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Libri dalla categoria Metafisica

Ragione e Etica – Un Esame del Posto della Ragione nell’Etica

Ragione e Etica – Un Esame del Posto della Ragione nell’Etica

Titolo originale: An examination of the place of reason in ethics

Autore/i: Toulmin Stephen

Editore: Ubaldini Editore

prefazione dell’autore, traduzione di Paola Borioni Lacaldano.

pp. 248, Roma

Questo libro è un tentativo di applicare al discorso etico le tecniche di analisi messe a punto dal secondo Wittgenstein. Esso propone una “ricostruzione dell’etica” dimostrando che il discorso etico costituisce un linguaggio del tutto razionale.

Stephen Toulmin è uno dei più autorevoli filosofi contemporanei. Insegna alla Northwestern University e ha pubblicato numerose opere dedicate all’etica, alla Storia della scienza e all’epistemologia. Tra i suoi libri sono stati tradotti in Italia: Che cosa è la filosofia della scienza; Previsioni e conoscenza. Un’indagine sugli scopi della scienza; Cosmopolis; Gli usi dell’argomentazione e (scritto in collaborazione con Allan Janik) La grande Vienna.

La Grande Vienna

La Grande Vienna

La formazione di Wittgenstein nella Vienna di Schönberg, di Musil, di Kokoschka, del dottor Freud e di Francesco Giuseppe

Autore/i: Janik Allan; Toulmin Stephen

Editore: Garzanti Editore

prima edizione, prefazione degli autori, traduzione dall’inglese di Ugo Giacomini, titolo originale: «Wittgenstein’s Vienna».

pp. 316, Milano

«Era viennese, capite? Freud e tutto il resto…»: così, forse, potremmo riassumere una certa anglosassone perplessità di fronte a Ludwig Wittgenstein, professore a Cambridge. Si riconosceva in lui un residuo esotico, che ne faceva una sorta di aerolito nell’universo accademico del Trinity College: l’origine viennese era una timida giustificazione invocata davanti all’eterodossia di certi suoi detti, alla sua spinosa eccentricità. Una cosa appariva certa, tuttavia: Wittgenstein era inglese come filosofo; per il suo Tractatus logico-philosophicus era partito dalle idee e dai metodi di un Bertrand Russell e di un G.E. Moore; aveva proseguito e straordinariamente affinato le loro ricerche. Certezza, questa, che La grande Vienna di Janik e Toulmin revoca in dubbio. Dietro la figura di Wittgenstein professore a Cambridge viene squadernata, ai nostri occhi, la straordinaria città in cui l’autore del Tractatus era nato e si era formato; ecco dunque Vienna, tra il vecchio secolo e il nuovo: una città in cui vivono Sigmund Freud, Robert Musil, Arnold Schönberg, Karl Kraus, Oskar Kokoschka, Adolf Loos; in cui, nel giro di pochi anni, germinano la musica dodecafonica, l’architettura moderna, il positivismo logico e giuridico, la pittura astratta, la psicoanalisi. Lì cresce Wittgenstein, in una famiglia intelligentissima, terribile, funestata dal suicidio; in una casa frequentata da musicisti come Gustav Mahler o Bruno Walter, che amano discutere di filosofia kantiana o di Schopenhauer. Strano libro, questo di Janik e Toulmin! Potrebbe sembrare un ideorama della tarda Vienna asburgica; in verità esso svolge, in maniera addirittura stringente, una tesi precisa: Wittgenstein era un intellettuale viennese formatosi in un ambiente neokantiano in cui appariva naturale considerare logica e etica legate l’una all’altra e alla critica del linguaggio. Per convalidare il loro punto di vista, Jamik e Toulmin sono stati costretti a puntare l’attenzione su figure minori, come Fritz Mauthner; a sottolineare aspetti alquanto trascurati, come gli interessi filosofici di Schönberg; a individuare fortemente una figura mercuriale e guizzante come quella di Karl Kraus. La grande Vienna è diventato così un libro di scoperte e di piaceri intellettuali per tutti; per chi poi abbia interessi filosofici, esso resta una guida all’intelligenza genetica di Wittgenstein e del Tractatus.

Allan Janik ha conseguito il dottorato al Brandeis, Mass., e ha insegnato filosofia per quattro anni al La Salle College di Filadelfia. Attualmente risiede in Pennsylvania.

Stephen Toulmin è titolare della cattedra di filosofia all’Università di California in Santa Cruz. Conseguito il dottorato a Cambridge, ha insegnato filosofia al Brandeis e in Florida; è autore di cinque testi filosofici e coautore di tre libri di storia della scienza. Collabora con saggi e articoli a «Encounter» e a «The New York Revue of Books».

Alle Origini della Reconquista – Pratiche e Immagini della Guerra tra Cristianità e Islam

Alle Origini della Reconquista – Pratiche e Immagini della Guerra tra Cristianità e Islam

Autore/i: Vanoli Alessandro

Editore: Nino Aragno Editore

introduzione dell’autore.

pp. 472, Torino

Si è tornati a parlare del Cid Campeador, della Reconquista, della “guerra di Granada”: si sono riavviate le discussioni sulla natura cristiana dell’identità storica spagnola o sul suo carattere complesso e composito nel quale cristiani, ebrei e mori hanno collaborato a creare una sintesi distinta semmai dal contributo, ma anche dall’intrusione, dei francos scesi dai Pirenei.
Ci si è anche molto interrogati, in tempi recenti e meno recenti – e penso ai lavori di Francesco Gabrieli, di Emanuel Sivan, di Amin Maalouf – sulla ricezione araba del movimento crociato; mentre vere e proprie biblioteche sono ormai dedicate, per evidenti motivi d’attualità, al tema del jihad, se esso sia stato il fatto che ha determinato le crociate, o se invece sia vero il contrario, ed esso vada letto essenzialmente come una “controcrociata”.
Dal canto suo il libro di Alessandro Vanoli riesce a spiegare, con un’impressionante abbondanza di dati e un sempre vigile spirito critico, in quali modi il secolare confronto tra armi cristiane ed armi musulmane in terra iberica si andò intrecciando a forme di alleanza e addirittura di amicizia tra principi, guerrieri e addirittura popolazioni di diversa fede. (Franco Cardini)

Alessandro Vanoli (nato a Bologna nel 1969) insegna Politica comparata del Mediterraneo presso l’Università di Bologna, sede di Ravenna. Tra le sue pubblicazioni: I cammini dell’Occidente. Il Mediterraneo tra i secoli IX e X (2001); Alle origini della Reconquista. Pratiche e immagini della guerra tra cristianità e Islam (2003); Il mondo musulmano e i volti della guerra. Conflitto politica e comunicazione nella storia dell’Islam (2005).

