edizioni Piemme
prima edizione, prefazione dell’autore, traduzione a cura di Franca Genta Bonelli.
pp. 432, illustrazioni in bianco e nero, Casale Monferrato (AL)
«Un libro splendido, avvincente, la vivida narrazione di un conflitto che non è mai finito» (Washington Post Book World)
«Una saga elettrizzante, un grande dramma. Chi vuole davvero capire le radici dei conflitti dei nostri giorni, parta da questo libro.» (Publishers Weekly)
Alla fine del dodicesimo secolo, un conflitto lungo cinque anni fu combattuto da decine di migliaia di uomini nel nome di Dio. La Terza Crociata che insanguinò le terre d’Oltremare dal 1187 al 1192 sancì la più violenta collisione tra la guerra santa dei cristiani e la jihad dei musulmani e disseminò di cadaveri i campi riarsi del regno di Gerusalemme. Tra grandiose battaglie e autentici massacri, rivalità intestine e clamorosi errori strategici, andò in scena, soprattutto, lo scontro tra due figure leggendarie, Riccardo I d’Inghilterra e il sultano curdo Saladino, due nobili guerrieri che combatterono fino all’ultimo respiro una guerra scatenata per cause non sempre nobili.
Ancora oggi quel conflitto non cessa di influenzare la storia dell’occidente e quella del mondo islamico.
James Reston saggista e giornalista, è autore di saggi storici di successo. Collaboratore del «Times», del «New Yorker» e di «Vanity Fair», ha pubblicato per Piemme Anno Mille (1999) e Galileo (2001). Vive a Chevy Chase, nel Maryland.
Da Zero a Infinito – La Grande Storia del Nulla
Titolo originale: The Book of Nothing
Autore/i: Barrow John D.
Editore: Arnoldo Mondadori Editore
seconda edizione, prefazione dell’editore, traduzione di Tullio Cannillo.
pp. 370, nn. figure b/n, Milano
Dagli Zeri dei Matematici al vuoto dei filosofi, dai «niente» di Shakespeare all’insieme vuoto, dall’etere al vuoto quantistico, il nulla ci conduce sull’orlo dell’universo conosciuto verso altri mondi possibili.
Che cos’è il nulla? La risposta è tutt’altro che univoca. La storia del nulla è un seguito di metamorfosi che lo vedono stretto in una rete da cui ha cercato di liberarsi per diventare entità autonoma e incidere sul sistema logico di volta in volta dominante. Ogni tentativo di espellerlo è valso soltanto a creare ostacoli allo sviluppo del pensiero. Ci sono voluti millenni, ma una volta aperta, la strada si e rivelata ricca di scoperte.
I primi a dichiarare l’esistenza dello zero sono stati gli indiani, nel II secolo a.C., che hanno potuto farlo in quanto il concetto di «non essere» rientrava nella loro filosofia mistica. Escluso dalla filosofia greca e dalla tradizione giudaico-cristiana, perché considerato una mina vagante capace di scompaginare la logica e l’intera visione del mondo, il nulla come zero fu introdotto in Europa soltanto nel X secolo a opera di Gerberto d’Aurillac, eletto papa nel 999 col nome di Silvestro II. Poi ci vollero ancora seicento anni perché il sistema posizionale indo-arabo completo di zero si imponesse in tutto l’Occidente. Ma l’ostilità continuò, senza peraltro impedire che l’insieme vuoto e il vuoto quantistico facessero la loro comparsa, sia pure mille anni dopo la svolta di Gerberto.
Dalla nascita delle geometrie non euclidee a oggi il valore zero si è rivelato sempre più fertile, con le straordinarie implicazioni che in queste pagine John D. Barrow descrive magistralmente e che le recenti osservazioni astronomiche di oggetti come le supernova e i buchi neri ci confermano.
Da zero a infinito, la grande storia del nulla è un libro affascinante, in cui, protagonista il nulla, si ripercorre la vicenda molteplice delle scienze e delle filosofie. Una vicenda alla quale, come vedremo, hanno contribuito filosofi, commercianti, mistici, agnostici, poeti e popoli dell’est e dell’ovest, e che produce sempre nuovi scenari per la comprensione del mondo.
John D. Barrow insegna scienze matematiche all’Università di Cambridge. Studioso di fama internazionale, è autore di numerosi libri di successo, tra i quali: Il mondo dentro il mondo (1991), Teorie del tutto (1992), Perchè il mondo è matematico? (1992), Impossibilità (1993), La luna nel pozzo cosmico (1994), Le origini dell’Universo (1995), L’universo come opera d’arte (1997), Dall’io al cosmo: scienza, arte, filosofia (2000) e, con Joseph Silk, La mano sinistra della creazione (1985).
Prefazione
0. Nullologia: volare da nessuna parte
- Misteri della non esistenza
- Chi non risica… non rosica
1. Zero: tutta la storia
- L’origine dello zero
- Egitto: non c’è bisogno di nulla
- Babilonia: la scrittura è sulla parete
- Il problema del posto vuoto e lo zero babilonese
- Lo zero dei maya
- Lo zero indiano
- Le concezioni indiane del nulla
- Gli zeri viaggianti
- L’evoluzione dei nomi dello zero
- Un bilancio finale
2. Molto rumore per nulla
- Benvenuti all’Albergo Infinito
- I greci che recano doni
- L’arte islamica
- Sant’ Agostino
- I labirinto medievale
- Scrittori e lettori
- I niente di Shakespeare
- Paradosso perduto
3. Costruire il nulla
- La ricerca del vuoto
- Un racconto di due nulla
- Quanto spazio è lo spazio?
4. La deriva verso l’etere
- Newton e l’etere: essere o non essere?
- Buio nell’etere
- Teologia naturale dell’etere
- Un esperimento decisivo
- L’incredibile uomo che si contrae
- Einstein e la fine del vecchio etere
5. Che fine ha fatto lo zero?
- La verità assoluta dov’è?
- Molti zeri
- Creazione dall’insieme vuoto
- Numeri surreali
- Dio e l’insieme vuoto
- Lunga divisione
6. Universi vuoti
- Universi interi sulla carta
- Universi vuoti, 184 Ernst Mach, un uomo di principi
- Lambda, una nuova forza cosmica
- Connessioni profonde
7. La scatola che non può mai essere vuota
- È un piccolo mondo, dopotutto
- Il nuovo vuoto
- Tutti al mare nel vuoto
- Lo spostamento di Lamb
- Forze di tutto il mondo, unitevi
- La polarizzazione del vuoto
- Buchi neri
8. Quanti vuoti ci sono?
- Studio del paesaggio del vuoto
- La via dell’unificazione
- Le fluttuazioni del vuoto hanno creato la vita
- Inflazione in ogni dove
- Vuoti multipli
- Inflazione eterna
- L’inflazione e la nuova lambda
- Cadere al piano di sotto
- Frammenti di vuoto
9. Il principio e la fine del vuoto
- L’essere dal nulla
- Creazione dal nulla
- Problemi filosofici relativi al nulla: come ne siamo venuti fuori
- La creazione dal nulla nella cosmologia moderna
- Creazione da qualcosa?
