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Teoria della Letteratura

Teoria della Letteratura

Titolo originale: Theory of Literature

Autore/i: Warren Austin; Wellek René

Editore: Società Editrice Il Mulino

premessa e prefazione alla prima edizione degli autori, traduzione di Pier Luigi Contessi.

pp. VII-472, Bologna

Il presente volume, di cui pubblichiamo la quarta edizione, vuole indicare e fornire gli strumenti necessari a uno studio storico della letteratura, idoneo a intendere nel loro contesto culturale anche le espressioni più lontane dal nostro gusto e dalle nostre consuetudini, aperto, cioè, all’analisi di quegli elementi di cui abbiamo perduto la sensibilità (come, per esempio, il metro, la rima e le varie specificazioni dei generi) e che oggi non sembrano più motivi poetici, ma dati rettorici esteriori e normativi. È questa del Wellek e Warren un‘analisi essenziale delle più importanti teorie letterarie e dei metodi che hanno fatto scuola al di fuori dei confini nazionali e specialistici. Gli autori di quest’opera avvertono assai chiaramente come il lavoro e le ricerche delle singole «scuole» contengano, oltre a taluni aspetti negativi che vanno criticati e superati, anche molti aspetti positivi e efficaci che contribuiscono alla comprensione dell’opera di poesia nei suoi vari «strati» e nei suoi molteplici aspetti. Questa apertura alle diverse metodologie e teorie letterarie non rappresenta affatto una posizione eclettica, ma esprime il rifiuto di ogni esclusivismo e di ogni assolutismo, nella consapevolezza della molteplicità degli aspetti dell’opera d’arte.

Di origine cecoslovacca, Renè Wellek è nato a Vienna nel 1903. Ha studiato a Praga, dove si è laureato in filosofia, e a Oxford. Dal 1939 si è stabilito negli Stati Uniti, dove ha insegnato in varie università. Attualmente, è professore di letteratura slava e comparata alla Yale University. Nel 1961 ha ottenuto la laurea ad honorem dall’Università di Roma. Tra le sue molte opere ricordiamo: «Kant in England» (1931), «The Rise of English Literary History» (1941) e soprattutto la fondamentale «History of Modern Criticism» (1955 e ss.), in quattro volumi, edita in italiano dal Mulino (1. «Dall’Illuminismo al Romanticismo», 2. «L’età romantica», 3. «L’età di transizione», 4. «Dal Realismo al Simbolismo»), mentre ha in preparazione l’ultimo (5. «Il Novecento»); e «Concepts of Criticism» (1963).

Austin Warren è nato a Waltham, nel Massachusetts, nel 1899. Ha studiato a Princeton e ad Harvard, e ha insegnato letteratura inglese e americana in varie università. Tra le sue opere segnaliamo: «Alexander Pope as Critic and Humanist» (1929): «The Elder Henry James» (1934); «Rage for Order» (1947); «New England Saints» (1956); «The New England Conscience» (1966).

Monarchia e Popoli nel Danubio

Monarchia e Popoli nel Danubio

Titolo originale: Monarchie et peuple du Danube

Autore/i: Tapié Victor-Lucien

Editore: Società Editrice Internazionale

presentazione di Adam Wandruszka, prefazione dell’autore, traduzione di Augusta Tagliani.

pp. 544, Torino

Per oltre quattro secoli i paesi che si specchiano nelle acque del Danubio, la Boemia, l’Austria, l’Ungheria, hanno costituito, sotto l’aquila bicipite degli Asburgo, una complessa realtà politica, sociale ed etnica che ha improntato di sé la storia europea fino al termine della prima guerra mondiale.
Oggi, in un momento storico caratterizzato da profondi mutamenti e tragici contrasti fra i popoli dell’area danubiana, la classica opera di Victor-Lucien Tapié sulla storia della monarchia asburgica rimane un contributo fondamentale alla comprensione di eventi le cui radici affondano in un passato che solo poco tempo fa poteva apparire remoto, ma che torna a presentarsi ora con drammatica immediatezza. La conoscenza di quel passato non può che rappresentare un tentativo di capire meglio il futuro.

Nato a Nantes nel 1900 e morto nel 1974, Victor-Lucien Tapié è noto come un grande esperto dell’età del barocco, al quale dedicò il saggio Baroque et classicisme (1957) e dei paesi dell’area geopolitica danubiana. È stato presidente dell’Institute de France e membro delle Accademie delle Scienze austriaca e boema.

Madre che ci Accompagni

Madre che ci Accompagni

Autore/i: Ballestrero Anastasio

Editore: Editrice Elle Di Ci

a cura del Comitato Mariano e dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Comunicazioni Sociali.

pp. 196, Torino

Il volume contiene una raccolta degli insegnamenti che il card. Anastasio Ballestrero ha dato durante l’Anno Mariano. Infatti molte giornate di ritiro del cardinale di Torino per tutte le categorie del Popolo di Dio, corsi di esercizi spirituali, conferenze e relazioni hanno avuto per tema Maria SS. come perfetta ascoltatrice della Parola di Dio, prototipo della vita cristiana, madre della Chiesa e dell’umanità. Qui viene riportata una parte del suo vasto insegnamento.
L’Autore partecipa al lettore la sua «marianità» tanto teologicamente completa, profonda, conciliare e lo provoca a farla propria per essere in sintonia con Colei che riconosciamo, nella fede, testimone, sorella, madre della comunità cristiana. Alla scuola del card. Ballestrero, il lettore impara in che cosa consista la «imitazione di Maria», perfetta imitatrice di Gesù Cristo.