Storia di un Enigma – Vita di Alan Turing 1912-1954

Storia di un Enigma – Vita di Alan Turing 1912-1954

Titolo originale: Alan Turing: The Enigma

Autore/i: Hodges Andrew

Editore: Bollati Boringhieri Editore

prima edizione, traduzione di David Mezzacapa.

pp. VII-768, illustrazioni in bianco e nero, Torino

La vita di Alan Turing è stata fino a oggi avvolta dal mistero, anche per chi sa tutto delle sue scoperte. Autore, nel 1936, del manifesto del nuovo ordine tecnologico (On Computable Numbers), il matematico inglese spiegò la natura e i limiti teorici delle macchine logiche prima che fosse costruito un solo computer. Ma Turing fu anche uno di coloro che durante la Seconda guerra mondiale avevano decifrato i codici della macchina crittografica tedesca, l’Enigma, ed era a conoscenza di importanti informazioni riguardanti la sicurezza nazionale.
Quanto al fatto che si fosse tolta la vita tragicamente, Turing fu trovato sul letto, sereno, morto per avvelenamento da cianuro. Nessuno fece indagini, trattandosi di un caso molto evidente di suicidio: chi poteva avere interesse a ucciderlo o a inscenare un falso suicidio? Era un matematico, non una spia. Lo scienziato però non lasciò messaggi, anzi, il giorno della sua morte aveva preso impegni per i giorni successivi e aveva già fatto progetti per le imminenti vacanze estive.
Tra i suoi colleghi di Cambridge circolava la voce che fosse «perseguitato»; di certo lo era stato per la sua omosessualità, ma in modo – tutto sommato – abbastanza blando, e la versione ufficiale tuttora non convince. Probabilmente – sostiene Hodges – Turing era diventato un rischio per la sicurezza dei servizi segreti inglesi e americani, con i suoi incontrollabili viaggi all’estero e i suoi contatti con giovani sconosciuti.
L’autore di questa accurata biografia, oltre a mettere in luce l’itinerario scientifico dell’inventore del computer, si propone anche come «spy story» e fa emergere particolari sconosciuti che fanno pensare a quello di Turing come a un altro caso Oppenheimer: lo scienziato sacrificato sull’altare della sicurezza nazionale.

Andrew Hodges è nato a Londra nel 1949. Ha studiato matematica a Cambridge.

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Ringraziamenti

Storia di un enigma

PARTE PRIMA – L’astratto

  • Esprit de corps
  • Lo spirito della verità
  • Gli uomini nuovi
  • La guerra dei relè
  • Interludio

PARTE SECONDA – Il concreto

  • La rincorsa
  • L’attesa
  • L’albero del verde bosco
  • L’ultima spiaggia

Poscritto
Nota dell’autore
Note bibliografiche
Bibliografia di Alan M. Turing
Indice analitico

Il Sistema Mondiale dell’Economia Moderna

Il Sistema Mondiale dell’Economia Moderna

Titolo originale: The Modern World-System

Autore/i: Wallerstein Immanuel

Editore: Società Editrice Il Mulino

in copertina: Allegoria del commercio, di J. Amman (1539-1591).

pp. 514, Bologna

Tranne che nel caso de «Le origini sociali della dittatura e della democrazia» di Barrington Moore, nell’ultimo decennio nessuna opera, nel campo delle scienze storico-sociali, ha suscitato tanto interesse, al suo apparire, quanto questa di Wallerstein. Si tratta infatti di un tentativo molto ambizioso, e estremamente stimolante – «Il miglior libro di storia analitica che io abbia letto negli ultimi dieci anni» ha scritto Ferdinand Braudel – di interpretazione generale dell’evoluzione economico-sociale del mondo moderno, ai suoi inizi (dalla metà del ’400 alla metà del ’600) Un lavoro basato sull’analisi di una vastissima letteratura, condotto secondo ipotesi interpretative nuove, che «offrono un quadro di riferimento per l’interpretazione della storia europea di grande valore» (Ferdinand Braudel) e che «combinando storia, economia, sociologia e scienza politica, contribuiscono a porre tutte queste discipline su un nuovo livello di comprensione» (Eric C. Wolf), «il primo e unico tentativo serio, globale e riuscito, di proporre un’analisi e una spiegazione dello sviluppo originario dell’economia mondiale, la cui comprensione è essenziale per una giusta valutazione di tutti i successivi sviluppi» (André Gunder Frank). Un libro che sta suscitando vivaci polemiche, in particolare fra gli storici, ma che è certamente un importante avvenimento intellettuale.

Immanuel Wallerstein insegna nel dipartimento di Sociologia della State University of New York a Binghamton, dove dirige il «Fernand Braudel Center for the Study of Economics Historical Systems and Civilisations». Autore di importanti contributi di ricerca nel campo della storia economico-sociale, della sociologia e dell’antropologia, si è imposto all’attenzione generale con questo volume, uscito nel 1974 negli Stati Uniti e in Inghilterra e di cui stanno per uscire, in concomitanza con l’edizione italiana, l’edizione francese e tedesca.