- Il futuro del vuoto
Note
Storia Laica delle Donne Religiose
Autore/i: Magli Ida
Editore: Longanesi & C.
nota per i lettori dell’autore, collana: Il Cammeo n° 294.
pp. 330, Milano
…”La violenza che si esercita sulle donne, scegliendo per loro o il marito o il convento durante quasi tutta la storia dell’Europa, dal riconoscimento del cristianesimo come religione dello Stato fino allo sviluppo completo del pensiero laico e all’attenuarsi del potere della Famiglia (o meglio delle autorità maschili della famiglia) sulla vita delle figlie femmine, è molto difficile da narrare perchè rientra nella struttura normale di una società, in cui il ceto religioso è parte non soltanto integrante, ma direttiva.”…globale
Il libro propone una visione storico-antropologica della vita delle donne che, durante i duemila anni dell’Europa cristiana, hanno partecipato in prima persona alla diffusione e alla forza del cristianesimo al punto che si può affermare che il cristianesimo è “una religione delle donne”. Lo scopo del libro è quello di ricostruire la storia del cristianesimo, dalla morte di Gesù fino ai nostri giorni, attraverso i temi più importanti, in un modello globale in cui la presenza delle donne, i significati che sono stati loro assegnati dalla teologia e dalla fantasia maschile, insieme al ruolo che le donne hanno effettivamente svolto, emerga in tutta la sua realtà. I lettori potranno così constatare quanti siano gli interrogativi che questo tipo di ricerca pone, interrogativi ai quali è difficile dare una risposta in base a quello che la storia ufficiale ci ha narrato. Chi ha deciso di battezzare le donne in un mondo in cui le donne erano escluse dalla vita sociale? Come mai sono state condannate a morte alla pari col “martirio” dei maschi, quando la parola delle donne, la loro “testimonianza”, non era ammessa nei tribunali? Come mai sono quasi tutte donne quelle che hanno visioni, rivelazioni, stimmate? Come mai sono quasi tutte donne quelle che sono state condannate al rogo per stregoneria? Perchè mai nessuno ci ha mai raccontato che sono state le donne a inventarsi lo “Stato Sociale”, curando, dal primo Medioevo ai nostri giorni, l’istruzione per i poveri, l’assistenza negli ospedali non soltanto per i malati, ma anche per tutti quegli emarginati che arrivavano, ieri come oggi, nei nosocomi: barboni, bambini abbandonati, folli, appestati, ragazze madri, vecchi? E perchè la Chiesa non ha mai detto che sono state sempre le donne, e lo sono ancora oggi, quelle che hanno reso visibile e apprezzabile la sua esistenza attraverso le missionarie e le loro “opere” concrete in tutto il mondo; e che le donne consacrate alla vita religiosa sono state sempre oltre due terzi più degli uomini? A tutte queste domande Storia laica delle donne religiose offre una prima risposta, nella speranza che interessi non soltanto le donne, credenti e non credenti, ma tutti coloro, uomini e donne, cui piace la Storia.
Ida Magli tra le sue opere: La femmina dell’uomo (1980), Gesù di Nazareth (1982, 1986), S. Teresa di Lisieux (1984, 1995), Viaggio intorno all’uomo bianco (1986), La Madonna (1987), La sessualità maschile (1988), Sulla dignità della donna (Guanda, 1993), La bandiera strappata (Guanda, 1994).
I. Il cristianesimo religione delle donne
1. Il trauma inferto da Gesù: le donne esistono
- a) Un poeta guarda al lavoro delle donne: lo sguardo etnologico di Gesù
- b) Chi ha deciso di battezzare le donne?
- c) Contro corrente: anziane, vedove, zitelle, è bello!
- d) Ennesimo scambio fra morte e sessualità
- e) Finalmente libere: evviva la verginità!
- f) L’istituzione delle “canonichesse” e la fine della libertà
2. Le donne “maschi” di Cristo
- a) Lo scandalo: la parola delle donne vale
- b) Un cristianesimo “porta a porta”
- c) La verginità, eterna ossessione dei maschi
- d) Donnette e casalinghe si fanno tagliare la testa
- e) Cecilia: martire perchè?
- f) La Bella e la Bestia
3. Una grande invenzione: mettiamoci fuori dal mondo
- a) Una stanza tutta per sé
- b) L’angelo del focolare spegne il fuoco
- c) Il regno della Madre, regno dell’odio
- d) Perchè non sei un maschio?
- e) Come Firenze si difendeva dai nemici
4. Il sistema religioso della Moda
- a) L’insopprimibile differenza del corpo femminile
- b) Potenza e impotenza dei piedi
- c) La disperazione ultima: cosa fare dei capelli
- d) Velo e mistero
II. Il gioco tragico del misticismo
1. Misticismo e cultura
- a) Una sola possibilità: il matrimonio con Dio
- b) Sessualità ed esperienza del divino
- c) Possedere ed essere posseduti
- d) “Mi ami? Ma quanto mi ami?”
- e) Storia di una capinera
2. Un amante fatto su misura: Dio
- a) Perchè le donne?
- b) Le escluse dal mercato matrimoniale
- c) Chi ha “inventato” le stimmate?
- d) Il corteo delle imitatrici
- e) Dammi il tuo cuore!
- f) Le “non-rivelazioni” di Brigida
- g) Io e l’Angelo
- h) Più feroce di Dante
- i) Un’umile tecnica per innalzarsi
- j) Le “finzioni” di Teresa
- k) Spreco di intelligenza o mancanza di intelligenza?
3. Innamorate fino alla morte
- a) La vita come morte
- b) Un Dio romantico
- c) La femminilità dei maschi
- d) L’imprinting della sposa di Dio
- e) L’avventura delle allucinazioni
- f) Una povera donnetta: Giovanna d’Arco
- g) Sigilli simbolici e concreti
- h) La logica del gruppo: il delirio
4. Se questa è una donna
- a) La censura della sessualità
- b) Padri e figlie: i lager femminili
- c) Un abbraccio disperato
- d) Omosessualità: carcere a vita
- e) Il mancato sdegno di Diderot
5. Annientarsi per essere
- a) Direttori spirituali e carnefici
- b) La vittima non deve morire
- c) Feroci abissi
- d) Inchiodate
- e) Conclusione: un delitto privo di storia
- f) Postilla: Il trionfo e le vittime del S. Cuore
III. Le donne religiose alla conquista del mondo
1. Agire per essere
- a) L’addio alla clausura e la battaglia per scendere in piazza
- b) La logica maschile non può essere contraddetta: solo la donna-morta è sposa di Dio
2. Le religiose inventano lo “Stato Sociale”
- a) Leggere e scrivere diritto di tutti: le “scuolette” per i poveri
- b) La rete dei primi telefoni rosa e azzurri: collegi, rifugi, conservatori per bambini abbandonati e ragazze in pericolo
- c) Come lavorano le donne: lasciate che poveri, appestati, vecchi, muti, neonati e criminali vengano a noi
- d) Quanto sono vecchi i contratti di formazione-lavoro!
