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Commento alla Genesi

Commento alla Genesi

Autore/i: Rashi di Troyes

Editore: Casa Editrice Marietti

prefazione di Paolo De Benedetti, introduzione, traduzione e cura di Luigi Cattani.

pp. XXXII-448, Genova

Per la prima volta in italiano il Commento al Pentateuco unanimemente considerato il più importante e autorevole di tutta la tradizione ebraica. L’affascinante e ricca personalità di Rashi, l’originalità della sua esegesi, fluttuante tra l’interpretazione letterale e quella midrashica, hanno esercitato un ampio influsso su tutto il mondo medievale: tracce della sua opera si ritrovano anche nei maggiori commentatori cristiani dell’epoca, come Ugo e Andrea di San Vittore e Nicola di Lira.
Il Commento alla Genesi, autentico capolavoro  di Rashi è strumento indispensabile per cogliere alcuni caratteri essenziali della sua esegesi. Il libro della Genesi, che, in ambito ebraico, ha sempre goduto di una rilevanza tutta particolare, è stato fatto oggetto nel corso dei secoli di un numero vastissimo di commenti e interpretazioni. Rashi riesce a cogliere gli aspetti più significativi di questa ricchissima tradizione, componendoli armoniosamente con la sua personale ricerca del senso letterale del testo. Il Commento è pertanto la testimonianza riuscita di quella intima armonia tra i molteplici sensi della Scrittura che rappresenta una delle caratteristiche più proprie di tutta l’opera del grande esegeta di Troyes.

Le interpretazioni tradizionali della Scrittura, in ambito sia ebraico che cristiano, pur nella diversità a volte radicale delle prospettive e soluzioni religiose, vedono tutte nella Bibbia il luogo in cui Dio rivela la sua volontà nell’hic et nunc dei singoli e dei popoli. La lettura della tradizione nasce perciò dall’ascolto, dall’obbedienza e dalla preghiera che la Scrittura stessa suscita all’interno di un’esperienza religiosa che si propone di plasmare e salvare l’esistenza storica.
Proprio per questa dialettica fra ascolto-obbedienza nella fede e tensione a trasformare l’esistenza, il confronto con la Bibbia in alcuni momenti storici significativi ha dato luogo non solo a progetti religiosi, ma anche a mediazioni complesse e consapevoli con tutto il bagaglio culturale e scientifico di un’epoca. Almeno nei suoi frutti più maturi, l’esegesi tradizionale non è quindi solo metodo o meditazione spirituale o esercizio di erudizione, ma un’operazione culturale di ampio respiro umano che tende a riproporre il messaggio biblico nella sua essenzialità per Poggi.
«Ascolta, Israele!» vuole aiutare a riscoprire queste ricchezze presentando alcuni dei commenti più significativi ai libri biblici, dalla Genesi all’Apocalisse, espressione di molteplici esperienze, correnti e personalità religiose nei vari momenti storici dell’ebraismo e del cristianesimo. Accanto a testi dell’ebraismo antico, medioevale e moderno si propongono qui commenti delle diverse chiese, orientale, greca, latina e dell’area della Riforma.
Per la prima volta in italiano il Commento unanimemente considerato il più importante e autorevole di tutta la tradizione ebraica. L’affascinante e ricca personalità di Rashi, l’originalità della sua esegesi, fluttuante tra l’interpretazione letterale e quella midrashica, hanno esercitato una grande influenza su tutto il mondo medioevale: tracce della sua opera si ritrovano anche nei maggiori commentatori cristiani dell’epoca, come Ugo e Andrea di San Vittore e Nicola di Lira.
«Oggi i modi di leggere Rashi possono essere diversi: c’è la lettura scolastica del ḥeder o quella paraliturgica degli ebrei devoti, oppure la lettura storico-letteraria dello studioso di ebraismo medioevale e di fonti rabbiniche; c’è infine, la lettura di chi, ebreo o cristiano, ortodosso o critico verso le ortodossie, ritiene comunque che la Bibbia ebraica sia il luogo in cui si sente, come sul Sinai, la voce di Dio. A un lettore siffatto il discorso umile, sapiente, familiare e favoloso insieme di Rashi è tuttora un prezioso compagno per scoprire le segrete “possibilità” del testo» (dalla prefazione di P. De Benedetti).

Il nome completo di Rashi di Troyes era Rabbi Shelomoh ben Yishaq. Nacque a Troyes, capitale del ducato di Champagne, fiorente centro agricolo e commerciale, intorno al 1040. Studiò nelle prestigiose scuole renane di Worms e Magonza dove aveva insegnato il famoso dottore del Talmud Gershom ben Yehudah. Tornato a Troyes, vi fondò una scuola e iniziò le compilazioni dei suoi commenti alla Bibbia e al Talmud. Morì nel 1105.

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Argomenti: Ebraismo, Testi Sacri,

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