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Intorno a Poussin・Dipinti Romani a Confronto

Catalogo della mostra. Roma 1995, 18 novembre 1994 - 29 gennaio 1995. Galleria Nazionale d'Arte antica, Palazzo Barberini, Salone Pietro da Cortona.

di
Editore: «L'Erma» di Bretschneider
Prezzo: € 73,00

Informazioni: curatori: Sivigliano Alloisi, Rosanna Barbiellini Amidei, Roberto Cannatà, Bruno Contardi, Livia Carloni, Sergio Guarino, Anna Lo Bianco, Lorenza Mochi Onori, Paola Santa Maria, Almamaria Mignosi, Rossella Vodret. - pp. 128, 42 illustrazioni a colori e 36 illustrazioni in bianco e nero, Roma
Stampato: 1995-01-01
Codice: 978887062877

Dal testo:

"Camillo Massimi si era recato a trovare Poussin e i due uomini avevano conversato fino a notte alta, quando l'anziano Maestro, accortosi dell'ora tarda, pensò di accompagnare lui stesso il prelato alla carrozza, tenendogli il lume. Narra il Bellori che Camillo Massimi gli dicesse: «lo vi compatisco che non abbiate un servitore» e Poussin, di rimando: «Ed io compatisco più V. S. Illustriss che ne ha molti». Molti anni prima, Poussin, da giovane, aveva avuto modo di imparare quanto c'è di essenziale su un argomento così delicato, avvicinando a Parigi il poeta italiano Giambattista Marino, autore, in quella città, de La Galeria, una specie di resoconto poetico di pittura, stampata a Venezia nel 1519 e, subito dopo, in una nuova edizione più corretta, nel 1620. Accolto assai bene da Luigi XIII e da lui stipendiato, Marino scriveva in Italia a un amico: «Io servo non ha dubbio, ma non mi posso vergognare della mia servitù, perché servo a uno dei primi re del mondo, e soggiungo che molti principi vi sono che si recherebbero a gloria servire nella medesima maniera».
Giunto al termine della grande storia dell'Umanesimo letterario, ormai destituito di significato nell'ardua ricerca di una committenza, Marino si pone, quindi, il problema della servitù. Il poeta è libero se serve e, servendo, puoi vivere negli agi, ecco ciò che viene sostenendo in quegli anni. La tranquillità economica consente di creare nelle migliori condizioni di spirito. Alla fine la condizione servile può essere utile alla produzione letteraria.
In questa ottica va letta la celeberrima sentenza del Marino per cui «è del poeta il fin la meraviglia». Quando, nel verso seguente Marino spiega: «parlo dell'eccellente e non del goffo», ha detto tutto. La poesia, insomma, serve se tratta il livello sublime. È coerente con i suoi presupposti, e poi il verso ancora successivo che la dice lunga sulla condizione servile dell'intellettuale: «chi non sa far stupir vada alla striglia», cioè vada a fare il servitore sul serio e quello davvero più infimo, lo stalliere.
Il poeta può e deve essere un servo perché, servendo i potenti, serve ai potenti. Si è detto e ripetuto mille volte che Marino, con il suo concettismo esasperato, è il padre del Barocco ridondante, inutile e magniloquente, pur restando di suo uno scrittore insigne e, per molti aspetti, originale.
Ma con le date non ci siamo. La verità è che Marino è proprio il padre di quello che sarà il concetto poussiniano del classicismo, sorto dal criterio alquanto opinabile della condizione servile dell'intellettuale e dell'artista, un criterio che Poussin impiego tutta la vita, ne! concreto della sua opera, a confutare, e, in tal senso, l'episodio narrato dal Bellori, inerente a una fase tarda della vita del Maestro, è fondamentale. Poussin, libertario e padrone del suo destino, non ha e non vuole servitori. La sua pittura ha raggiunto una meta che Marino non avrebbe potuto approvare né conoscere: l'arte quale professione che libera se stessi e libera gli altri, in senso sociale e intellettuale.
Poussin, così, sarà noto soprattutto per il suo modo di lavorare che ha sempre lasciato titubanti molti dei suoi esegeti, incapaci a comprendere o tesi a minimizzare le conseguenze. E si intende lavorare, nel significato testuale del termine. Appena potrà Poussin, infatti, lavorerà con l'applicazione del professionista che sa cosa deve fare e cosa l'ambiente colto vuole da lui.[...]"

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Documenti
Bibliografia

  • Claudio Strinati, Introduzione: Il mestiere del pittore
  • Pierre Rosenberg, Una esportazione fraudolenta nel XVIII secolo

Catalogo

Schede di:

  • Sivigliano Alloisi
  • Rosanna Barbiellini Amidei
  • Roberto Cannatà
  • Bruno Contardi
  • Livia Carloni
  • Sergio Guarino
  • Anna Lo Bianco
  • Lorenza Mochi Onori
  • Paola Santa Maria
  • Almamaria Mignosi
  • Rossella Vodret

Il volume è disponibile in copia unica

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