- e) Chi ha mai narrato la storia dell’assistenza infermieristica?
- f) La Statistica è il mio vangelo
3. Le nuove martiri
- a) Un’eccezione: Giovanna d’Arco salva l’uomo per la vita di qua
- b) Il grande pericolo dell’infiltrazione cristiana: le mani delle missionarie
- c) Finalmente le claustrali vengono ammazzate davvero
- d) Le illusioni di una teologia femminista: chi prenderà il posto della vittima?
Il Ciclo di Lunazione – Una Chiave per la Comprensione della Personalità
Titolo originale: THE LUNATION CYCLE – A KEY TO THE UNDERSTANDING OF PERSONALITY
Autore/i: Rudhyar Dane
Editore: Casa Editrice Astrolabio
prima edizione, traduzione di Elia Rosario Contino.
pp. 128, illustrazioni b/n, Roma
Il ciclo soli-lunare che si svolge nell’arco del mese è per la vita della persona altrettanto significativo del ciclo solare.
I due cicli svolgono una funzione di base nel tentativo astrologico di rivelare un sottostante disegno ordinato laddove gli esseri umani non vedono altro che caos e cambiamento cieco.
Dane Rudhyar è nato a Parigi nel 1895 e vive in America dal 1917. È stato definito un moderno ’Uomo del Rinascimento’ per via della sua capacità di esprimersi in molti campi: musica, pittura, poesia, filosofia, astrologia.
Scrive di astrologia fin dagli anni ’30 ed è stato il primo scrittore di fama a contribuire regolarmente alle riviste di astrologia.
Di Rudhyar sono apparsi in quesa collana:
- Studio astrologico dei complessi psicologici
- Le Case astrologiche
- Introduzione
- L’astrologia, tempi e cicli
- Il ciclo di lunazione come modello dinamico di relazione
- Gli otto tipi di personalità solilunari
- La Parte della Fortuna
- La Parte della Fortuna e la Parte dello Spirito
- I pianeti in relazione al ciclo di lunazione
- Il ciclo di lunazione progresso
- Una lunazione di nascita per l’uomo moderno
Premessa
Epilogo
Le Streghe – Roghi, Processi, Riti e Pozioni
Saperi sciamanici e recinti sabbatici, supplizi pubblici e vendette private. L’incredibile storia di donne che nacquero fate e morirono amanti del diavolo
Autore/i: De Angelis Vanna
Editore: Edizioni Piemme
prima edizione, introduzione dell’autrice.
pp. 416, numerose tavole in bianco e nero fuori testo, Casale Monferrato (AL)
Dal rogo di Giovanna d’Arco al processo alle streghe bambine di Salem, nell’America puritana, questo è il racconto di un antico sapere perduto e di un misconosciuto olocausto.
Nel 1588 l’Inquisizione decise, dopo inchieste e torture, di mondare l’anima delle «indemoniate» che vivevano a Triora, nell’entroterra ligure. Bruciandole. Erano, si disse, streghe.
L’emblematico processo che incendiò il borgo apre questo testo che racconta della persecuzione che, in tutta Europa e fin nel Nuovo Mondo, portò allo sterminio di centinaia di migliaia di donne accusate di stregoneria.
La loro è una vicenda intricata, appassionante, terribile, a volte tanto incredibile che parrebbe inventata, se non fosse così drammaticamente vera. È storia di un legame straordinario fra donne dai saperi sciamanici, di sabba, di erbe curative, di pozioni. Di guaritrici che da fate diventarono fidanzate del diavolo.
Ma è anche storia di efferatissime e perverse torture, di fanatismo, di delazione, di intrighi politici, di ossessione sessuofoba e satanica. Di una folle caccia che coinvolse cattolici e riformati e che vide immancabilmente minoranze perseguitate trasformarsi in maggioranze persecutrici.
Condotta sulla base di ricerche, atti processuali, documenti storici, questa è l’avvincente narrazione di un’escalation che giunse a legalizzare vendette private, e immolò sul rogo povere donne per miserabili beghe, o perchè belle, brutte, ingenue, colte, disinibite, innamorate… semplicemente femmine.
Vanna de Angelis vive a Milano. Ha pubblicato, tra altro, il saggio Amazzoni (Piemme ’98) – nel quale traccia un quadro originale e assai documentato del mito e della storia delle donne guerriere – e i romanzi L’avventuriera (Sperling & Kupfer ’87) e Il caso Francesca (Sonzogno ’92), ripubblicati anche da Rizzoli.
Processo per Stregoneria a Caterina de Medici 1616 – 1617
Autore/i: Farinelli Giuseppe; Paccagnini Ermanno
Editore: Rusconi
prima edizione, premessa di Giuseppe Farinelli, in copertina: Diavolo in trono al sabba, da Compendium Maleficarum, 1608.
pp. 380, Milano
Era una modesta popolana venuta a Milano per fare la serva. Divenne famosa come «strega». Il suo nome, Caterina de Medici, entrò nelle cronache dell’epoca, agli inizi del ’600. Un secolo più tardi, Pietro Verri scriverà che Caterina era stata «giuridicamente assassinata». Indirettamente se ne occupa anche il Manzoni, quando deplora il medico Ludovico Settala per avere cooperato «a far torturate, tanagliare e bruciare, come strega, una povera infelice sventurata…».
Ma chi era questa donna, che cosa aveva fatto, perché venne riconosciuta colpevole di «maleficio»? E in quali circostanze finì nell’ingranaggio che la portò al rogo? L’istruttoria e il processo sono stilati in un verbale, un raro e prezioso manoscritto che Giuseppe Farinelli ed Ermanno Paccagnini inquadrano nel clima inquieto e rovente della Milano sotto la dominazione spagnola.
Con il Processo per stregoneria a Caterina de Medici, i due autori compiono una profonda indagine su un episodio che caratterizza un’intera epoca: il procedimento contro la «strega» fu dominato da un sentimento oscuro e soffocante, quello della paura, che portò a decisioni crudeli e irrazionali.
L’importanza dell’opera di Farinelli e Paccagnini è pari alla novità della documentazione. Dal loro studio esce una terribile ma veritiera immagine del ’600 italiano, e in particolare quello lombardo. La personale tragedia di Caterina de Medici sembra quasi preannunciare catastrofi e sconvolgimenti collettivi che, a pochi anni di distanza, troveranno nella pestilenza e nella furia accusatrice contro gli «untori» la loro più lancinante esplosione.
Giusepe Farinelli, professore presso la facoltà di Magistero dell’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato una dozzina di volumi e numerosi saggi di argomento storico, critico e letterario. Collabora a quotidiani e riviste. Ha curato l’edizione integrale degli Atti del processo a suor Virginia Maria de Leyva, monaca di Monza, Garzanti (1985).
