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Medioevo Prossimo Venturo – La Degradazione dei Grandi Sistemi

Medioevo Prossimo Venturo – La Degradazione dei Grandi Sistemi

Autore/i: Vacca Roberto

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

seconda edizione, introduzione dell’autore.

pp. 208, Milano

Nel 1965 negli Stati Uniti 30 milioni di persone rimasero improvvisamente senza energia elettrica per oltre 14 ore: nella sola città di New York ne restarono bloccate 600.000 nelle ferrovie metropolitane. Quattro anni dopo il black-out si è ripetuto, e poi ancora dopo altri due anni. Nel 1969, sempre a New York, per un aumento inopinato della domanda di servizio, una centrale telefonica automatica si blocca e per parecchi giorni consecutivi è virtualmente impossibile ottenere una linea libera sulla rete interessata. 1970: il sistema ferroviario Penn Central, che serve fra l’altro le città di New York e Philadelphia, per un cumulo di circostanze occasionali, subisce una tale degradazione del proprio livello di servizio che 117 treni, su un totale di 413, non partono affatto e 290, sulle 296 corse effettuate, registrano ritardi notevoli. Le comunicazioni su strada sono supercongestionate, i decolli e gli atterraggi agli aeroporti assorbono una quantità di tempo sempre più imprevedibile. Il «sistema» scricchiola: questi fenomeni non sono infatti sporadici e indipendenti gli uni dagli altri, ma rappresentano le prime avvisaglie della degradazione di quella tecnologia che sola, invece, potrebbe tenere in vita le altissime concentrazioni di popolazione nelle metropoli e nelle megalopoli. Ma i successi della scienza e della tecnologia non bastano a far funzionare i grandi sistemi, che proliferano in modo disordinato, mal progettati e non integrati fra loro, e che crescono ormai oltre ogni limite avviandosi a raggiungere condizioni di instabilità nelle quali saranno ingovernabili. Questo libro – scritto da uno specialista di ingegneria dei sistemi – analizza altri sintomi, ancora non palesi, della degradazione sistemistica, spiega come si è arrivati a questa situazione e descrive come, perché e quando le grandi città cominceranno a morire trascinando nel regresso i paesi oggi più avanzati. Un nuovo medioevo è alle porte – non voluto premeditatamente da nessuno, ma ineluttabilmente preparato dalla nostra incompetenza e incapacità di programmazione. L’aspetto più tragico di questa anticipazione apocalittica è che ci avviamo a morire non di guerra, non di rivoluzione – ma di disorganizzazione. Se è vero che nessun segno lascia sperare una inversione della tendenza, dobbiamo già progettare gruppi di sopravvivenza, nuove comunità monastiche che – attrezzate di idonei strumenti – sopravvivendo al cataclisma conservino le parti migliori della nostra cultura e preparino – forse tra un secolo – un nuovo rinascimento.

Roberto Vacca è nato a Roma nel 1927. Laureato in Ingegneria Elettrotecnica, ha progettato e costruito linee di trasmissione di energia elettrica ad alta tensione, automatismi, apparati meccanici e circuiti di calcolo elettronico. Dal 1962 dirige una società romana che costruisce sistemi di controllo elettronico.
Nel 1961 visiting Fellow delle università di Cambridge in Inghilterra e di Harvard in America, dal 1960 é libero docente in Automazione del Calcolo e fra il 1960 e il 1966 è stato incaricato del corso di Calcolatori Elettronici alla Facoltà di Ingegneria dell’università di Roma. Ha pubblicato un libro di testo sui calcolatori elettronici e numerosi articoli scientifici e tecnici, apparsi fra l’altro su «Automazione e Strumentazione», «La Ricerca Scientifica», «Atti dell’Accademia dei Lincei», «Traffic Quarterly», «Mathematics of Computation», e concernenti problemi di calcolo elettronico e di ingegneria sistemistica.
Dal 1958 scrive racconti e saggi; nel.1963 ha pubblicato una raccolta di storie di fantascienza, Il Robot e il Minotauro, nel 1965 un volume di saggi e di racconti, Esempi di avvenire. Si interessa di teoria dei numeri, psicologia, filosofia e si occupa attivamente di agricoltura.

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Introduzione

  • I – Quando arriveremo al ginocchio
  • II – Ragioni sbagliate di un improbabile arresto dell’espansione
  • III – I grandi sistemi e la loro ingegneria
  • IV – L’ingovernabilità dei grandi sistemi
  • V – L’impotenza elettrica
  • VI – Congestione urbana e paralisi dei trasporti
  • VII – Il blocco delle comunicazioni (telefoniche, telegrafiche, postali)
  • VIII – Speranze mal riposte e timori infondati dei calcolatori elettronici
  • IX – Scarsezza d’acqua ed eccesso di immondizie
  • X – La congiura dei sistemi urbani
  • XI – Inutilità della guerra come mezzo di distruzione
  • XII – Inutilità della contestazione
  • XIII – Una causa remota della degradazione dei sistemi: la crisi del management
  • XIV – Differenze nei tempi di inizio e nelle durate del prossimo medioevo in vari paesi
  • XV – Benefici a breve termine e danni secondari a lungo termine delle situazioni involutive di tipo medioevale
  • XVI – Evoluzione delle forme di vita associata prima del Knock-out e nel medioevo prossimo venturo
  • XVII – Fondamenti di una nuova tradizione
  • XVIII – Progetto di comunità monastiche atte a conservare cultura e favorire un nuovo rinascimento

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