La Diplomazia del Cinismo – La Vita e l’Opera di Talleyrand l’Inventore della Politica degli Equilibri dalla Rivoluzione Francese alla Restaurazione

La Diplomazia del Cinismo – La Vita e l’Opera di Talleyrand l’Inventore della Politica degli Equilibri dalla Rivoluzione Francese alla Restaurazione

Titolo originale: Talleyrand, ou le cynisme

Autore/i: Castelot André

Editore: Rizzoli

prima edizione, traduzione di Maria Novella Pierini.

pp. 512, nn. illustrazioni b/n e nn. tavole b/n f.t., Milano

“Mi serviva un aristocratico” aveva detto Napoleone “che fosse in grado di usare un’insolenza principesca.” E lo trovò in Talleyrand, abile diplomatico, intrigante ministro degli esteri, vescovo e principe, ex deputato rivoluzionario, tenero amante e cinico affarista. Ritratto di un uomo e di un’epoca, in quest’opera di Castelot rivive in una rievocazione avvincente, suggestiva e storicamente documentata, quell’ambiente dell’alta diplomazia che ebbe in mano i destini d’Europa. Talleyrand seguì l’epopea napoleonica, contribuendo a ingigantirla, con un occhio ai sovrani d’Europa e ai possibili mutamenti, pronto a tradire il suo signore ai primi accenni del tracollo. Talleyrand trovò in Metternich, il campione della Restaurazione, un avversario e un socio d’affari, e cominciò a pensare che un assetto europeo più stabile si potesse raggiungere senza Napoleone e i suoi sogni di dominio universale.
Il Congresso di Vienna delle Grandi potenze sarà il suo trionfo, e quello di Metternich. Le trame che tengono assieme l’Europa sono legate dalle loro abili mani. Molti sostengono che Talleyrand fece soltanto i propri interessi, come quando chiese allo zar un milione e mezzo di franchi per avergli risparmiato una guerra; molti altri ritengono, se non altro, che gli interessi della Francia “coincisero” con quelli di Talleyrand.
Il ministro degli esteri aveva mille volti. Caustico, elegante, intelligente, con un senso profondo della storia e un intuito infallibile circa il futuro: questo il giudizio degli uni; astuto, meschino, egoista, cinico, opportunista e perfino criminale, nel giudizio degli altri; a volte, per gli stessi, tutte queste cose insieme. La sua fama, il fatto di averne una detestabile, finisce per diventare elemento di attrazione, e indubbiamente lo è per le moltissime donne, giovani e non più giovani, nobili e borghesi, che si sono legate a lui in occasionali avventure, come compagne della vita, come amanti, come ammiratrici e che gli sono rimaste amiche fino alla fine dei suoi giorni. E forse per le stesse ragioni egli si attira amicizia e odio alterni di re, imperatori, ministri e intellettuali: a Varsavia, per preparare l’invasione della Russia, a Erfurt per tramare il rovesciamento di Napoleone, a Vienna per sistemare l’assetto dell’Europa, a Parigi per restaurare la monarchia, a Londra per legarla all’antico avversario. Talleyrand fu il condottiero di quella “grande armée” dei diplomatici, di cui Metternich fu l’ispiratore, che seguì gli eserciti per restaurare la vita civile con il fine di raggiungere un durevole equilibrio politico in Europa mediante la diplomazia del cinismo.

André Castelot scrittore e autore di una cinquantina di volumi prevalentemente a carattere storico-biografico, ha ottenuto due volte, con le sue biografie di Filippo Egalité (1951) e di Maria Antonietta (1953) il premio della Académie Française.

Le Fate dell’Ombra

Le Fate dell’Ombra

Titolo originale: Phantastes

Autore/i: MacDonald George

Editore: Bompiani

prima edizione, traduzioni di Giorgio Spina, collana: Romanzi e Racconti n° 860.

pp. 224, Milano

Le fate popolano segretamente la Britannia, soprattutto le campagne inglesi e gallesi. Sono creature minuscole, non sempre benevole. Escono dalle zolle d’erba, dai cassetti di un vecchio canterano, dalla busta di una lettera che avevamo dimenticato. Se alle fate chiediamo il nome, sono reticenti e beffarde, poiché sanno che, se appena le ascoltiamo, rischiamo di entrare al di là della parete invisibile, nella foresta di tanto tempo fa, sulla strada dove incontreremo l’Ombra. Forse abbiamo dinanzi la regina Mab, o un’altra fata che volteggia tra Scozia e Cornovaglia, tra Galles e Yorkshire: la fata Fantasia. La incontrò George MacDonald in una mattina crepuscolare, la trovò in uno scrittoio, in una stanza in penombra. Non se ne liberò più. Era la metà del secolo XIX: la letteratura inglese trionfava, Dickens cresceva come scrittore in uno sfrenato attivismo di narrativa pura e iperbolica. Quincey percorreva le cavità freudiane dell’anima. Lewis Carroll non aveva ancora evocato da una casa vittoriana di rango alto borghese e nobilitata da studi severi il fantasma di Alice (sarebbe avvenuto nel 1865, sette anni dopo i tenebrosi argenti dell’avventura di Anodos, stupefatto eroe di questo libro). Arthur Machen e Montague Rhodes James, maestri di spavento, erano di là da venire. George MacDonald, previde forse il suo discendente più autentico, J.R.R. Tolkien? A leggere Le fate dell’ombra, la risposta è… ma la lasciamo ai lettori.

George MacDonald (1824-1905) è stato uno scrittore, poeta e ministro di culto cristiano scozzese è stato il precursore della narrativa fantastica del Novecento.