Ermanno Paccagnini, dell’Istituto di Italianistica dell’Università Cattolica di Milano, ha scritto numerosi articoli e saggi di argomento storico, critico e letterario apparsi in riviste e volumi miscellanei. Collabora alle pagine culturali di «Il Sole-24 Ore». Ha curato La vita di suor Virginia Maria de Leyva, monaca di Monza, Garzanti (1985).
Insieme hanno curato il volume Processo agli untori, Garzanti (1988).
Premessa
- «In materia de stregharie», di Ermanno Paccagnini
- Il processo per stregoneria a Caterina de Medici, di Giuseppe Farinelli
Caterina de Medici: giustizia non è fatta
Cronologia del processo
Processo d’una strega famosa
Note storiche ed esplicative
Note linguistiche
Note critiche, filologiche e varianti
Tibet il Fuoco Sotto la Neve – La Voce di un Monaco Perseguitato
Titolo originale: Fire under the Snow
Autore/i: Palden Gyatso; Tsering Shakya
Editore: Sperling & Kupfer Editori
prefazione del Dalai Lama, nota all’edizione inglese di Tsering Shakya, postfazione di Paolo Pobbiati, traduzione di Maria Magrini, la presente edizione si basa sull’edizione inglese tradotta dal tibetano da Tsering Shakya, cartine di Reginald Piggott.
pp. XV-258, cartine in bianco e nero, Milano
«La testimonianza di Palden Gyatso è una delle più straordinarie storie di sofferenza e resistenza […] Eppure la vicenda di persone come lui rivela che i valori umani di compassione, pazienza e senso di responsabilità per le proprie azioni, che sono il fulcro di ogni pratica spirituale, sopravvivono ancora. La sua storia sarà fonte d’ispirazione per tutti noi.» (Dalla prefazione del Dalai Lama)
«Un testo profondamente commovente e dolorosamente attuale… una terribile accusa alla cecità e all’ignoranza del governo cinese in Tibet […] Come un sopravvissuto a un campo di concentramento, Palden Gyatso si assume la responsabilità di ricordare e di rappresentare i suoi compagni di prigionia […] Un libro che dovrebbe entrare in ogni casa per non dimenticare ciò che sta accadendo in Tibet.» (The Sunday Times)
Forte, potente, questa è la sconvolgente testimonianza di Palden Gyatso, un monaco tibetano la cui esistenza ha improvvisamente imboccato una drammatica svolta, e che dopo incredibili sofferenze – fisiche e morali – ha voluto diffondere una pesantissima denuncia: quella delle atrocità commesse dai cinesi durante l’occupazione del Tibet. Nel 1950, al momento dell’invasione, Palden Gyatso era già stato ordinato monaco buddhista e studiava nel prestigioso monastero di Drepung. Nel 1959 venne arrestato per aver partecipato a una manifestazione non violenta a favore dell’indipendenza del Tibet. Ammanettato, interrogato e bastonato, fu giudicato «reazionario» e incarcerato per sette anni. Tornò a Drepung, ma nel 1967 il celebre edificio fu raso al suolo e i monaci, compreso lui, furono condannati ai lavori forzati. Nel frattempo, la bimillenaria, preziosa cultura del suo paese subiva il sistematico, brutale assalto di un esercito che, in nome di un aberrante senso del progresso e dell’ideologia, demoliva tutto quanto rappresentava l’identità di un popolo, saccheggiando e devastando i monasteri, bruciando i libri, imprigionando e giustiziando uomini innocenti. Palden Gyatso tentò la fuga, ma, catturato a un chilometro dalla salvezza – il confine con il Bhutan -, fu sottoposto a sevizie terribili, al supplizio della fame e costretto ad assistere a intollerabili sedute in cui, durante la Rivoluzione Culturale, i prigionieri erano obbligati a denunciarsi un l’altro e a confessare crimini mai commessi. Quando, nel 1992, dopo trentatré anni di infernale detenzione, fu rilasciato – sotto promessa di ritornare alla quieta vita monastica -, riuscì a portare con sé, in India, gli strumenti con cui era stato torturato e, incoraggiato dal XIV Dalai Lama, iniziò a divulgare la sua spaventosa esperienza, rivelando agli occhi del mondo tutta l’agghiacciante portata dell’occupazione cinese. Arricchito da un inserto fotografico, un grido di dolore, nonché un appello alla solidarietà, di fronte a un’immane tragedia che, proprio perché viola, innanzitutto, i diritti umani, non può lasciare indifferenti.
Palden Gyatso è nato nel 1933. Dopo la fuga dal Tibet nel 1992, ha vissuto a Dharamsala, nell’India settentrionale, e ha viaggiato molto in Europa e negli Stati Uniti con Amnesty International e con le organizzazioni che sostengono il Tibet. Nel 1995 ha testimoniato davanti alla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani a Ginevra.
Tsering Shakya è un noto studioso del Tibet moderno. Nato a Lhasa, si è trasferito con la famiglia in India in seguito all’invasione militare del Tibet. In qualità di esperto della situazione attuale in Tibet, è intervenuto al Parlamento Europeo e collabora regolarmente a trasmissioni radiofoniche e televisive sull’argomento.
Prefazione del XVI Dalai Lama
Nota all’edizione inglese
Ringraziamenti
- Sotto l’arcobaleno
- Tagliare i legami con il mondo
- La rivolta
- L’arresto
- La fuga
- Nessuno scampo sotto il cielo azzurro
- Il maestro tessitore
- La rivoluzione culturale
- Rieducazione mediante il lavoro
- Morte del Grande Timoniere
- In mezzo alle rovine
- Una nuova generazione di scissionisti
- Affrontando il nemico
Postfazione di Paolo Pobbiati
Vita di Cristo
Autore/i: Sheen Fulton J.
Editore: Edizioni Richter
prefazione dell’autore, traduzione di Augusto Donaudy.
