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La Strega – L’Epica della Donna come Ribelle

La Strega – L’Epica della Donna come Ribelle

Titolo originale: La Sorcière

Autore/i: Michelet Jules

Editore: Rizzoli

prima edizione, introduzione di Franco Fortini, traduzione e note di Paola Cusumano e Massimo Parizzi, in copertina: A. Dürer, Le quattro streghe, incisione (part.).

pp. 352, Milano

Gli storici hanno sempre maltrattato il Michelet di questo capolavoro; sempre i critici letterari lo hanno invece esaltato. Quelli dicono che la sua Strega, la donna della rivolta e del culto notturno, è tutt’altro più una generosa invenzione, un simbolo della repressione erotica ottocentesca; questi sono ben lieti di concederlo perché leggono nelle medesime pagine uno straordinario romanzo, atto di nascita dell’etnografia moderna. La questione sorpassa il libro. Diventa un tema del presente. È lecito separare dalla sua interpretazione simbolica l’intento storico di un’opera, il suo essere-questo-e-quest’altro? E quindi rilevare sue eventuali inadempienze nei confronti delle certezze scientifiche ossia verificabili? Che cosa vuol dire leggere «La strega» come un’opera di letteratura? Quale è il prezzo di una simile riduzione o promozione?
(Franco Fortini)

Jules Michelet (1798-1874), successore di Guizot sulla cattedra di storia moderna della Sorbona, fu convinto sostenitore delle idee liberali nate dalla rivoluzione di luglio, tanto da essere privato della cattedra alla fine della II Repubblica. Oltre che storico («Storia di Francia», 1833-67; «Storia della Rivoluzione francese», 1847-53) fu anche autore di opere di vasta risonanza («La famiglia», 1845; «Il popolo», 1846; «Lo studente», 1848) concepite come «corsi di educazione nazionale» per quel popolo che egli riteneva protagonista di ogni evoluzione storica.

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Argomenti: Stregoneria,

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