Inconscio e Destini – Psicologia della Pre-Adolescenza

Inconscio e Destini – Psicologia della Pre-Adolescenza

Titolo originale: Inconscient et destins

Autore/i: Dolto Françoise

Editore: Sovera Edizioni

edizione realizzata con la collaborazione di Jean-François de Sauverzac, traduzione di Rossella Mazzolini.

pp. 176, Roma

Il trattamento psicoanalitico dei bambini presenta caratteristiche marcatamente differenti rispetto a quello degli adulti, a motivo soprattutto della sua incidenza sullo sviluppo e sulla formazione della personalità.
Françoise Dolto ha dedicato gran parte dei quarant’anni della sua carriera professionale allo studio dei bambini e in questo volume presenta una serie di casi clinici, scelti in ragione della loro significatività o esemplarità per il trattamento psicoanalitico.
L’attenzione della Dolto si concentra particolarmente sull’incontro tra analista e paziente e sul modo in cui l’analista può “prevedere”, nel corso dell’analisi, gli effetti del trattamento sui bambini analizzati.
Naturalmente in questa riflessione sull’opera dello psicoanalista giocano un ruolo di primo piano anche i diversi sintomi o disturbi, giacché la natura di questi autorizza lo psicoanalista a preconizzare con maggiore o minore affidabilità il “destino” del paziente in termini di “che cosa ne sarà?”
La descrizione dei casi offre all’autrice anche l’opportunità di addentrarsi nello studio di alcune fra le sindromi più frequenti, come la sindrome ossessiva, il narcisismo, la regressione, la dislessia e le psicosi, di cui analizza la genesi e le manifestazioni nonché le tecniche terapeutiche più appropriate.

Françoise Dolto (Parigi, 6 novembre 1908 – Parigi, 25 agosto 1988) è stata una pediatra e psicoanalista francese, specializzata nell’ambito dell’infanzia; è riconosciuta sia in questo ambito per la sua pratica specifica, ma anche per l’apporto teorico alla psicanalisi, soprattutto per quel che riguarda l’immagine inconscia del corpo. Ha operato per diffondere al grande pubblico le sue conoscenze nel 1960 tramite una trasmissione radio. Allieva di Jacques Lacan insieme al quale, nel 1964, ha fondato la Scuola Freudiana di Parigi. I suoi lavori scientifici le hanno dato una notorietà di livello mondiale. Nel 1979 ha dato il via alla Maison Verte, uno spazio di socializzazione per la crescita dei bambini e delle bambine.
Françoise Dolto è autrice di innumerevoli volumi, saggi e articoli sulla psicoanalisi infantile.

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Dialogo preliminare

  1. Sintomi ossessivi. Una trattazione sul narcisismo
  2. Traumi
  3. Portare il trattamento fino in fondo
  4. Regressione
  5. Balbuzie. Dislessia
  6. Oggetto transazionale e feticcio
  7. La mancanza di un nome nell’Altro
  8. A proposito del non udibile
  9. Psicosi

Indice analitico

Psicologia Analitica – Struttura dell’Inconscio, Suoi Contenuti e Metodi d’Indagine

Psicologia Analitica – Struttura dell’Inconscio, Suoi Contenuti e Metodi d’Indagine

Titolo originale: Ueber Grundlagen der analytischen Psychologie

Autore/i: Jung Carl Gustav

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

dalle conferenze alla Clinica Tavistock 1935, nota editoriale e nota introduttiva all’edizione originale dell’autore, prefazione di E. A. Bennet, traduzione di Sergio Chiappori.

pp. XV-188, nn. figure b/n, Milano

Il contenuto di quest’opera è la riproduzione letterale di una serie di cinque conferenze, e delle discussioni seguite a ciascuna di esse, tenute da C. G. Jung alla Clinica Tavistock di Londra nel 1935, e reperibili fino a oggi soltanto sottoforma di copie ciclostilate.
In quest’occasione, Jung si limita a trattare le tesi e impostazioni fondamentali su cui si basano i contributi delle sue ricerche: struttura della coscienza, suoi rapporti con l’inconscio, inconscio personale e inconscio collettivo… La descrizione è collegata a un’esposizione «in vivo» dei principali metodi di indagine e di trattamento adottati: l’esperimento di associazione verbale, l’analisi dei sogni e l’immaginazione «attiva».
La relazione risulta molto vivace: semplice e nello stesso tempo ricca, come è caratteristico in Jung, di numerosi agganci mitologici e etnologici che conferiscono ulteriore fascino al suo discorso.
Come introduzione ai principi su cui si fonda l’opera di Jung, queste conferenze sono quanto vi è di meglio: se da un lato presentano carattere di sistematicità, dall’altro, grazie alla registrazione del linguaggio parlato, producono una durevole impressione della personalità junghiana.

Carl Gustav Jung (Kesswyl 1875 – Küsnacht, Zurigo 1961) studiò medicina a Basilea e nel 1900 iniziò la carriera psichiatrica a Zurigo. Viaggiò a lungo interessandosi di psicologia etnologica, di filosofie orientali e di religioni comparate. Di grande rilievo, anche se dal 1912 decisamente critici, sono i suoi rapporti con S. Freud. Dal 1933 al 1946 si dedicò all’insegnamento, prima al Politecnico di Zurigo, poi all’Università di Basilea. Fra le sue opere ricordiamo: «Ueber die Psychologie des Unbewussten» (1916), «Psychologische Typen» (1921), «Seelenprobleme der Gegenwart» (1930), «L’homme a la dècouverte de son ame» (1946).