Scritti Giovanili – I

Scritti Giovanili – I

Autore/i: Hegel Georg Wilhelm Friedrich

Editore: Guida Editori

premessa, cura e traduzione di Edoardo Mirti, presentazione di Fulvio Tessitore.

pp. 608, Napoli

Sulla fine del 1989, nella collana delle Opere complete di Hegel pubblicata da Felix Meiner e edita dall’Accademia delle Scienze della Renania-Westfalia, è apparso il primo volume degli Scritti giovanili, a cura di Friedhelm Nicolin e Gisela Schuler. Esso raccoglie, in edizione critica, tutti gli scritti del «giovane Hegel» dal 1785 al 1796. L’edizione, cui si richiama la presente traduzione italiana curata da Edoardo Mirri, stabilisce in maniera definitiva il testo, storicamente assai rilevante, degli scritti giovanili del filosofo; consente, inoltre, una corretta interpretazione di tutta la produzione giovanile hegeliana. Dalla presente edizione emerge infatti tutta l’inconsistenza del presupposto che ha sempre condizionato la lettura degli scritti hegeliani di Tubinga e Berna: che cioè a Hegel stesse a cuore, secondo l’impeto proprio del romanticismo, una «religione popolare e nazionale tedesca». Ricostruiti criticamente e riportati alla loro versione originaria, gli scritti giovanili di Hegel svelano l’indubbia sostanza illuministica e kantiana dei primi passi del filosofo tedesco.

Modelli per la Mia Vita

Modelli per la Mia Vita

L’autobiografia del padre dell’intelligenza artificiale e Premio Nobel per l’economia

Autore/i: Simon Herbert A.

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione di Antonio Bellomi, titolo originale: Models of My Life.

pp. 546, Milano

In un’epoca di esasperata ricerca della specializzazione emerge la poliedrica figura di Herbert A. Simon, padre dell’intelligenza artificiale e premio Nobel per l’economia nel 1978, ma anche esperto di teoria dell’organizzazione, inventore del concetto di razionalità limitata, psicologo e filosofo della scienza.
Modelli per la mia vita, la sua appassionante autobiografia, ricostruisce la storia di alcune delle più importanti scoperte scientifiche del ventesimo secolo ed è insieme il ritratto di un personaggio assolutamente unico nel panorama della cultura del Novecento. Simon si presenta come un autentico «uomo del Rinascimento», versato in tutte le scienze fisiche e umane, un modello di studioso che l’odierna rigida divisione del sapere in campi pareva avere del tutto cancellato. Studioso di teoria dell’organizzazione e di management, a soli trent’anni, nel 1947, diventa famoso in ambito accademico con il suo saggio Il comportamento amministrativo. Si interessa poi ai linguaggi di programmazione dei computer ed esplorando i processi simbolici e cognitivi della mente umana getta le basi per lo studio di una nuova disciplina: l’intelligenza artificiale. Nel 1967 diviene membro dell’Accademia nazionale delle scienze e nel 1968 è chiamato a far parte dell’eletta schiera dei consiglieri scientifici della Casa Bianca.
Di estremo interesse è anche anche la sua testimonianza sul mondo della ricerca universitaria americana, con le sue inesauribili risorse ma anche con le feroci rivalità che lo rendono altamente competitivo. Figura polemica dalla intensa vita accademica e politica, Simon ha avuto nel corso della sua carriera occasione di incontrarsi e scontrarsi con alcune delle personalità del mondo della cultura e della scienza più in vista del nostro secolo, da Carnap a Mandelbrot, da Jorge Luis Borges a Bertrand Russell.
In un’esposizione che privilegia il gusto del racconto e che alterna episodi di vita privata allo stimolante resoconto dell’evolversi della ricerca, termini come «razionalità limitata», «processi decisionali» e «intelligenza artificiale» diventano familiari perché non più astratti, ma momenti concreti della vita di Herbert A. Simon, uomo e scienziato.

Herbert A. Simon insegna informatica alla Carnegie Mellon University ed è autore, tra le numerose altre opere, di Il comportamento amministrativo e La scienza dell’artificiale.

Consigli a un Giovane Scienziato

Consigli a un Giovane Scienziato

Titolo originale: Advice to a Young Scientist

Autore/i: Medawar Peter B.

Editore: Bollati Boringhieri Editore

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Anna Calissano.

pp. 136, Milano

Un premio nobel per la medicina spiega in questo libro che cosa significa abbracciare la carriera del ricercatore, quali doti richieda, quali problemi comporti, quali prospettive dischiuda. Una guida benevola, intrisa di humour, che si indirizza ai giovani, ai meno giovani, ma anche ai non specialisti che sono interessati all’attività e alle motivazioni degli scienziati. Medawar respinge i vari stereotipi dello scienziato geniale, eroico, “mistico” o demoniaco, per riportare il discorso alla concretezza: quali sono i motivi che spingono un individuo alla ricerca, come si sceglie l’argomento, come si conduce l’apprendistato, come si presenta un lavoro, come si tengono i rapporti con i colleghi e gli anziani. Ma insieme a tutto questo Medawar tocca agilmente i delicati problemi etici, filosofici e metodologici connessi con la ricerca.

“Ho cercato – dice – di scrivere quel tipo di libro che mi sarebbe piaciuto leggere quando intrapresi il mestiere di scienziato”.

Sir Peter B. Medawar ha ottenuto il Nobel 1960 per i suoi studi sul rigetto. Già direttore del British National Institute for Medical Research, lavora attualmente sulla biologia dei tumori. Tra le sue opere in edizione Boringhieri: La nuova immunologia (in collaborazione con E. M. Lance e E. Simpson).