pp. 662, Napoli
Un’opera assolutamente fondamentale per la conoscenza della biografia interiore di Cristo, della quale Fulton J. Sheen ci offre, alla luce della sua fede e della sua ragione, una visione completa, rivelatrice, qualcosa come un enorme affresco dove alle grandi linee essenziali si alternano particolari tracciati con delicatissimo quanto amorevole pennello: l’affresco di una Vita vissuta nel segno della contraddizione simboleggiata dalla Croce mortale (conclusione nel tempo) e immortale (origine e quindi scopo della Sua venuta) insieme. Ma questa VITA DI CRISTO non ha nulla a che vedere con la critica biblica: e perchè, dichiara l’Autore, questa è stata ampiamente e autorevolmente trattata da altri, e «perchè non v’è teoria critica che sopravviva di molto ad una generazione». Su tre particolari aspetti della Vita di Cristo insiste il Vescovo Sheen: sulla Croce, suo principio informatore e termine temporale; sulla unicità di Cristo, inquantochè non derivato interamente dall’ordine umano; sul carattere del Suo legato, che non è stato un’etica, sibbene «il raffronto tra la colpa umana e l’amore clemente di Dio, di cui Dio ha pagato lo scotto». Dal che scaturisce la considerazione che il mondo moderno ha scisso Cristo dalla Sua Croce: il comunismo si fa avanti e «assume la Croce svuotata cosi di significato», mentre «la civiltà occidentale post-cristiana sceglie il Cristo senza stimmate». La Croce assunta dal comunismo si identifica con la restaurazione di un senso di disciplina, di abnegazione, di rinunzia, in un mondo egoista; talchè si capisce com’essa non possa non essere sterile, atteso che la «Croce senza Cristo equivale al sacrificio senza amore». E, d’altra parte, la Croce assunta dalla civiltà occidentale post-cristiana, è altrettanto e forse più sterile, in quanto un Cristo senza sacrificio «è un predicatore da dozzina». La conclusione personale dell’Autore è che «la Russia troverà Cristo prima che il mondo occidentale congiunga Cristo con la Sua Croce Redentrice». Tra due poli corre dunque, in queste austere pagine di fede tradotte in prosa d’arte, una Esistenza che Pietro stesso cercò di «tentare» dalla gloriosa ignominia del Golgota: la natura umana, tolta dalla ignara Vergine obbediente alla volontà dell’Altissimo, e la Natura Divina: il finito e l’Infinito: l’Amore che «si fa peccato» per insegnare a se stesso e l’Amore che concede a se stesso di «essere annoverato tra i malfattori» per consentire alla Vita di uccidere la morte. Nel segno di questi due poli Fulton J. Sheen ha scritto – e di ciò è lecito considerare riprova il successo conseguito da questo libro negli Stati Uniti presso milioni di lettori di ogni credenza religiosa – il suo capolavoro, che al pubblico italiano viene presentato nella scrupolosa traduzione annotata di Augusto Donaudy.
Il Noto Servizio, Giulio Andreotti e il Caso Moro
La clamorosa scoperta di un servizio segreto che riscrive la recente storia d’Italia
Autore/i: Giannuli Aldo
Editore: Marco Tropea Editore
introduzione dell’autore.
pp. 448, Milano
“C’era la mia P2, la Gladio di Cossiga e poi…
c’era il Noto servizio.”
(Licio Gelli in un’intervista a Oggi)
“Per quanto il Noto servizio cambiasse pelle e componenti nel tempo, c’era una costante che lo accompagnava: il suo ambito d’azione era costantemente circoscritto in un triangolo i cui vertici erano l’arma dei carabinieri e il servizio segreto militare, poi gli ambienti imprenditoriali prossimi alla Confindustria e, infine, i servizi segreti americani.
E c’era un’altra costante: il suo referente politico, che è sempre stato Giulio Andreotti, dai giorni dell’istituzione dell’Ufficio zone di confine a quelli del caso Moro. Beninteso: il Noto servizio non è mai stato “agli ordini” di Andreotti, anche perchè aveva altri referenti con i quali confrontarsi, non sempre in perfetta sintonia fra loro. Andreotti era, piuttosto, l’interfaccia politico di questa struttura a metà strada fra militari e imprenditori. Il tutto con quei margini di reticenza e ambiguità propri di un personaggio che non avrebbe sfigurato fra i dignitari di una corte rinascimentale.”
La sicurezza e l’ordine, in Italia, sono state spesso il frutto di trame oscure: i protagonisti politici della Prima Repubblica hanno salvaguardato il bene supremo dello Stato in continuità con il fascismo e sotto il controllo degli americani, affidandosi a una messe di personaggi senza scrupoli, una folla livida che ha agito nell’ombra, nel disprezzo della volontà popolare. Questo libro fornisce un contributo importante nella difficile ricostruzione di una verità (combattuta, lacerata, incompleta) sulla storia politica e giudiziaria del nostro paese, rivelando l’esistenza di un servizio segreto clandestino nato negli anni della guerra e poi sopravvissuto, con varie trasformazioni, fino agli anni Ottanta. Questo servizio ebbe come suo referente politico Giulio Andreotti, con la cui parabola politica si è intrecciato strettamente. E il Noto servizio, altrimenti conosciuto come “Anello”, che ricorre nelle pagine più nere della storia d’Italia, dal golpe di Junio Valerio Borghese alle principali vicende della strategia della tensione, dalla strage di piazza Fontana a quella di piazza della Loggia, fino al caso Moro, del quale l’autore offre una lettura del tutto inedita, egualmente distante dalla dietrologia e dall’accettazione delle “verità di Stato”.
Il Noto servizio, Giulio Andreotti e il caso Moro è il risultato di un lavoro di ricerca durato quasi quindici anni, che Aldo Giannuli ha svolto – per conto dell’autorità giudiziaria di Brescia, di Milano e di Palermo – presso gli archivi della Presidenza del Consiglio, del ministero dell’Interno, della Guardia di Finanza, del Sismi, del Sisde, dell’Ufficio storico dello stato maggiore dell’esercito, dei tribunali e delle questure di Roma e Milano. Migliaia di pagine, decine di testimoni: Andreotti sapeva, e molti altri dirigenti politici sapevano. Noi no. Ecco le prove.
Aldo Giannuli è nato a Bari nel 1952. Attualmente è docente di Storia del mondo contemporaneo presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università statale di Milano. È stato consulente delle Commissioni parlamentari sulle stragi e sul caso Mitrokhin, delle procure della Repubblica di Brescia, Milano, Palermo, Roma e altre e dell’Ufficio istruzione del tribunale di Milano. Ha collaborato.a quotidiani, settimanali e riviste: il manifesto, Liberazione, Il Quotidiano dei Lavoratori, Avvenimenti, Oggi, l’Unità e Libertaria. Fra i suoi libri ricordiamo gli ultimi titoli: Bombe a inchiostro (2008), L’abuso pubblico della storia (2009), Come funzionano i servizi segreti (2009) e 2012: La Grande Crisi (2010).
La Nuova Scienza dei Sistemi Emergenti
Dalle colonie di insetti al cervello umano, dalle città ai videogame e all’economia, dai movimenti di protesta ai network
Autore/i: Johnson Steven
Editore: Garzanti Editore
prima edizione, introduzione dell’autore, traduzione dall’inglese di Andrea Antonini, titolo originale: Emergence.
pp. 256, Milano
Presi singolarmente, una formica o un neurone non sono particolarmente intelligenti. Tuttavia se un numero abbastanza elevato di elementi così semplici interagisce e si auto-organizza, può attivarsi un comportamento collettivo unitario, complesso e intelligente. Se questo comportamento ha anche un valore adattativo, ci troviamo di fronte a un fenomeno «emergente»: una colonia di formiche o il nostro cervello.