Il Re degli Anabattisti – Storia di una Rivoluzione Moderna

Il Re degli Anabattisti – Storia di una Rivoluzione Moderna

Titolo originale: Bockelson. Geschichte eines Massenwahns

Autore/i: Reck-Malleczewen Friedrich Percyval

Editore: Rusconi

prima edizione, introduzione di Quirino Principe, prologo dell’autore, traduzione dal tedesco di Aldo Audisio.

pp. 264, Milano

Il re fa requisire allegramente tutto per la propria tavola, stipa i suoi depositi con provviste sufficienti per un anno intero, deruba i poveri e con i suoi cortigiani e con il suo harem siede davanti a prosciutti e salsicce, mentre nelle cadenti case addossate ai bastioni si registrano i primi morti per fame… Quanto più si allunga l’arco del sole nel cielo, e quanto più si alza nel suo viaggio stagionale, tanto più il nutrimento dei cittadini si fa turpe, ripugnante e animalesco. A maggio essi giungono al punto di ingoiare i dorsi di cuoio delle legature dei libri che la furia battista non è riuscita a bruciare e, pur di mettere qualcosa negli intestini, violentano l’esofago con il cuoio degli stivali e preparano brodaglie con pezzi di corregge; le condiscono con il grasso delle candele fuse. Anzi, poco prima della fine di Sion, faranno cose inaudite: essiccheranno lo sterco di vacca e arrostiranno sui loro focolari lo sterco umano raccolto nelle latrine sulle rive dell’Aa… Ma la raccolta dei rifiuti lungo l’Aa non segna ancora il fondo della loro degradazione: fuori tra gli assedianti, e anche nella città, corre di bocca in bocca una voce orribile che si rifiuta di tacere e compare sui giornali e sui fogli che informano l’impero sul folle regno di Dio.
La voce, cioè, che i cittadini di Münster mangino carne umana; la voce che essi sulla piazza della cattedrale dissotterrino i corpi dei giustiziati spolpandone con i denti le ossa rotte. Ma la voce più orribile è quella secondo cui i genitori uccidono e mettono in salamoia i loro bambini; un sopralluogo avrebbe fornito la prova di pentole piene dell’orrendo contenuto…

Il Vestito Parla – Considerazioni Psicosociologiche sull’Abbigliamento

Il Vestito Parla – Considerazioni Psicosociologiche sull’Abbigliamento

Autore/i: Squicciarino Nicola

Editore: Armando Editore

prefazione dell’autore, introduzione di Gianfranco Morra.

pp. 184, numerose illustrazioni in bianco e nero, Roma

L’intento del volume è quello di evidenziare, dal punto di vista individuale e sociale, il valore simbolico dell’abbigliamento che, in una interazione armonica con le altre modalità di comunicazione non verbale, forma un linguaggio visivo ben articolato dalle molteplici implicazioni psicosociologiehe e culturali.
La trattazione dell’argomento ha infatti un carattere interdisciplinare che, pur privilegiando gli aspetti psicologici e sociologici, non trascura riferimenti alla semiotica, alla etnologia, alla storia, alla filosofia, all’arte.
Il volume si suddivide in tre parti. La prima, dopo aver illustrato le ragioni che ”legittimano il fenomeno dell’abbigliamento quale oggetto di studio da parte della psicologia e della semiotica, colloca la cura del proprio aspetto nell’ambito più vasto della comunicazione non verbale propria del linguaggio del corpo. La seconda parte inizia con il considerare il complesso problema dell’origine dell’abbigliamento per poi analizzare le varie forme e funzioni della decorazione evidenziandone in particolar modo le implicazioni psicologiche e culturali. La terza parte contiene una esposizione critica delle varie teorie sulla moda, pone in risalto lo stretto rapporto tra moda e “Zeitgeist” (spirito del tempo), e, in riferimento alla attuale società, ne evidenzia il legame con il fenomeno del consumismo e con quello dello “spettacolo” quotidiano.
Con questo studio l’autore ha inteso fornire al lettore uno strumento critico che consenta di guardare oltre la “vernice” della cura ed esibizione della propria immagine per afferrare la valenza antropologicamente rilevante di un fenomeno che accompagna il nostro vivere quotidiano, riscattando in tal modo l’abbigliamento dalla limitativa funzione di oggetto di consumo.

Nicola Squicciarino, ricercatore all’Università di Firenze, si è perfezionato presso le Università di Basilea e Tubinga. Per vari anni ha insegnato Psicologia e Sociologia negli Istituti professionali. Ha pubblicato saggi di interesse prevalentemente filosofico.

I Nuer – Un’Anarchia Ordinata

I Nuer – Un’Anarchia Ordinata

Titolo originale: The Nuer: a Description of the Modes of Livelihood and Political Istitutional of a Nilotic People

Autore/i: Evans-Pritchard Edward Evan

Editore: Franco Angeli Editore

introduzione all’edizione italiana e traduzione di Bernardo Bernardi, prefazione all’edizione originale dell’autore.

