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L'Amore di uno Sciocco

Titolo originale: Chijin no ai

di
Editore: Bompiani
Prezzo: € 23,00

Informazioni: prefazione di Alberto Moravia, traduzione dal giapponese di Carlo De Dominicis. - pp. 268, Milano
Stampato: 1981-03-01
Codice: 500000007093

La tardiva scoperta in Italia, negli anni '60, di Junichiro Tanizaki, il più grande scrittore giapponese contemporaneo, affannò la critica nella ricerca degli accostamenti più vari: si asserirono giovanili ascendenze a Baudelaire, Flaubert, Poe e Wilde; per identificare la cifra della sua narrativa si spesero i nomi di Proust e Sade: riguardo all'Amore di uno sciocco in particolare, si evocarono le Relazioni pericolose di Laclos, si pretese una dipendenza da Schiavo d'amore di Somerset Maugham, si suggerirono confronti con Lolita di Nabokov, La noia di Moravia, Senilità di Svevo... Insomma, un bisogno di filtri e riferimenti che testimoniava il disorientato stupore di fronte a un'opera in cui trova espressione suprema e terminale quel mondo letterario giapponese che Henry Miller confessava straordinariamente singolare, seducente e spesso allucinante.
Oggi superato col tempo quel primo sconcerto, l'universo spirituale di Tanizaki appare incomparabile fuori della sua propria tradizione, e indecifrabile se non ci si cala nelle sue ragioni e pulsioni interiori.
Primo grande romanzo dello scrittore (1924), L'amore di uno sciocco e l'audace resoconto di una crudele passione, e al tempo stesso lo specchio e il paradigma di una società in transizione.
Accecato dalla precoce bellezza di Naomi, una piccola cameriera, quasi una bambina, lo "sciocco" Joji la conduce a vivere con sé e progetta di darle un'educazione. Ma Naomi, irretita dal modello occidentale della femminilità, si trasforma via via in una donna capricciosa, cinica e volgare, e precipita in un erotismo senza inibizioni. L'amore dei due giovani, travagliato da questa metamorfosi, si adegua e sopravvive perfidamente tra sotterfugi, gelosie, tradimenti. Nella figura di Naomi si incarna il dramma storico del Giappone, la sua occidentalizzazione; sottinteso in tutta la narrativa di Tanizaki, questo dramma viene qui allo scoperto. "La grande originalità di questo raro romanzo - osserva Moravia nella prefazione - consiste nel fatto che riesce a fondere l'elemento puramente storico e culturale dell'occidentalizzazione con quello tutto privato e psicologico della volubilità femminile. Si immagini una Manon Lescaut corrotta non già dalle occasioni de sensi ma dall'adozione indiscriminata di usi e costumi di una nazione remota e straniera, e si avrà il personaggio di Naomi, immorale perché occidentalizzata e occidentalizzata perchè immorale." Una Manon Lescaut giapponese cui Tanizaki riconosce l'"innocenza tutta moderna che nasce da cause storico-sociali", l'innocenza di chi "non ha colpa perché non può fare a meno di essere 'attuale'".

Junichiro Tanizaki nasce a Tokyo nel 1886. Dopo un'infanzia tranquilla, un tracollo finanziario dei suoi lo obbliga a guadagnarsi da vivere come insegnante privato. Iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell'Università di Tokyo, interrompe gli studi per assecondare una precoce vocazione narrativa. I racconti Il tatuaggio e Himitsu gli guadagnano i primi riconoscimenti della critica. Agli anni giovanili, dominati da una vena sadica e sensuale, segue un periodo di “vagabondaggio” sia fisico che morale, contrappuntato da un matrimonio non felice e dalla sofferta perdita della madre. Dopo il grande terremoto del Kantō, nel 1923 si trasferisce nel Kansai (zona di Kyōto-Ōsaka-Kōbe), che diviene la sua residenza d'elezione. Da allora e fino al 1950 - durante il cosiddetto “periodo classico” - tutte le sue opere si caratterizzano per uno specifico riferimento al passato; L'amore di uno sciocco è il romanzo che segna lo stacco dalla fase precedente. Del 1928 sono Manji e Gli insetti preferiscono le ortiche; del 1931 Racconto di un cieco e Vita segreta del signore di Bushū; del 1932 I canneti; del 1933 La storia di Shunkin e il saggio che qui presentiamo, da molti considerato il suo capolavoro; del 1936 La gatta; del 1935-38 la versione moderna del Genji monogatari. Nel 1943 la censura blocca la pubblicazione a puntate di quello che sarà il suo romanzo più lungo, Neve sottile (1948), a cui segue La madre del generale Shigemoto (1950). Dopo alcuni anni di silenzio appare nel 1956 La chiave, un romanzo che fa scandalo e gli dà fama mondiale, quindi Il ponte dei sogni (1959), Diario di un vecchio pazzo (1962) e La primavera dei miei 79 anni, pubblicato postumo nell'anno della morte, il 1965. L'Opera omnia in 28 volumi vede la luce l'anno successivo. Negli Anni Sessanta Bompiani ha pubblicato in Italia i suoi romanzi e racconti più importanti, sta preparando l'edizione dell'Elogio dell'ombra.

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