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Prefazione
Introduzione

  1. Come scoprire se si è tagliati per la ricerca
  2. Quale sarà ill mio argomento di ricerca?
  3. L’apprendistato scientifico: come farlo o perfezionarlo
  4. Discriminazione sessuale e razzismo nel mondo della ricerca
  5. Aspetti della vita scientifica e della sua etica
  6. Scienziati giovani e scienziati anziani
  7. La presentazione del lavoro
  8. Esperimento e scoperta
  9. Premi e ricompense
  10. Il processo scientifico
  11. Migliorismo scientifico e messianismo scientifico

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La Terra e L’Uomo in Estremo Oriente

La Terra e L’Uomo in Estremo Oriente

Titolo originale: La terre et l’homme en Extreme-Orient

Autore/i: Gourou Pierre

Editore: Franco Angeli Editore

prefazione Di Enrica Collotti Pischel, traduzione Andrea Calizzi, collana: Geografia Umana diretta da Lucio Gambi.

pp. 280, nn. ill. in b/n, Milano

Quest’opera vuol mettere in luce le ragioni della formazione, su vasti spazi, della cultura delle masse contadine che caratterizzano, con densità enormi di popolamento, l’Estremo Oriente. Le condizioni ambientali delle regioni orientali del continente asiatico sono insufficienti a giustificare da sole la formazione di questa “cultura” – o meglio “civiltà” – agricola, con i suoi tipi di insediamento, i suoi modi di uso e sistemazione della terra e delle acque, i suoi rapporti di lavoro durati fino a metà del nostro secolo. Il discorso del Gourou, per esaminare la genesi di questa civiltà, si svolge perciò, in larga misura, su di un piano storico. Gli ultimi venticinque anni di storia naturalmente – e di ciò ha tenuto conto l’autore – hanno inciso in termini radicali nelle strutture sociali della civiltà contadina di questi paesi (sia pure per ragioni molto diverse, e quindi con soluzioni fortemente differenziate in Cina, in Giappone, in Vietnam).

Pierre Gourou iniziò a insegnare geografia nel 1926 nell’Università di Hanoi, e da allora ha continuato a dedicarsi allo studio della geografia dei paesi tropicali, insegnando poi dal 1936 nell’Università di Bruxelles, e infine dal 1947 al 1970 al College de France. Il mondo tropicale ha formato così per cinquanta anni il centro dei suoi interessi scientifici, ed egli ne è diventato, in Europa, uno dei più fondati e acuti conoscitori.
Oltre il presente volume, che è la sua opera più nota, sono da ricordare: Les pays tropicaux (prima edizione 1947, ultima edizione 1969, tradotta in italiano nel 1972), i volumi di inquadramento geografico l’Asie (1953) e l’Afrique (1970), e la raccolta di Leçons de géographie tropicale (1971), che aduna le sintesi delle lezioni tenute negli ultimi venticinque anni al College de France.

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Prefazione all’edizione italiana di Enrica Collotti Pischel

  1. L’Estremo Orientale
  2. Continuità climatica
  3. Un’area culturale
  4. La densità della popolazione
  5. Una civiltà agricola
  6. Tecniche agricole
  7. L’annata ed il paesaggio agricoli
  8. Le produzioni dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca
  9. Alimentazione contadina
  10. Industria e commercio contadini
  11. Povertà contadina
  12. L’inquadramento dei contadini: principi tradizionali
  13. L’inquadramento familiare
  14. Le case rurali
  15. L’inquadramento del villaggio
  16. Cambiamenti di civiltà, cambiamenti di paesaggi rurali

Bibliografia

Elogio della Gentilezza

Elogio della Gentilezza

Titolo originale: On Kindness

Autore/i: Phillips Adam; Taylor Barbara

Editore: Ponte alle Grazie

prima edizione, traduzione di Marcello Monaldi.

pp. 114, Milano

Chi è così pazzo da negare l’esistenza della gentilezza, scriveva Hume, ha semplicemente perso il contatto con la sua realtà emotiva, «ha dimenticato i moti del suo cuore».

«Ci apparteniamo reciprocamente» scrive il filosofo Alan Ryan e una vita buona è quella «che rispecchia questa verità». Ma oggi questa verità è tramontata. Le grandi aspirazioni odierne sono l’indipendenza e la fiducia in se stessi: l’«appartenenza reciproca» è invece temuta e taciuta. È diventata uno dei grandi tabù della nostra società. Perché?

«Uno psicanalista che riesce a evitare il gergo oscuro che affligge la maggior parte degli autori del suo campo, e scrive saggi sommamente originali». (Alain de Botton)

Questo libro, bellissimo e prezioso, è l’elogio di un valore sommerso e discreto, declinabile in varie maniere: la gentilezza, quella capacità di ascoltare e accogliere le fragilità altrui, che è anche generosità, altruismo, solidarietà, amorevolezza. L’intento non è né moralistico né edificante: la gentilezza è semplicemente uno dei modi migliori per essere felici, è un piacere fondamentale per il nostro benessere. La domanda che muove l’indagine è la seguente: perché la gentilezza è diventata per la nostra epoca un tabù?
Oggi molte persone trovano questo piacere incredibile o quantomeno sospetto, la maggior parte di noi pensa che in fondo siamo tutti cattivi e pericolosi, competitivi e autoreferenziali. Scritto da una storica e da uno psicanalista, questo libro cerca di rispondere alla domanda e affianca al confronto con la psicanalisi una dettagliata ricostruzione storica, che va dalla grecità ai nostri giorni, del tema della gentilezza, come valore irrinunciabile della vita buona.
Mostra quando e perchè tale fiducia si è dissolta e spiega le conseguenze di una simile trasformazione. La gentilezza che rende la vita degna di essere vissuta e ogni attacco rivolto contro di lei è un attacco contro le nostre speranze.