pp. 350, nn. figure e fotografie b/n, Milano

Individualisti fanatici, insofferenti di ogni autorità, restii a qualunque forma di governo, i Nuer, popolazione pastorale dell’alto Nilo, rappresentano un caso singolare di anarchia. Eppure, nonostante le apparenze, essi hanno dimostrato di possedere una coesione sociale dinamica, una capacità di resistenza nobile e i coloniali dell’ex Sudan Anglo-Egiziano dovette ricorrere alle famigerate «spedizioni punitive», più recentemente il governo centrale del Sudan indipendente condusse, per alcuni lunghi anni, una sanguinosa repressione contro la guerriglia autonomista delle popolazioni nilotiche del sud alle quali appartengono i Nuer. Evans-Pritchard condusse la sua ricerca agli inizi degli anni Trenta tra difficoltà enormi e riuscì a trovare la chiave dell’enigma politico di questa «società acefala» (priva di capi) che definì, paradossalmente, «anarchia ordinata». La singolare struttura sociale dei Nuer scaturisce dalla dinamica contraddittoria e relativa delle forme e istituzioni del territorio, della parentela (clan e lignaggio) e delle classi d’età. La stessa faida, individuale e di gruppo, viene assorbita nella dinamica istituzionalizzata e, più che occasionale vendetta, diventa deterrente contro la catena di odi e rappresaglie che renderebbe impossibile la stessa convivenza. Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1940 e costantemente ristampato e tradotto in varie lingue, fu salutato sin dal suo apparire come «un capolavoro di interpretazione scientifica» ed è diventato uno dei testi classici della antropologia sociale e culturale. Oltre che all’antropologia ha recato un contributo fondamentale alla sociologia e alla politologia, per cui costituisce una lettura essenziale non solo per gli specialisti ma per tutti gli uomini di cultura.

E. E. Evans-Pritchard
, professore di antropologia sociale nell’Università di Oxford dal 1946 al 1970, è morto nel settembre 1973. Da pochi anni, era stato fatto Sir, distinzione finora mai toccata ad altri antropologi inglesi. Tra le sue opere principali, oltre al presente libro, vi sono: «Witchraft, Oracles and Magic among the Azande» (1937), di cui è in corso di stampa la traduzione italiana; «The Sanusi of Cyrenaica» (1949) «Kinship and Marriage among the Nuer» (1951); «Nuer Religion» (1956) «Teories of Primitive Religion» (1965) tradotto in italiano; «The Zande Trickster» (1967): «The Azande: Historical and Political Institutions» (1971).

Letteratura e Società nel Secondo Reich

Letteratura e Società nel Secondo Reich

Autore/i: Bevilacqua Giuseppe

Editore: Longanesi & C.

prefazione dell’autore.

pp. 204, Milano

Nel giudizio corrente l’apporto della Germania alla letteratura moderna s’inizia con la rutilante vicenda dell’Espressionismo. Oltre questa soglia rimane isolato e quasi inspiegabile il grande precursore: Friedrich Nietzsche. Ma invero il Novecento letterario tedesco si svolge organicamente da una realtà che ha la sua matrice nella storia politica e culturale delle eta bismarckiana e guglielmina, considerate qui come un tutto inscindibile, per il quale si propone l’insolita ma legittima ed efficace denominazione di secondo Reich. È questa la tesi di fondo che Giuseppe Bevilacqua si è proposto di verificare col presente saggio. Esso è frutto di una lunga e capillare ricerca condotta in Germania su un vasto materiale originale, poi selezionato ai fini di un’esposizione agile, volta più alla sintesi e all’apertura critica di scorcio, che non all’informazione erudita. Così, mentre nel libro si viene delineando un’immagine globale del periodo preso in considerazione, alcuni fenomeni letterari marginali, che finora nelle storie letterarie erano pura materia d’ingombro, ricevono, dalla loro collocazione nel quadro storico, una definizione perspicua e un’utile funzione di raccordo, dando coerenza all’insieme e quindi creando i presupposti per una migliore comprensione dei fenomeni maggiori. Del naturalismo conseguente e della poesia cosmico-lirica, della Heimatdichtung e dello Jugendstil si tenta per la prima volta, in questo libro, una spiegazione storiografica plausibile; sicché da ultimo, su questo sfondo, si prospetta quasi da sè anche un’interpretazione genetica dell’Espressionismo tedesco finalmente ancorata a fattori reali e verificabili.

Le Frontiere Psicologiche della Società

Le Frontiere Psicologiche della Società

Autore/i: Kardiner Abram

Editore: Società Editrice Il Mulino

introduzione di Ralph Linton, prefazione alla prima e seconda edizione dell’autore, traduzione di Gualtiero Harrison, con la collaborazione di Ralph Linton, Cora Du Bois, James West.

pp. 680, Bologna

Questo volume ormai classico è la testimonianza di un tentativo di collaborazione interdisciplinare tra psicanalisti e antropologi che ha avuto grande rilievo nella storia delle scienze sociali. Lo scopo è di descrivere una tecnica per studiare empiricamente le relazioni reciproche tra cultura e personalità, in connessione con il concetto di «personalità di base», già avanzato da Kardiner nel suo precedente volume «The Individual and His Society». L’esigenza di affiancare con profitto all’analisi culturale analisi psicodinamiche e realizzare così l’auspicata sintesi psico-culturale doveva essere verificata, sul piano delle possibilità, con una ricerca sul campo. Il volume illustra appunto l’applicazione di queste tecniche di ricerca in tre culture specifiche: la cultura comanche (discussa da R. Linton), la cultura alorese (discussa da C. Du Bois), la comunità rurale di Plainville nel Middle West degli Stati Uniti (discussa da J. West). Il materiale raccolto sembra avvalorare l’ipotesi che in culture relativamente stabili, come quelle proprie delle civiltà «primitive», esiste una stretta relazione tra il tipo di personalità di base e la cultura considerata nella sua totalità. Rimane però aperto il problema se la tecnica adottata comprenda una porzione sufficiente dell’intero processo sociale, se cioè l’ipotesi teorica regga anche in diversi contesti spaziali e temporali e in situazioni di mutamento sociale. Il lavoro di Kardiner e dei suoi collaboratori resta comunque una tappa fondamentale nel cammino delle scienze sociali e offre tutt’oggi delle indicazioni preziose sia agli studiosi di scienze sociali, ai quali ha indicato l’importanza dei bisogni e delle capacità dell’individuo, sia agli psichiatri ai quali ha rivelato l’influenza delle condizioni sociali nella formazione della personalità umana.