In questi anni stiamo scoprendo che i meccanismi di auto-organizzazione bottom-up (ovvero dal basso verso l’alto, senza un leader o leggi) sono più diffusi di quanto non pensassimo: dalle muffe ai movimenti no-global, dai videogiochi ai notiziari televisivi, da internet allo sviluppo delle metropoli. Un aspetto sorprendente è che questo meccanismo non è prevedibile a partire dai suoi elementi costitutivi, e spesso non è possibile ricostruirlo a partire dalle sue manifestazioni osservabili.
Steven Johnson mette in collegamento diverse discipline per tracciare le linee guida della nuova scienza della complessità e dei «sistemi emergenti». Con grande chiarezza e un pizzico di umorismo, ci guida alla scoperta della prossima rivoluzione scientifica, in un viaggio ricco di sorprese e provocazioni intellettuali.
«Affascinante e attuale.» (Steven Pinker)
«Un appassionante viaggio attraverso le neuroscienze e la pianificazione urbana, la psicologia evoluzionistica e la progettazione dei videogame… Con grande abilità, Johnson ci fa capire cos’hanno in comune lo sviluppo delle città, l’organizzazione dei movimenti di protesta e le debolezze e i limiti del cervello umano.» (J.G. Ballard, «Daily Telegraph»)
«Il comportamento emergente non è solo un affascinante enigma scientifico: è il futuro… Johnson ci apre gli occhi sull’importanza della “logica dello sciame” nelle nostre vite con umorismo, chiarezza ed entusiasmo.» (David Pogue, «The New York Times»)
Steven Johnson ha fondato e diretto «FEED», rivista in rete di tecnologia, scienza e cultura. «Newsweek» l’ha scelto tra le «Cinquanta persone che contano in Internet» e «Village Voice» per il suo elenco dei nove autori più importanti del 2000. Suoi articoli sono apparsi su «New York Times», «Wall Street Journal», «Lingua Franca», «Harpers», «Brill’s Content» e «London Guardian». Nel 1997 ha pubblicato l’apprezzatissimo Interface Culture.
Introduzione
PRIMA PARTE
- 1. Il mito della formica regina
SECONDA PARTE
- 2. Marciapiedi
- 3. Configurazioni
- 4. Feedback
- 5. Controllo artista
TERZA PARTE.
- 6. Lettori della mente
- 7. Stare a vedere che cosa accade
Note
Bibliografia
Ringraziamenti
Come Raggiungere la Padronanza e il Controllo di Sè – Conoscere e Dominare Ansie e Fobie della Vita Quotidiana
Titolo originale: Getting Control
Autore/i: Baer Lee
Editore: Bompiani
presentazione di Judith L. Rapoport, prefazione dell’autore, traduzione di Melina Borelli.
pp. 300, Milano
Finalmente un aiuto pratico per coloro che soffrono di disturbi ossessivi, ansie e fobie: caratterizzate da pensieri paralizzanti e da gesti ritualistici, queste manifestazioni interferiscono con la vita quotidiana in modo drammatico. Come raggiungere la padronanza e il controllo di sé è una valida guida che, utilizzando un ampio apparato di test, permette di individuare, valutare e sconfiggere le ansie, le fobie e alcuni disturbi ossessivi. L’autore, lo psicologo statunitense Lee Baer, da quasi vent’anni si dedica a ricerche in questo campo. Il sistema terapeutico da lui elaborato, basato sulla convinzione che il paziente sia il miglior alleato per sconfiggere i propri disturbi, risulta di grande utilità pratica e permette di raggiungere quella completa padronanza delle azioni e dei pensieri che costituisce il vero benessere.
Attivazione del Corpo di Luce – Le Conoscenze Scientifiche che Consentono di Accedere alla Vita Interdimensionale
Titolo originale: Light body Activation
Autore/i: Goodman Saul
Editore: Macro Edizioni
prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Franca Incaminato.
pp. 288, nn. illustrazioni b/n, Diegaro di Cesena (FC)
L’Attivazione del corpo di luce ci svela come diventare partecipi dell’evoluzione ora in atto, mostrandoci la via d’accesso ad una vita interdimensionale, superiore al livello attuale. L’evoluzione, che indipendentemente dalla nostra consapevolezza, ha portato lo sviluppo della vita dai primi esseri monocellulari all’essere umano, è tuttora in atto. In questo momento si sta concentrando sul mondo vibrazionale, grazie al quale il corpo fisico accede ad un’altra dimensione cosmica, quella del corpo di luce. Così dalla guarigione intesa come salute del corpo, assenza della malattia, ci stiamo muovendo verso una guarigione che significhi stato di continua rigenerazione delle forze vitali, chiarezza mentale e creatività. Lo studio di Saul Goodman offre la possibilità di accedere a questa evoluzione della consapevolezza traendone tutti i molteplici benefici: benessere, chiarezza del pensiero e del sentire, nuove capacità intuitive e creative.
Fra gli argomenti trattati:
Come risvegliaire la consapevolezza per muoversi verso il corpo di luce
Esercizi per creare e gestire il corpo di luce
Ciclo di espansione e integrazione, modalità per un potenziamento della sfera della nostra vita
Principi di rigenerazione della forza vitale
Sviluppo ed integrazione dei chakra
Come attivare i meccanismi di chiaroveggenza e telepatia
Contatto e scambio con entità coscienti e forze della natura
Ruolo e possibilità della tecnologia attuale
Saul Goodman, fondatore e direttore della Scuola Internazionale di Shiatsu, pratica e insegna shiatsu dal 1973. Ha scritto diversi libri, fra cui Il libro dello Shiatsu. Guida pratica ala massaggio, pubblicato da Macro Edizioni.
Grazie al suo talento e alle sue capacità di esplorare l’energia e le sue dimensioni visibili e invisibili riesce a creare e sviluppare costantemente nuove tecniche sempre all’avanguardia.
La Mente Manipolata
Uomini telecomandati, elettrodi nel cervello, robot umani educati in laboratorio. Un’ipotesi impossibile o un agghiacciante futuro?
Autore/i: Löbsack Theo
Editore: Armenia Editore
prima edizione, traduzione di Mariangela Sala, titolo originale; Die manipilierte Seele, in copertina: foto Emilio Tremolada.
pp. 272, inserto di documentazione fotografica in b/n fuori testo, Milano
Oggi respingiamo come pura fantascienza il fatto che potrebbero esistere uomini telecomandati, con fili in testa, che ricevono segnali e impulsi da una centrale, robot umani capaci di tutto, tranne che di pensare. Eppure la realizzazione di un simile progetto potrebbe essere più vicina di quanto non fosse per Jules Verne il viaggio sulla luna.
Scienziati di tutto il mondo stanno lavorando sulla genetica e presto, forse, nasceranno solo certi individui; droghe e stupefacenti, costantemente allo studio, hanno sulla psiche umana e sulla volontà effetti che tutti conoscono; la persuasione di massa operata costantemente e legalmente attraverso i mass-media è già una realtà. Cosa ci divide dunque dal robot fantascientifico? Uno scienziato americano ha calcolato che sarebbe già possibile munire di elettrodi il cervello di un neonato ed educarlo come un robot vivente: ciò sarebbe presumibilmente più economico che non costruirne uno meccanico con le stesse caratteristiche. Sembra solo questione di tempo e potremo instillare nel cervello attitudini, volontà o anche soltanto sentimenti come fiducia, speranza o addirittura fede, con la sola assunzione di una sostanza chimica.