«Non credo che la psicanalisi sia meglio del lavoro a maglia o dell’aromaterapia. Credo che sia diversa. Utile per certe cose e non per altre». (Adam Phillips)

Adam Phillips, psicanalista, autore di numerosi saggi, curatore delle opere di Freud per i Classici Penguin, è stato primario di Psicoterapia infantile al Charing Cross Hospital di Londra.
Di Adam Phillips Ponte alle Grazie ha pubblicato: I lombrichi di Darwin e la morte di Freud; La scatola di Houndini; Paure ed esperti; Normalmente. Vive a Londra.

Barbara Taylor è una storica che ha pubblicato parecchi saggi di storia del femminismo e una biografia intellettuale di Mary Wollstonecraft.

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  1. Contro la gentilezza
  2. Breve storia della gentilezza
  3. Gentili come?
  4. L’istinto della gentilezza
  5. La gentilezza moderna

Invito alla Meditazione

Invito alla Meditazione

Autore/i: Bortone Emilio S. J.

Editore: Desclée & C. Editori Pontifici

premessa dell’autore.

pp. 136, Città di Castello

«Il presente libro non è stato scritto con l’esplicito intento di rivedere per minuto le bucce a codesti autori, ma per offrire al lettore un quadro (necessariamente limitato, data l’indole del libro) delle forme tradizionali di orazione mentale ordinaria, delle difficoltà che vi s’incontrano, e nel contempo per mettere in giusta luce alcuni dei più importanti principi che la reggono e la regolano, a fraintendere i quali si corre il rischio di trascurarla, o di farla male, o di svuotarla di tutto il suo contenuto soprannaturale.
Principi, ormai da secoli entrati «in circolo» nel Corpo Mistico, e che affondano le loro radici nella Rivelazione e nella prassi, a cominciare da Gesù medesimo e da San Paolo, ai Padri del deserto; dai grandi dottori medioevali, ai mistici del secolo ventesimo; ai quali tutti l’autore, nello stendere queste pagine, si è frequentemente richiamato, ed a nome dei quali ha osato porre al libro un titolo che solo la dottrina, l’esperienza, ma soprattutto la loro vita poteva suggerire.
Il poco conto che da più parti oggi si fa dei metodi di preghiera, e, in genere delle norme, dei suggerimenti che si danno per essa, si spiega forse col fatto che nessun mezzo di vita spirituale quanto l’orazione mentale (per i suoi caratteri di immediatezza, spontaneità, intimità) poco tollera norme, regole ecc. che – si dice – tarpando le alt all anima, ne impediscono il libero volo verso Dio.
L’obiezione ha la sua parte di verità. Ogni norma, ogni legge restringe sempre, più o meno, la libertà individuale. Ma come in tutti gli altri campi dell’attività umana la legge si volge sempre in bene di chi la osserva[…]»

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LA PREGHIERA MENTALE COLLOQUIO CON DIO

  • Preghiera di domanda e preghiera mentale
  • La preghiera mentale: colloquio, non monologo
  • Il solo colloquio possibile

LA MEDITAZIONE O DELL’ORAZIONE DISCORSIVA

  • Meditare è conoscere Dio
  • Meditare è conoscere se stesso
  • Meditare è pregare

IL METODO

  • Valore del metodo
  • La lettera e lo spirito
  • Il metodo, garanzia di successo

LA PREGHIERA MENTALE E NECESSARIA?

  • La preghiera mentale, vita dell’anima
  • Preghiera mentale e vita di grazia
  • La preghiera mentale, esigenza dell’anima

LE DIFFICOLTÀ

  • Il tempo
  • Le distrazioni e l’aridità
  • Forme suppletive della meditazione
  • Pregare è perseverare
  • Gioia sensibile e gioia spirituale

L’ORAZIONE AFFETTIVA

  • Dal lavorio dell’intelligenza ai palpiti del cuore
  • Lo Spirito non tollera ritardi
  • Illusioni e realtà

L’ORAZIONE DI SEMPLICE SGUARDO O DELLA CONTEMPLAZIONE ACQUISITA

  • Semplicità e non semplicismo
  • La chiamata
  • Sulle soglie della contemplazione infusa

AZIONE E ORAZIONE

  • Azione o orazione?
  • La necessità dell’azione
  • Il primato dell’orazione
  • Le esigenze della Charitas

Leggere negli Occhi – Come Capire il Carattere, le Emozioni e la Salute di una Persona dall’esame dei Suoi Occhi

Leggere negli Occhi – Come Capire il Carattere, le Emozioni e la Salute di una Persona dall’esame dei Suoi Occhi

Titolo originale: Eye Signs

Autore/i: Jackson Adam J.

Editore: Armenia Editore

ringraziamenti e introduzione dell’autore, traduzione di Davide Ballarini.

pp. 224, nn. illustrazioni b/n, Milano

Occhio specchio dell’anima. La veridicità di questo detto e ampiamente dimostrata dall’Autore Adam J. Jackson il quale, esperto di fisiognomica, insegna a esaminare l’occhio (nella sua forma, colore, grandezza, limpidezza) per giungere a una comprensione delle caratteristiche salienti della personalità di un individuo nonché delle sue condizioni di salute, dei suoi eventuali problemi di origine psicologica, stati d’animo, pensieri, persino quelli che desidererebbe mantenere celati.
L’Autore spiega come sia possibile diagnosticare una molteplicità di malattie esaminando attentamente l’occhio di una persona (dalla depressione al cattivo funzionamento delle arterie) e come sia facile sedurre, convincere, stabilire una magica intesa con gli altri comunicando attraverso lo sguardo.
Arricchito da una quantità di disegni esplicativi che rappresentano le innumerevoli forme che possono avere gli occhi e facilitano al lettore la comprensione del testo, Leggere negli occhi rientra in quel filone capace di fornire tutti gli elementi per imparare a conoscere meglio se stessi e quanti ci stanno attorno, partendo dal presupposto che esiste una profonda connessione fra la fisionomia di un individuo e i suoi tratti psicologici.