Abram Kardiner è nato a New York nel 1891. Ha studiato al City College di New York conseguendo il B.A. nel 1912 e il M.D. a Cornell nel 1917. Psicanalista di professione, a partire dal 1936 organizzò alla Columbia University una serie di seminari al quali parteciparono i nomi più prestigiosi dell’antropologia americana (Sapir, Benedict, Linton, Du Bois). Nel 1939 pubblicò una prima sintesi di risultati di questo lavoro: «The Individual and His Society», che ebbe vasta eco tra gli studiosi di scienze sociali. Anche il volume che qui presentiamo è il frutto di tale lavoro di seminario. Oltre ai volumi citati è autore di «Traumatic Neurosis of War» (1941), «The Mark of Oppression» (1951) e di «They Studied the Man» (1961).

I Modi

I Modi

Riemerge da Quattro Secoli di Censura il Libro Maledetto del Rinascimento cui Posero Mano Marcantonio Raimondi, Giulio Romano e Pietro Aretino

Autore/i: Raimondi Marcantonio; Romano Giulio; Aretino Pietro

Editore: Longanesi & C.

a cura di Lynne Lawner, introduzione degli autori, traduzione dal testo americano di Nicola Crocetti, titolo originale: The Sixteen Pleasures.

pp. 128, 48 illustrazioni b/n, Milano

«Da poi ch’io ottenni da papa Clemente la libertà di Marcantonio Bolognese, il quale era in prigione per avere intagliato in rame i Sedici modi, mi venne volontà di veder le figure […] e vistele fui tocco da lo spirto che mosse Giulio Romano a disegnarle. E perché i poeti e gli scultori antichi e moderni sogliono scrivere e scolpire alcuna volta per trastullo de l’ingegno cose lascive […] ci sciorinai sopra i sonetti che ci si veggono a i piedi. La cui lussuriosa memoria vi intitolo con pace de gli ipocriti, disparandomi del giudicio ladro e de la consuetudine porca che proibisce a gli occhi quel che più gli diletta. Che male è il veder montare un uomo addossò a una donna? Adunque le bestie debbono essere più libere di noi?» Così la penna sferzante e provocatoria di Pietro Aretino rammenta uno dei più clamorosi «casi editoriali» del nostro Rinascimento che mise a soqquadro la Curia pontificia durante il papato di Clemente VII. Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, e Marcantonio Raimondi, il migliore incisore dell’epoca, avevano unito i rispettivi talenti nel produrre una serie di stampe raffiguranti con teatrale esibizionismo varie posizioni amorose. Le stampe riscossero un grande successo, soprattutto nei ranghi più elevati della società romana e fra gli alti prelati, ma destarono la collera di papa Clemente che ne ordinò la distruzione e ne vietò la riproduzione sotto pena di morte. Marcantonio Raimondi finì in carcere e Giulio Romano riparò a Mantova. Sfidando il divieto papale, delle stampe venne tirata una seconda edizione arricchita stavolta dai Sonetti lussuriosi dell’Aretino, posti a guisa di commento ai disegni. Ma la censura ebbe ragione di questo libro, che scomparve letteralmente da tutte le biblioteche del mondo, mentre i sonetti sopravvivevano per proprio conto in altre edizioni; finché una copia pirata, stampata probabilmente a Venezia nel 1527, è recentemente ritornata alla luce e, con il permesso dell’attuale possessore, Lynne Lawner si è assunta l’incarico di curarne la stampa. Nasce così questa edizione che riproduce finalmente, dopo più di quattrocento anni, quelle immagini cinquecentesche: esse, nel loro erotico fulgore, sono un segno di quel vigoroso e pagano naturalismo che alimentò lo spirito della Rinascenza.

Lynne Lawner, poetessa, scrittrice, studiosa americana, vive a Roma da molti anni. È membro di molte associazioni d’alta cultura. Ha collaborato al Terzo Programma della RAI e lavora attualmente presso la Columbia University. Ha svolto particolari studi sulla figura della cortigiana nella cultura italiana del Rinascimento e su questo argomento ha tenuto conferenze alla Yale University. Ha tradotto in americano vari testi italiani, tra i quali le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci.

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Introduzione

  • Tavola cronologica
  • Note all’introduzione
  • Le xilografie e i sonetti
  • Note ai sonetti
  • I disegni di de Waldeck

Ringraziamenti

Costumi Sessuali dell’Antica Grecia

Costumi Sessuali dell’Antica Grecia

Titolo originale: Sittengeschichte Griechenlands

Autore/i: Licht Hans

Editore: Edizioni Mediterranee

prima edizione, prefazione di Herbert Lewandowski, versione italiana di Ermengarda Marchello.