È in pericolo la libertà nel suo significato più intimo.
Questo libro si propone soprattutto di informare esponendo con chiarezza e precisione tutti i possibili attentati al nostro io più profondo e denunciandone gli attentatori. Vuol essere un apporto concreto alla nostra conoscenza perché sia ben compresa quell’evoluzione in cui i pericoli e gli allettamenti ci attraggono in ugual misura.
Irruzione nell’Io profondo
(In luogo di una prefazione)
- L’uomo nell’età della massa
- Forze nascoste dentro di noi
- Fisica della psiche
- Il lavaggio del cervello
- La mente manipolata
- Chimica della psiche
- Superare se stessi
- Psichiatria e legalità
- Aiuto per gli irrequieti
- La coscienza ampliata
- La psiche non deve atrofizzarsi
Ringraziamenti
Bibliografia
La Marionetta e il Burattino
Autore/i: Fagioli Massimo
Editore: Armando Editore
premessa dell’autore, collana: Documenti Italiani di Psicoanalisi n° 4.
pp. 256, Roma
Secondo dei tre volumi di Massimo Fagioli, La marionetta e il burattino è il libro dei molti significati.
Significato di sviluppo delle scoperte di Istinto di morte e conoscenza; significato di coerenza del discorso psicoanalitico reale; significato di coraggio, costanza e lavoro per il processo di conoscenza.
Lo sviluppo delle scoperte sta nell’ampiezza della visione dei problemi e delle dinamiche psicoanalitiche che, oltre a centrarsi su dinamiche specifiche di rapporto interumano, si svolge comprendendo tutta la “metodologia” freudiana che oppone al disumano del malato psichico un disumano più regressivo fino all’annullamento più totalizzante.
La coerenza del discorso sta nello svolgimento degli accenni che, contenuti nell’ambito dei due pilastri del primo volume (La dinamica fondante la pazzia umana e la nascita dell’Io dell’uomo), trovano la loro concretezza teorica soprattutto nel capitolo che demolisce il concetto e la dinamica dell’identificazione e nel capitolo che chiarisce la reale dimensione del desiderio nel rapporto interumano. Il significato di coraggio, costanza, lavoro per il processo di conoscenza si vede nel momento in cui si consideri il contesto storico nel quale il libro è stato scritto, ovvero nel contesto dell’operazione culturale di isolamento ed eliminazione cui il primo volume era stato sottoposto.
Quarto della collana, La marionetta e il burattino è il libro dalle molte scoperte.
Scoperta della resistenza: scoperta dell’inevitabile controtransfert psicotico del “metodo” freudiano: scoperta dell’identificazione come prassi e teorizzazione del dominio nella società borghese: scoperta del desiderio come reale rapporto interumano: scoperta del metodo rivoluzionario (la maschera) e, infine, la fondamentale, scoperta della donna. Ed è il libro stesso con il suo essere come è, scientificamente rigoroso e profondamente poetico, tanto da giungere a fare della poesia sulla dimensione più orribile e terrificante dell’uomo, la schizofrenia, che si costituisce come donna e rappresenta la donna come dovrebbe essere e come dovrebbe fare, resistendo alle tre streghe dell’annullamento, negazione e sadismo, resistendo alla tragedia della castrazione cui la violenza della società (non dell’uomo) la obbliga, resistendo al tentativo continuo di confonderla sulla propria realtà umana che non è mancanza di pene ma inconscio mare calmo e desiderio come per l’uomo.
Quarto della collana, La marionetta e il burattino è il libro che è centrale nel lavoro dell’autore, nel tempo e nella teorizzazione, come è centrale, nelle tre dimensioni dell’essere, il bambino, la donna, l’operaio, la dimensione donna che non può essere nè può illudersi di poter essere senza le altre due. La pena di simile illusione sarebbe quella di tornare ad essere la strega che fornica con il diavolo, di tornare a fare la ribellione del castrato, la ribellione dell’odio e della violenza inutile, la pena del rogo del desiderio cieco, della pazzia della coazione a ripetere l’odio e rabbia eterna.
Premessa
I. La resistenza all’analisi
- Chi è l’analista? L’Io e la resistenza all’analisi
- Resistenza e transfert
- L’istituzione e la psicoanalisi
- La nevrosi di controtransfert
- La resistenza dell’analizzando può essere espressione di validità
II. L’indifferenza
- L’alleanza terapeutica
- La schizofrenia simplex
- La dimensione non analitica
III. L’esibizionismo
- La schizofrenia ebefrenica
- L’interlocutore
- La separazione
- La rivolta e la liberazione
- La conoscenza e il rifiuto del sapere
- La negazione e il rifiuto
- La prassi rivoluzionaria come rifiuto di proprie situazioni interiori
- Il latte buono
- Lo sperma fecondante
- La dimensione non analitica
IV. L’oggetto psichico
- Identificazione introiettiva e proiettiva
- La fantasia inconscia
- L’istinto sessuale
- La persocutorietà della realtà non materiale
- Trasformazione e attività
- L’enigma della Sfinge
- Il diverso
- La verità come prassi
- L’essere come divenire
- Il rapporto
- La separazione
- La trasformazione
- La sessualità
- La dimensione non analitica
V. Il desiderio
- Il sogno di Irma
- I vampiri
- Il desiderio cieco
- La manifestazione e l’intenzione
- La paranoia
- Il triangolo
- La soddisfazione del desiderio
- Il concetto di frustrazione nel rapporto di desiderio
- Desiderio e creatività
- La proprietà del pensiero e del sapere rende inesistente il pensiero
- Rapporto sessuale
- Rapporto alimentare
- Il maestro analista
- La dimensione analitica
VI. Il rapporto sadomasochistico
- Apparenza e realtà
- I sensi fisici non ci ingannano
- La maschera
- Il contenente diventa contenuto
- Il contenuto diventa contenente
- La maschera che copre ciò che non è umana
- La maschera dell’ipocrisia
- La maschera e l’apparenza e copre ciò che è umano
- La maschera dell’attore
- Coloro che non si mascherano
- L’espressione
- La sparizione del contenuto
- Il rapporto con la realtà
- Lo stanzone dei ricordi
- I due ricordi
- Ricordo, rapporto con il contenuto (introiezione e proiezione della sostanza); rapporto con il contenente (identificazione introiettiva)
- Il burattinaio
- L’inganno
Stenos Opaios – Fotografia Stenopeica
La Libreria Editrice Ossidiane organizza un Workshop di Fotografia Stenopeica.