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Ringraziamenti
Introduzione

Capitolo 1 – Gli occhi : le finestre dell’anima

Capitolo 2 – La storia dell’analisi oculare

Capitolo 3 – La salute negli occhi

Capitolo 4 – Lo stress negli occhi

Capitolo 5 – Le emozioni negli occhi

Capitolo 6 – Il carattere e la personalità negli occhi

Capitolo 7 – I pensieri negli occhi

Capitolo 8 – Amore, sesso e romanticismo negli occhi

Capitolo 9 – A prima vista: guida rapida all’analisi personale attraverso gli occhi

Bibliografia

Il Culo non Esiste Solo per Andare di Corpo – Antologia della Letteratura Greca e Latina

Il Culo non Esiste Solo per Andare di Corpo – Antologia della Letteratura Greca e Latina

Per il triennio del liceo classico – Volume unico multimediale e interattivo

Autore/i: Rissa Alvaro

Editore: Il Melangolo

testo latino e greco a fronte, presentazione dell’autore.

pp. 208, illustrazioni in b/n, Genova

Una moderna, rivoluzionaria antologia della Letteratura Greca e Latina contenente (sempre in originale e con traduzione a fronte) una serie di testi rari o inediti che i programmi scolastici non hanno mai recepito e che i professori hanno sempre nascosto ai loro studenti.

Ci sono brani semisconosciuti di Omero (La Fantozziade), Sofocle (I presidi), Lisia (il De recreatione), Platone (il Del Carlo). E poi carmi oraziani ritenuti perduti come l’ode a Noemi: fulgidas mirare nates Noemis / et nega, si vis, opus esse divom: / non modo ad faeces datur exituras / scilicet anus (“guarda le fulgide chiappe di Noemi, / e nega pure, se credi, che siano opera divina. È evidente che il culo non esiste solo per andare di corpo”).

Alvaro Rissa, saggista contemporaneo vivente, ha studiato in particolare il ruolo del poeta nell’oltretomba, il ruolo dell’oltretomba nella poesia e il ruolo della letteratura nella gastronomia. Poeta lui stesso – e in tale veste protagonista di una scena-cult di Ecce bombo – Alvaro Rissa scende ora sul difficile terreno dell’editoria scientifica, mettendo in mostra, con questa innovativa antologia greco-latina rivolta tanto alle scuole quanto al grosso pubblico, le sue doti di raffinato classicista.

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Presentazione

  • Omero, La Fantozziade
  • Sofocle, I presidi
  • Lisia, Sulla ricreazione
  • Platone, Il Del Carlo o sul trimestre
  • Teodette di Faselide, I ricercatori
  • Catullo, La zuppa di funghi alla Silvano
  • Orazio, Ode al Brasile
  • Orazio, Ode a Isabelle
  • Orazio, Ode a Noemi
  • Tibullo, Elegia a Quinto Pistillo sul prendere moglie
  • Dionigi l’Aerofagita, De ecclesiastica hierarchia

Commento

I Fratelli Maledetti – Storia della Massoneria

I Fratelli Maledetti – Storia della Massoneria

Autore/i: Gervaso Roberto

Editore: Bompiani

prima edizione.

pp. 416, Milano

Sinagoga di Satana o tempio della fratellanza? Cupola mafiosa o scuola di etica ? Setta perversa o sacerdozio civile? Cos’è la Massoneria? E chi sono i massoni? Fratelli maledetti o figli della Luce? Comici e camorristi o templari della democrazia?
Sull’Arte Reale, nata ufficialmente nel 1717 a Londra, è stato detto e scritto di tutto. Da più di due secoli i suoi adepti sono messi alla gogna o sugli altari da detrattori e apologeti. Roberto Gervaso racconta la loro storia dalle origini leggendarie – pitagoriche, gnostiche, templari, rosacrociane – a oggi, soffermandosi sui loro rapporti con la Chiesa, le grandi monarchie assolute del XVIII e XIX secolo, con i totalitarismi e le democrazie del Novecento, con l’illuminismo, il romanticismo, il fascismo. Sullo sfondo i “fratelli” più famosi: da Voltaire a Goethe, da Mozart a Sibelius, da Washington a Garibaldi, da Franklin a Roosevelt, da Cagliostro a Casanova, da Fermi a Fleming, da Oscar Wilde a Carducci, da lord Brummell a Buffalo Bill, da Walt Disney a Totò, da Calvi a Gelli.

Roberto Gervaso è nato a Roma nel 1937. Ha studiato in Italia e negli Stati Uniti e si è laureato in lettere moderne. È autore delle biografie: Cagliostro, Casanova, I Borgia, Nerone, Giaretta, La monaca di Monza, La bella Rosina. Ha scritto cinque volumi di interviste: Il dito nell’occhio, La pulce nell’orecchio, La mosca al naso, Dente per dente, Sotto a chi tocca; una raccolta d’interviste immaginarie: A tu per tu con il passato; un volume di ritratti contemporanei: Spiedi e spiedini; un pamphlet politico sull’Italia di oggi: Peste e corna; tre raccolte di aforismi, epitaffi, sberleffi: Il grillo parlante, La volpe e l’uva, Aforismi; un volume di confessioni: A mia madre; uno sui sentimenti: Voglia di cuore; uno di galateo erotico: Se vuoi che t’ami…; un giallo storico: Scandalo a corte. Con Indro Montanelli ha firmato sei volumi della Storia d’Italia. Ha vinto numerosi premi, fra cui due Bancarella per il best seller dell’anno. È tradotto negli Stati Uniti, in America Latina, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna Portogallo, Giappone, Bulgaria, Polonia ed ex-Jugoslavia.