pp. 416, nn. illustrazioni e tavole b/n, Roma

È una nuova collana, che le Edizioni Mediterranee offrono al pubblico. Intende avvicinare all’occhio attento dei lettori avvenimenti del passato o del presente, studi, memorie, episodi, sintesi, che riscuotano interesse universale e servano come documento per la migliore identificazione di un’epoca sotto i più diversi punti focali.
Il trattato del Prof. Licht «Sittengeschichte Griechenlands», da tempo esaurito, è ancora oggi la prima ed unica opera su questo campo. Sulla base dell’attraente materiale delle fonti, il prof. Licht, dopo un venticinquennio di studi, ha abbozzato un grandioso quadro delle usanze e della moralità greca. L’autore vuole dimostrare come l’amore, in tutte le sue forme, sia la chiave per la comprensione della civiltà greca e, con la rappresentazione di una così limpida, originaria e ingenua erotica dei Greci, acquistiamo un nuovo concetto della vita e dei costumi di quel popolo, concetto che risulta sostanzialmente differente da quello che era raggiungibile prima, sulla base delle precedenti mutilate pubblicazioni di letteratura greca.
Qualche lettore rimarrà sorpreso nel conoscere la reale vita di quel popolo che ci donò tanta scienza e arte, ma tutti dovranno ammirare la grande capacità creativa di quel ramo dell’umanità che, pur nelle sue peculiarità e debolezze e persino nelle sue dissolutezze, non smentì mai la sua alta civiltà.
L’eccellente materiale illustrativo che desterà qualche stupore anche nei conoscitori, è molto vario: esso è infatti costituito da immagini di ogni genere che indicano l’ideale greco di bellezza, divinità scene di bagni, rappresentazioni di feste, giuochi ginnici, scene d’amore e tutti i capolavori dell’arte erotica.
L’opera ha mantenuto, nella nuova edizione, tutti i suoi pregi esteriori e di contenuto. Essa è indispensabile per ogni biblioteca, per archeologi, filologi, filosofi, storici d’arte, pedagoghi, giuristi, medici, insomma per tutte le persone di cultura e principalmente per gli indagatori.

Un giudizio di Thomas Mann:
Quest’opera rappresenta senza dubbio qualche cosa di nuovo nel suo campo in quanto, per la prima volta, vengono qui valorizzate filologicamente le conquiste della moderna scienza sessuale. Le parti che descrivono l’erotica greca costituiscono quanto di più notevole, umano e divertente mi sia mai capitato di leggere nei libri che trattano l’antichità. La ricchezza e la qualità delle illustrazioni accrescono poi il valore dell’opera.

Il Divino Infante – Sculture del Bambino Gesù dalla Collezione Hiky Mayr

Il Divino Infante – Sculture del Bambino Gesù dalla Collezione Hiky Mayr

Autore/i: Autori vari

Editore: Franco Maria Ricci Editore

a cura di Chiara Basta, premessa di Paolo Biscottini (Direttore Museo Diocesano di Milano) «Il Bambino Gesù di Chiara Basta», fotografie Marco Rapuzzi.

pp. 92, nn. ill. a colori, Milano

La collezione di Gesù Bambini di Hiky Mayr Hinterkircher nasce da una passione le cui radici vanno ricercate in un ambiente fortemente permeato di cultura cattolica e molto sensibile ai valori dell’arte plastica. Essa consiste di circa duecento sculture iconograficamente omogenee, riconducibili dal punto di vista cronologico a un periodo piuttosto ampio, che va dalla seconda metà del XVII secolo fino alla fine del XIX, raccolte frequentando le più importanti occasioni del mercato antiquario nel corso di circa trent’anni. La mostra presenta circa cento sculture raffiguranti il Bambino Gesù provenienti dalla collezione di Hiky Mayr, la più importante raccolta a tema d’Europa.

Dizionario della Mitologia Greca e Romana

Dizionario della Mitologia Greca e Romana

Titolo originale: Dictionnaire de la mythologie grecque et romaine

Autore/i: Schmidt Joël

Editore: Gremese Editore

nuova edizione, introduzione dell’autore, traduzione dal francese di Sofia Medin.

pp. 216, Roma

Il mondo della mitologia greco-romana in oltre 900 voci di immediata consultazione ed esaustiva completezza. Dei, eroi, culti, città e luoghi sacri, animali mitici, monumenti, allegorie e tutto quanto ha attinenza con il mondo mitologico commentati sulla base delle fonti letterarie, con particolare riguardo alle differenti versioni di uno stesso mito e alle trasformazioni verificatesi attraverso il tempo e nel passaggio da una civiltà all’altra.

Il Mulino di Ofelia

Il Mulino di Ofelia

Uomini e Dei

Autore/i: Magli Ida

Editore: Rizzoli

prefazione dell’autrice, in copertina: Venere di Willendorf.

pp. 272, Milano

La morte, la trascendenza, la paura. Il contatto con l’aldilà, la conoscenza, il potere. Il vuoto, la solitudine, la speranza. Una linea sottile collega tutte le religioni, racconta perché sono nate e perché continuano a esistere. L’uomo ha creato la religione per non rimanere solo con il nulla che lo circonda.

Ho voluto spiegare le religioni con estrema semplicità e assoluto rigore nel livello dei concetti, partendo dalla constatazione che, a prescindere dalle differenze fra l’una e l’altra, esse sono una creazione del pensiero umano e rispondono a due bisogni fondamentali strettamente connessi. Il primo: fornire una spiegazione della morte; il secondo: mettere in atto un potere che la domini.” Da questa prospettiva nasce la ricerca di Ida Magli sulle religioni, un saggio potente che con meticolosità e brillanti intuizioni indaga la struttura profonda delle principali fedi del mondo e fa emergere i legami tra i diversi culti. In un’analisi che esamina i temi eterni delle religioni – la trascendenza, la paura, il potere, la solitudine, la conoscenza, la morte, l’Aldilà -, l’autrice riflette sulle grandi trasformazioni che esse stanno vivendo nella società contemporanea. E ci mostra perché, ancora oggi, raccontare le religioni “significa raccontare la solitudine, accompagnare gli uomini di ogni epoca nei loro innumerevoli tentativi per uscirne”.