La fotografia stenopeica (dal greco stenos opaios, cioé piccolo foro), più che una tecnica, è una vera e propria filosofia di ripresa, con alle spalle secoli di storia, visto che il foro stenopeico veniva già impiegato (dai pittori ad esempio) ben prima dell’invenzione della fotografia.





Con questa tecnica si utilizza per creare le immagini – invece di una o più lenti (cioè di un obiettivo) – la diffrazione della luce che passa attraverso un foro piccolissimo (si parla di frazioni di millimetro) realizzato in una sottile lamina metallica. Il risultato sono fotografie generalmente poco definite, ma (è bene sottolinearlo) non “sfocate” (anzi, la profondità di campo è totale).
La fotografia stenopeica è un viaggio nella storia della visione e della creatività umana, una continua scoperta, una fonte inesauribile di ispirazione e consente di fare una sorta di pausa di riflessione, di rallentare (anche per i tempi di scatto lentissimi!), di rinunciare all’acquisto di macchinari sempre più potenti e costosi per tornare ad avere cura per la propria arte: una scatola, del lamierino, un ago, un po’ di carta fotografica bianco e nero o un rullo negativo sono sufficienti per creare la fotocamera da utilizzare per le nostre fotografie.
Niente ci impedirà poi di tornare a divertirci con la fotocamera digitale da 32 megapixel, ma almeno lo farete (garantito) con rinnovata consapevolezza.
Durante questo workshop, oltre a parlare degli aspetti puramente tecnici, vedremo come realizzare un foro stenopeico, da utilizzare per semplici fotocamere autocostruite o come sostituto dell’obiettivo della nostra reflex digitale o della nostra Mirrorless. Dopo aver predisposto l’attrezzatura (digitale o a pellicola) si andrà in giro per gli splendidi vicoli del centro storico di Roma per realizzare le fotografie, Al ritorno in sede, provvederemo a sviluppare le fotografie analogiche e a visionare le foto digitali e trarremo le conclusioni.
Il corso è tenuto da Marco Scataglini ed è a numero chiuso (con un numero minimo di 8 partecipanti e un numero massimo di 12).
Nel caso di maggiori richieste verrà organizzata una seconda data.
La prenotazione è obbligatoria, si richiede un anticipo di euro (da scalarsi dalla quota) al momento dell’iscrizione.
La carta fotografica bianco e nero, i chimici per lo sviluppo e i materiali per realizzare il foro stenopeico saranno forniti dall’organizzazione.
Spostamenti e pranzo al sacco a cura dei partecipanti.
Ragione e Etica – Un Esame del Posto della Ragione nell’Etica
Titolo originale: An examination of the place of reason in ethics
Autore/i: Toulmin Stephen
Editore: Ubaldini Editore
prefazione dell’autore, traduzione di Paola Borioni Lacaldano.
pp. 248, Roma
Questo libro è un tentativo di applicare al discorso etico le tecniche di analisi messe a punto dal secondo Wittgenstein. Esso propone una “ricostruzione dell’etica” dimostrando che il discorso etico costituisce un linguaggio del tutto razionale.
Stephen Toulmin è uno dei più autorevoli filosofi contemporanei. Insegna alla Northwestern University e ha pubblicato numerose opere dedicate all’etica, alla Storia della scienza e all’epistemologia. Tra i suoi libri sono stati tradotti in Italia: Che cosa è la filosofia della scienza; Previsioni e conoscenza. Un’indagine sugli scopi della scienza; Cosmopolis; Gli usi dell’argomentazione e (scritto in collaborazione con Allan Janik) La grande Vienna.
La Grande Vienna
La formazione di Wittgenstein nella Vienna di Schönberg, di Musil, di Kokoschka, del dottor Freud e di Francesco Giuseppe
Autore/i: Janik Allan; Toulmin Stephen
Editore: Garzanti Editore
prima edizione, prefazione degli autori, traduzione dall’inglese di Ugo Giacomini, titolo originale: «Wittgenstein’s Vienna».
pp. 316, Milano
«Era viennese, capite? Freud e tutto il resto…»: così, forse, potremmo riassumere una certa anglosassone perplessità di fronte a Ludwig Wittgenstein, professore a Cambridge. Si riconosceva in lui un residuo esotico, che ne faceva una sorta di aerolito nell’universo accademico del Trinity College: l’origine viennese era una timida giustificazione invocata davanti all’eterodossia di certi suoi detti, alla sua spinosa eccentricità. Una cosa appariva certa, tuttavia: Wittgenstein era inglese come filosofo; per il suo Tractatus logico-philosophicus era partito dalle idee e dai metodi di un Bertrand Russell e di un G.E. Moore; aveva proseguito e straordinariamente affinato le loro ricerche. Certezza, questa, che La grande Vienna di Janik e Toulmin revoca in dubbio. Dietro la figura di Wittgenstein professore a Cambridge viene squadernata, ai nostri occhi, la straordinaria città in cui l’autore del Tractatus era nato e si era formato; ecco dunque Vienna, tra il vecchio secolo e il nuovo: una città in cui vivono Sigmund Freud, Robert Musil, Arnold Schönberg, Karl Kraus, Oskar Kokoschka, Adolf Loos; in cui, nel giro di pochi anni, germinano la musica dodecafonica, l’architettura moderna, il positivismo logico e giuridico, la pittura astratta, la psicoanalisi. Lì cresce Wittgenstein, in una famiglia intelligentissima, terribile, funestata dal suicidio; in una casa frequentata da musicisti come Gustav Mahler o Bruno Walter, che amano discutere di filosofia kantiana o di Schopenhauer. Strano libro, questo di Janik e Toulmin! Potrebbe sembrare un ideorama della tarda Vienna asburgica; in verità esso svolge, in maniera addirittura stringente, una tesi precisa: Wittgenstein era un intellettuale viennese formatosi in un ambiente neokantiano in cui appariva naturale considerare logica e etica legate l’una all’altra e alla critica del linguaggio. Per convalidare il loro punto di vista, Jamik e Toulmin sono stati costretti a puntare l’attenzione su figure minori, come Fritz Mauthner; a sottolineare aspetti alquanto trascurati, come gli interessi filosofici di Schönberg; a individuare fortemente una figura mercuriale e guizzante come quella di Karl Kraus. La grande Vienna è diventato così un libro di scoperte e di piaceri intellettuali per tutti; per chi poi abbia interessi filosofici, esso resta una guida all’intelligenza genetica di Wittgenstein e del Tractatus.
Allan Janik ha conseguito il dottorato al Brandeis, Mass., e ha insegnato filosofia per quattro anni al La Salle College di Filadelfia. Attualmente risiede in Pennsylvania.
Stephen Toulmin è titolare della cattedra di filosofia all’Università di California in Santa Cruz. Conseguito il dottorato a Cambridge, ha insegnato filosofia al Brandeis e in Florida; è autore di cinque testi filosofici e coautore di tre libri di storia della scienza. Collabora con saggi e articoli a «Encounter» e a «The New York Revue of Books».