I Sutra sullo Yoga di Patanjali

I Sutra sullo Yoga di Patanjali

Autore/i: Patañjali

Editore: Fratelli Melita Editori

a cura di Swami Anand Videha, prefazione dell’autore.

pp. 172, La Spezia

Il contesto i cui “I sutra sullo yoga” sono stati scritti risulta fondamentale per capirne la funzione: ecco allora che il primo passo è adottare, per quanto è possibile, questa visione del mondo, accantonando le proprie categorie assumendo quelle altrui, evitando di aggrapparsi a valori che si sono fatti propri, per non imporre né imporsi concetti che possono deviare il senso ultimo del testo. Solo così “I sutra sullo yoga” potrà essere assorbito, e non solo letto. Potrà cioè rivelarsi al nostro sentire, e non alla nostra mente. Potrà cioè rivelarsi al nostro sentire, e non solo alla nostra mente. In questo modo, assolverà alla sua funzione: quei semi, vuoti in apparenza all’interno, gettati nel buio del nostro mondo interiore, potranno giungere a maturazione.

Il Bambino Cieco – Introduzione alla Sviluppo Cognitivo

Il Bambino Cieco – Introduzione alla Sviluppo Cognitivo

Autore/i: Mazzeo Mario

Editore: Anicia

introduzione dell’autore.

pp. 120, Roma

L’educazione scolastica degli alunni minorati della vista viene spesso concepita in modo frammentario e semplicistico, considerando la specificità didattica quasi esclusivamente in alcuni obiettivi strumentali differenziati.
Così facendo si pensa che il bambino cieco abbia bisogno soltanto di compensare la propria limitazione sensoriale mediante l’acquisizione di abilità tecniche speciali, tali di per sé da neutralizzare gli effetti della sua minorazione. Occorre viceversa comprendere con chiarezza che la minorazione, per essere controbilanciata adeguatamente, esige una risposta di potenziamento compensativo che interessi complessivamente lo sviluppo cognitivo e affettivo del bambino. Infatti la condizione di cecità consente validi processi di apprendimento soltanto se controbilanciata da un’eccellente organizzazione della sensibilità residua, delle funzioni immaginative e delle competenze socio-relazionali.
Con una sola espressione si potrebbe dire che la condizione di cecità può essere compensata efficacemente soltanto attraverso un potenziamento qualitativo delle relazioni tra il bambino e la realtà circostante.
Questo libro intende presentare nei suoi lineamenti fondamentali lo sviluppo cognitivo del bambino cieco, allo scopo di offrire un quadro concettuale di riferimento teorico e culturale, utilizzabile come base introduttiva per impostare con l’alunno minorato della vista una relazione educativa consapevole, coerente ed adeguata.
In appendice l’Autore ha ritenuto utile presentare i più importanti provvedimenti legislativi che definiscono la funzione dell’insegnante specializzato, con riferimento particolare agli alunni minorati della vista. Ciò allo scopo di sollecitare una migliore coscienza giuridica e di facilitare una rapida ed ordinata consultazione.

Mario Mazzeo, laureato in Pedagogia e Psicologia, svolge da molti anni attività di consulenza psicopedagogica e di ricerca scientifica presso l’Istituto statale Augusto Romagnoli di Roma. In particolar modo la sua ricerca concerne gli effetti collaterali della minorazione visiva, vale a dire l’incidenza degli atteggiamenti familiari e sociali sullo sviluppo della personalità del bambino minorato della vista. La sua attività professionale e animata principalmente dall’intenzione di promuovere una sensibilità clinico-pedagogica tale da consentire una ridefinizione pù organica e funzionale dei problemi del bambino con handicap.

Le Streghe – Amanti di Satana

Le Streghe – Amanti di Satana

Autore/i: Sallmann Jean-Michel

Editore: Electa / Gallimard

traduzione di Ida Sassi.

pp. 184, nn. illustrazioni b/n e a colori, Trieste

“Al suo apparire la strega non ha né padre, né madre, né figli, né marito, né famiglia. È un mostro, un aerolito, venuto non si sa di dove. Chi oserebbe, gran Dio, avvicinarla? Dov’è? Nei luoghi impossibili, nella foresta dei rovi, sulla landa ove lo spino e il cardo intrecciati vietano il varco. La notte sotto qualche antico dolmen. Se la si trova, essa è isolata dall’orrore comune: ha intorno a sé come un cerchio di fuoco. Ma chi lo crederà? È ancora una donna. Persino questa vita terribile urge e tende la sua molla di donna, l’elettricità femminile. […] Ben diverso è Satana”

Verso la metà del Quattrocento l’Occidente si infiamma. Un fenomeno devastante, che si propaga come un’epidemia. Sui roghi bruciano uomini e donne. Anzi, soprattutto donne. Si dice che siano amanti di Satana, che siano streghe. Le voci corrono per città e campagne. I tribunali civili e religiosi s’incaricano di fornire le prove. Nei sabba le streghe lanciano malefici e sortilegi, seminano malattie e morte. Per due lunghi secoli, a migliaia, sono braccate, denunciate, messe alla gogna e poi date alle fiamme. Solo alla fine del XVII secolo si levano i primi richiami alla religione, e a poco a poco si spengono gli ultimi roghi.

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I. Le origini

II. La caccia alle streghe

III. Un’implacabile persecuzione

IV. Magia o stregoneria?

V. Il declino

  • Testimonianze e documenti
  • Pianeta strega
  • Strix
  • La condanna cristiana
  • La parola ai demonologi
  • Rei confessi
  • Il sabba: un’interpretazione
  • La fine della grande caccia
  • La strega, la maschera e il carnevale
  • Mito e iconografia
  • Le streghe della letteratura
  • Le streghe nel cinema
  • Apparati
  • Inquisitori celebri

Indice delle illustrazioni
Indice dei nomi
Bibliografia

Il Nazista e lo Psichiatra – Norimberga 1945. La Seduzione del Male nell’Incontro tra un Giovane Medico e Herman Göring

Il Nazista e lo Psichiatra – Norimberga 1945. La Seduzione del Male nell’Incontro tra un Giovane Medico e Herman Göring