Ida Magli (1925-2016), antropologa e saggista, nei suoi studi ha analizzato nel profondo la società italiana ed europea. Ha insegnato Antropologia all’Università di Roma e ha scritto per le principali testate italiane, tra cui “la Repubblica” e “il Giornale”. Per BUR ha pubblicato Difendere l’Italia, La dittatura europea, Dopo l’Occidente, Figli dell’uomo, Gesù di Nazaret, Il mulino di Ofelia e Omaggio agli italiani. I suoi libri sono tradotti in numerosi Paesi.

Ricerche Logiche

Ricerche Logiche

Autore/i: Frege Gottlob

Editore: Edizioni Calderini

introduzione e cura di Carlo Lazzerini.

pp. 192, Bologna

Sommario:

Introduzione

Parte Prima

Il Pensiero

Note

La Negazione
Note

La Composizione del Pensiero
Primo tipo di composizione del pensiero
Secondo tipo di composizione del pensiero
Terzo tipo di composizione del pensiero
Quarto tipo di composizione del pensiero
Quinto tipo di composizione del pensiero
Sesto tipo di composizione del pensiero
Compendio delle sei composizioni del pensiero
Note

Parte Seconda

Funzione e Concetto
Note

Senso e Denotazione
Note

Concetto e Oggetto
Note

Il Linguaggio della Vita

Il Linguaggio della Vita

Un Premio Nobel per la fisiologia e la medicina racconta con esemplare chiarezza i meccanismi del codice genetico

Autore/i: Beadle George; Beadle Muriel

Editore: Casa Editrice Valentino Bompiani

pp. 276, nn. illustrazioni b/n, Milano

Nel corso degli ultimi dieci anni, le ricerche e le scoperte nel campo della genetica hanno registrato uno sviluppo che non ha precedenti. I genetisti, ormai, non si limitano più a studiare l’evoluzione e l’ereditarietà sulla scia di Mendel, vanno più a fondo, esaminano l’organizzazione interna dei cromosomi e dei geni, il «codice » molecolare che controlla la chimica dell’organismo, la struttura delle proteine e degli acidi nucleici DNA e RNA…
Muovendo dal rifiuto dello specialismo rigido ed astratto, e dalla convinzione che la ricerca scientifica non consiste «nella realizzazione di esperimenti né nella raccolta di fatti, ma nella applicazione dell’immaginazione e dell’intelligenza a un problema», George e Muriel Beadle hanno scritto, col Linguaggio della vita, un libro insolito, unico. La genetica diventa veramente, qui, «una continua – e tutt’altro che completa – risposta a dei problemi», studio ed espressione dei rapporti tra uomo e ambiente, tra scienza e comportamento. «Per fortuna – concludono gli autori abbiamo a disposizione uno splendido strumento per questo scopo: il cervello umano. Esso ci permette non solo di accumulare conoscenza ma anche di modificare il comportamento in conformità con quanto abbiamo appreso… Adesso non dobbiamo fare altro che usarlo…» Libro di scienza anche per non scienziati, sostenuto in ogni momento da una scientificità assoluta e altissima, scritto in un linguaggio cordiale e accattivante, sempre mosso tra l’analisi scientifica più rigorosa e il riferimento all’esempio, al caso diretto e concreto, il linguaggio della vita è uno stimolo e uno strumento per la comprensione di problemi davvero decisivi: dai mutamenti genetici, naturali e artificiali, alle molecole fondamentali della vita, alle questioni di biochimica, allo studio degli effetti delle radiazioni, fino ai problemi inquietanti connessi con l’applicazione sociale della ricerca genetica…

Guida allo Studio del Carattere

Guida allo Studio del Carattere

Conoscersi e conoscere gli altri attraverso i tratti somatici, i gesti, il comportamento.

Autore/i: Kurth Hanns

Editore: Armenia Editore

prefazione e introduzione dell’autore, traduzione di Marika Boni Grand.

pp. 240, nn. illustrazioni b/n, Milano

Uno dei presupposti per avere successo nella società moderna, forse il più importante in assoluto oltre alla conoscenza del proprio carattere, delle proprie capacità e dei propri limiti, è la conoscenza non superficiale delle persone con cui entriamo in contatto: le loro caratteristiche psicosomatiche, le loro abitudini, i loro difetti, le loro aspirazioni, in una parola il loro carattere.
Da quando esiste un tessuto di relazioni sociali l’uomo ha sempre cercato di capire sé stesso, nella speranza di migliorarsi, di capire gli altri, di arrivare ad una convivenza più armonica. Questa esigenza si è via via acuita, tanto che dalle primitive ed empiriche metodologie di indagine caratteriologica è nata una vera e propria disciplina scientifica: la psicologia.
L’indagine psicologica, tuttavia, richiede fatica e tempi molto lunghi. Incontrando una persona sconosciuta tutti possiamo, di primo acchito, farci un’idea sommaria della sua personalità, ma non potremo certo studiare i recessi più nascosti della sua psiche.
Esiste invece una specie di grimaldello (una chiave d’oro, per meglio dire) capace di aprire in pochissimo tempo la cassaforte dove sono rinchiusi virtù e difetti, abitudini e vizi di ogni essere umano. Basta saper interpretare l’individuo nei suoi aspetti somatici più evidenti, nel suo particolare modo di comportarsi: come gestisce, cammina, si siede, fuma, guida la macchina…
Questa Guida allo studio del Carattere, scritta da un celebre psicologo di vasta esperienza, capo redattore di riviste scientifiche, potrebbe senz’altro entrare a far parte di un buon trattato di psicologia; ma è anche una divertentissima lettura perché offre la possibilità di verificare su se stessi, su parenti ed amici, come in un gioco, la profondità e la veridicità delle osservazioni dell’autore.