Titolo originale: The Nazi and the Psychiatrist

Autore/i: El-Hai Jack

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione di Roberta Zuppet.

pp. 352, illustrazioni in bianco e nero, Milano

Nel 1945 Douglas Kelley vegliò sulla salute mentale dei gerarchi nazisti, seguendoli dall’istruzione fino alle prime fasi del processo di Norimberga. Poté studiarli da vicino, li sottopose a un’imponente mole di test e raccolse interi quaderni di appunti rimasti finora inediti, prese nota di vezzi, debolezze e meschinità: dalla falsa amnesia di Rudolf Hess alle farneticazioni mistiche di Alfred Rosenberg, dagli strani effetti personali portati alla luce dalle perquisizioni ai capricci del vero coprotagonista di questo libro: il pachidermico, fatuo, narcisista e magnetico Hermann Göring, il maresciallo del Reich. “La personalità più interessante del carcere”, annotò Kelley sul proprio quaderno, il solo detenuto che avrebbe potuto guidarlo verso quell’abisso dell’animo umano che era impaziente di esplorare. Le conclusioni della sua indagine furono sorprendenti: i nazisti non erano fantocci che “obbedivano agli ordini”, ma persone ambiziose, aggressive, intelligenti e spietate “come uomini d’affari”. Il “germe” nazista che aveva sperato di trovare non esisteva: “Sono certo che anche in America ci siano persone disposte a scavalcare i cadaveri di metà della popolazione americana pur di ottenere il controllo dell’altra metà” concluse, senza mai riuscire a lasciarsi davvero alle spalle quell’esperienza che aveva scosso nel profondo i suoi presupposti e gettato i semi della sua stessa rovina. Il risultato è la storia di un corpo a corpo psicologico tra due personaggi ambigui e complessi, paradossalmente affini; un viaggio sconcertante sul confine tra bene e male.

Jack El-Hai è giornalista e affermato divulgatore scientifico, scrive sull’Atlantic e sul Washington Post. Insegna scrittura creativa e vive a Minneapolis.

Diari di Dame di Corte nell’Antico Giappone

Diari di Dame di Corte nell’Antico Giappone

Autore/i: Autori vari

Editore: Giulio Einaudi Editore

quarta edizione, a cura di Giorgia Valensin, Nue 112.

pp. 220, Torino

I Diari di dame di corte ci aprono uno spiraglio su un mondo di cui, chi non ha letto la Storia di Genji, forse non sospetta neppure l’esistenza.
Sono questi infatti gli unici documenti sui quali un Europeo può farsi un’idea della preziosa civiltà di quel periodo, unico nella storia del Giappone e forse del mondo, detto Heian dal nome della capitale, e Fujiwara dal nome della grande famiglia che tenne il potere dall’VIII al XII secolo d.C. periodo anzitutto di tregua. Le guerre civili sono cessate; la capitale è stata trasferita da Nara a Kyoto che prende il meritato nome di Heian, Città della Pace; qui regna il Mikado; qui i Fujiwara governarono di padre in figlio, sono i Fujiwara tutti i Primi Ministri, e le loro figlie sposano gli imperatori.
Un piccolo mondo perfetto, come un frutto maturo, pronto a cadere; e apparentemente isolato nel tempo e nello spazio. Lontanissimo dall’Occidente contemporaneo, lontano anche dal Giappone che tutti conoscono, quel Giappone guerriero di No, dei Daimio e dei Samurai che entrò in scena solo cento anni dopo i Diari, con la rivoluzione che distrusse la troppo felice civiltà dei Fujiwara. (Dalla prefazione di Giorgia Valesin)

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Prefazione di Giorgia Valesin

Diari di Dame di Corte nell’Antico Giappone

  • Il diario di Shei Shonagon o Il libro del guanciale (A. D. 991-1000)
  • Il diario di Izumi Shikibu (A. D. 1002-1003)
  • Il diario di Murasaki Skikibu (A. D. 1007-1009)
  • Il diario di Sarashina (A. D. 1021-1059)

Gabin

Gabin

Autore/i: Brunelin André

Editore: Arsenale Editrice

prefazione Tullio Kezich, premessa e prologo dell’autore, traduzione di Caterina Dalle Ave, collana: Fact & Fiction Sezione Cinema n° 3.

pp. 474, nn. illustrazioni in b/n, Venezia

Gabin l’uomo e il mito raccontati dall’amico André Brunelin, che per oltre vent’anni ha seguito, pedinato, spiato, interrogato il più amato e schivo attore del cinema francese.
Straordinario commensale sempre pronto a pousser la chansonette a fine pranzo, irresistibile con le femmine, ballerino incantevole, compagno di lavoro irreprensibile, segretamente generoso. Ma anche lunatico, pieno di fisime, ingiusto, aggressivo, iracondo. Un tipico anar della moderna società industriale, che rimpiange confusi valori rurali e patriarcali, rivoluzionario da giovane, reazionario da vecchio, figlio scomodo, padre apprensivo e padronale, amico non facile.

… Sobrio come vino rosso … semplice come macchia di sangue … gaio talvolta come vinello bianco … recita “come nella vita”… Jean Gabin è l’evidenza in persona … dice come la pensa sull’amore … o sulla morte, la fame, la noia … semplicemente recitando se stesso … (Jacques Prevert)

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Prefazione
Premessa
Prologo

  • L’infanzia
  • La giovinezza
  • L’entrata in arte
  • Dal teatro al cinema
  • Preludio alla gloria
  • I gloriosi anni Gabin
  • Intermezzo
  • Il periodo grigio
  • La Pichonnière. Parte prima
  • Ritorno alla gloria
  • La Pichonnière. Parte seconda
  • Il cinema, nonostante tutto
  • Vagabondaggi
  • Gli onori
  • La società patriarcale
  • Ultimi palpiti
  • Nessuno sa il giorno nè l’ora

Epilogo
Ringraziamenti
Filmografia